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La strage delle corsie gialle, e i bus vanno a passo di lumaca

La denuncia arriva dal sindacato degli autoferrotranvieri Orsa Tpl: ‘ultimo caso è quello di via Buozzi, dove le corsie gialle hanno ceduto il passo a una pista ciclabile e al minimo ostacolo (un cantiere, un incidente), il traffico va in tilt.

La fotografia dell’incuranza del trasporto pubblico

Per il crollo di Ponte Morandi sono sparite le corsie gialle in via Fillak, via Canepari, via Cornigliano. Sparite anche le corsie in via Siffredi direzione centro, via di Francia in entrambe le direzioni (in parte ai tempi della passata giunta per la soppressione del 30), via Revel a piazza Verdi (dove hanno fatto una pista ciclabile) e quello che restava è stato cancellato ora con i lavori dello snodo di San Benigno
In va Buozzi/ via Adua fino alla Marittima corsie sparite per la pista ciclabile. Poi, corsie riservate ai bus cancellate anche in via Filippo Casoni
-Parte finale di Galleria Nino Bixio (ad ogni tracciatura ne sparisce un pezzo, come in via Cantore)
Le restanti sono poco visibili (come in via Torti) oppure sono occupate da auto in sosta anche nelle ore di transito e non vengono rimosse, quindi ad oggi l’unica corsia sfruttata è quella di Corso Europa. Per il resto sono state trasformate in parcheggio a pagamento o sono vittima di sosta-intralcio nelle ore in cui sarebbe vietato posteggiare.

La velocità commerciale dei mezzi genovesi è piuttosto alta. <Non avendo assi protetti o corsie bus ampiamente sfruttabili siamo penalizzati rispetto a tante altre città – dice il segretario Orsa Daniel Rinaldi -. Il Comune ha sempre preferito usarle per far cassa con i parcheggi a pagamenti o con le multe anche per i transiti. Non si fanno rimozioni, pochissime le denunce per interruzione di pubblico servizio e mai pubblicizzate presso l’opinione pubblica>.

Di fatto, su questo tema la politica non è mai cambiata anche col cambio di giunta. Si continua a non garantire la velocità e l’efficienza del trasporto pubblico. Si continua a non rendere conveniente lasciare l’auto a casa. Il risultato è il caos quotidiano.

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