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A tutta caccia, ma la Regione si fa bloccare per la quarta volta provvedimenti “doppietta friendly”

Il Governo, dopo la segnalazione delle associazioni animaliste, rimanda alla Corte Costituzionale l’aggiunta in pianta stabile di giornate di caccia e l’immissione di specie ittiche esotiche nei torrenti liguri che minaccia di compromettere l’ecosistema

A seguito di un esposto depositato delle associazioni LAV, WWF, LIPU, ENPA e LAC nella seduta del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio il Governo ha impugnato presso la Corte Costituzionale due articoli della legge regionale della Liguria n. 29 del 27 dicembre scorso, il c.d. “Collegato alla legge regionale di stabilità 2019 ”.

I due provvedimenti che dovranno passare al vaglio della consulta sono l’inserimento in pianta stabile della previsione di giornate aggiuntive settimanali di caccia ai migratori nei mesi di ottobre e novembre, normalmente inserite di anno in anno nel calendario venatorio, trasformando in regola stabile un’eccezione (le tre giornate settimanali di caccia ai migratori per la legge diventavano cinque) e l’autorizzazione ad immettere specie ittiche esotiche, nei corsi d’acqua liguri.

È la quarta volta che la Giunta Toti, che ha un assessore all’Ambiente dichiaratamente cacciatore (Stefano Mai), si fa bloccare provvedimenti di legge che vanno a favore delle doppiette. Prima erano state bloccate l’imbalsamazione di specie protette, la caccia ai migratori per mezz’ora dopo il tramonto, e l’elusione dell’obbligo di immediata annotazione dei selvatici abbattuti sul tesserino venatorio regionale.

Questa volta a farlo è un Governo a cui partecipa la Lega, presente anche nella maggiorana regionale.

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