8 Marzo, striscione di Genova Antifascista contro il decreto Pillon
Striscione di Genova Antifascista contro il decreto Pillon, in occasione della festa della donna. <A cominciare dal DDL Pillon che vuole rendere le donne povere, senza parola, relegate al solo ruolo di incubatrici; proseguendo con il “Registro delle Famiglie” adottato dal Comune di Genova: discriminante, divisivo, retrogrado; per arrivare agli attacchi alla legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza> dicono a Genova Antifascista. Ecco l’intero testo di rivendicazione publicato su Facebook.
<Infinite sono le violenze sulle donne.
Dal 2000 ad oggi ne sono state uccise oltre 3mila nel nostro paese: una cifra simile a un bollettino di guerra.
Nel 80% dei casi l’assassino è il marito, il fidanzato, il fratello, il padre o comunque una persona conosciuta dalla vittima.
La “famiglia tradizionale” pare avere le mani sporche del sangue di molte.
Quasi 50.000 donne ogni anno si rivolgono agli sportelli anti-violenza, tante tra loro subiscono maltrattamenti psicologici subdoli, feroci, avvilenti, umilianti quasi come quelli fisici.
Nell’ambito lavorativo sopportiamo discriminazioni di ogni genere, le pari opportunità non esistono.
Siamo pagate meno anche a parità di livello, costrette a firmare contratti di precarietà più spesso perché potremmo rimanere incinta, mobbizzate, molestate, emarginate dagli uomini che hanno la gestione delle posizioni di potere e la visione patriarcale della società.
E infine c’è la violenza forse peggiore: quella ISTITUZIONALE dei fascisti al Governo, che attraverso leggi imposte ed ingiuste regolarizza e sdogana pregiudizi.
A cominciare dal DDL Pillon che vuole rendere le donne povere, senza parola, relegate al solo ruolo di incubatrici; proseguendo con il “Registro delle Famiglie” adottato dal Comune di Genova: discriminante, divisivo, retrogrado; per arrivare agli attacchi alla legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza.
NOI NON CI STIAMO
Noi siamo parte attiva del cambiamento che vogliamo portare avanti in questo mondo, noi partecipiamo, noi rivoluzioniamo!


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