118 luci buciate in Sopraelevata. I camion sono pericolosi? Il vice sindaco non risponde

Irrisolto l’ormai annoso problema dell’illuminazione. Balleari non ha risposto al consigliere De Benedictis che gli chiedeva se e perché sarebbe pericoloso il passaggio dei camion in Sopraelevata. E il tormentone dura ormai da mesi

118 punti luce fuori uso, 118 lampioni (pure bruttarelli, ma sono degli anni ’60 e non sono mai stati cambiati) che non illuminano la sopraelevata perché sono spenti, quindi mettono in pericolo automobilisti e scooteristi. Lo ha denunciato ieri in consiglio comunale il consigliere di “Noi con l’Italia” Franco De Benedictis che ha anche chiesto se e in quali termini il passaggio dei camion che aggirano il divieto può essere pericoloso.
Un’interpellanza sul tema è stata presentata anche da Marta Brusoni di Vince Genova.
La risposta del vice sindaco Stefano Balleari (anche a nome del collega ai lavori pubblici Paolo Fanghella) sulla sicurezza è stata una non risposta. Cioè, non ha a risposto in aula a De Benedictis (vedi video sotto) se il divieto sia stato a suo tempo introdotto perché un sovraccarico potrebbe far fare all’impalcato della strada Aldo Moro la fine di quello del Ponte Morandi o se il problema sia piuttosto che, mancando le corsie di sicurezza laterali, in caso di guasto del mezzo la viabilità verrebbe bloccata o se, infine, è stato imposto perché all’uscita delle Casaccie l’impalcato superiore è troppo basso e i mezzi in transito si bloccano o lo toccano, bloccando, appunto, l’uscita stessa. De Benedictis aveva chiesto se ci fossero perizie in tal senso. Non gli è stato nemmeno risposto perché sarebbe pericolosa. Per far rispettare il divieto, sull’onda degli articoli sui giornali, proprio nel periodo post crollo del Ponte Morandi, è stata usata una quantità irragionevole di uomini della polizia locale e alcune postazioni risultavano anche pericolose per i lavoratori della sicurezza stradale. La ragione vera del divieto è importante, perché se davvero è relativa alla stabilità del ponte è incredibile e pericolosissimo che da qualche tempo il presidio sia stato interrotto, ma se, invece, si tratta solo di un potenziale rischio di ingombro, è stato folle impiegare così tanti agenti per mesi durante la massima emergenza dopo il crollo del ponte. Delle due l’una e in ogni caso, tutta la conduzione dell'”affare sopraelevata” è stata superficiale, approssimativa, imbarazzante.
Il divieto di transito ai mezzi pesanti non rispettati ha causato infinite polemiche sui social e strumentalizzazioni partitiche di ogni sorta. Ma ancora non si ha una versione ufficiale sul perché del divieto che, forse, servirebbe a tagliare corto con i mugugni. Bisogna tener presente che, contrariamente a quanto farebbero pensare gli interventi nell’aula del consiglio, la sanzione non è decisa dal Comune, ma stabilita dal Codice della Strada (legge nazionale) che all’articolo 7 impone il pagamento di 42 euro dal 6º al 60º giorno.

La favoleggiata sanzione record è, quindi esclusa. In un mese, la pattuglia Sopraelevata della polizia locale (sempre presente) ha comminato 53 sanzioni per la (ironicamente) strabiliante cifra di 2.226 euro, di cui la riscossione è ovviamente (come in ogni caso) in forse e quasi certamente esclusa nei casi dei mezzi stranieri. Sarebbe opportuno che i consiglieri prima di parlare in aula si informassero come accadeva una volta, ma è certamente necessario che, rispondendo, sia l’assessore di competenza, di fronte a una questione che tiene banco da mesi sui media e sui social, a chiarire. E invece niente.

Anche sull’illuminazione (da diverso tempo) molto carente e, quella sì, certamente pericolosa, Balleari ha dato risposte poco puntuali. Ha detto che si è provato sostituire quella attuale con led ma <non ha funzionato perché non ha stesse possibilità illuminazione> e quindi le opzioni attuali sono o nuove lampade (più costosa) o il retrofit, soluzione più economica e probabile. Per dirla in italiano, visto che dire le cose in inglese non contribuisce di suo a migliorare le cose, ma ottiene solo di confondere il cittadino, il retrofit consiste nell’aggiungere nuove tecnologie o funzionalità ad un sistema vecchio, prolungandone così la vita utile.

Balleari ha anche detto che presto arriveranno i nuovi dissuasori e che nel frattempo saranno nuovamente installati quelli appesi, messi a seguito di una mozione votata all’unanimità. Anche in questo caso bisogna rispettare il codice della strada e <la possibilità dei mezzi di soccorso dei pompieri di passare> ha detto Balleari. Ma se la sopraelevata è davvero sensibile al peso dei mezzi più grandi, allora perché far rischiare i vigili del fuoco consentendo loro di passarci? Una risposta di Balleari a De Benedictis avrebbe messo fine a un tormentone che dura da mesi. Invece, come potete verificare nel video della seduta qui sotto, non è arrivata. Tra balbettii e inciampi della lingua, si riesce solo a capire che la sopraelevata è ancora al buio (se ne parla dallo scorso ciclo amministrativo e questo è in corso da 1 anno e 7 mesi, ormai) e nulla di più.

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