Assistenti sociali: no al trasferimento dei minori stranieri, presidio contro il registro delle famiglie
Immigrazione: Cabona (Assistenti sociali Liguria), “preoccupazione per il mutare delle politiche verso forme di protezionismo e di difesa del noi”
“Chiediamo conto al Comune di Genova dell’immotivato spostamento di minori stranieri non accompagnati in strutture per adulti; contro il Regolamento delle famiglie il 9 febbraio presidio presso l’Anagrafe di Corso Torino”
<La comunità professionale degli assistenti sociali della Liguria esprime vivissima preoccupazione per il mutare, in regione, delle politiche a favore dei più deboli in politiche di protezionismo e di chiusura in difesa dello status quo. Le attuali politiche nei confronti dell’immigrazione vanificano il lavoro di tanti operatori, volontari e cittadini per un’accoglienza diffusa e volta all’integrazione di persone che per disperazione, superando enormi sofferenze, hanno attraversato un continente e il mare e sopravvivendo a tutto ciò sono approdate sulle nostre coste cercando di iniziare un’altra vita> lo dice il presidente del Consiglio regionale della Liguria dell’Ordine degli assistenti sociali, Giovanni Cabona.
<Denunciamo queste politiche volte alla chiusura e alla difesa del noi che si avvertono anche a livello locale: è di qualche giorno fa, a Genova – prosegue – l’improvviso e immotivato spostamento di numerosi minori stranieri non accompagnati dalle Comunità Educative Assistenziali, che da tempo li ospitavano, a centri/alloggi d’accoglienza per adulti stranieri con conseguente interruzione del loro progetto educativo e di tutela. Di ciò chiediamo conto al Comune di Genova assieme alla garanzia che nelle nuove strutture siano tutelati in quanto minori>.
<Lo stesso clima politico e sociale – ricorda ancora Cabona – che nello scorso mese di settembre ha portato all’approvazione da parte del Comune di Genova del Regolamento comunale delle famiglie, che nascondendosi dietro il sostegno e l’aiuto nei confronti di bambine e bambini, nei fatti discrimina tra le diverse tipologie di famiglia istituendo un registro delle cosiddette “famiglie tradizionali”. Contro questo Regolamento l’Ordine degli Assistenti Sociali della Liguria aderisce al Presidio organizzato per il 9 febbraio ore 10:00 presso gli uffici dell’Anagrafe, in Corso Torino 11, a Genova, e chiede, oltre ai colleghi, anche ai cittadini di aderire e di essere presenti per manifestare concretamente la propria contrarietà e il proprio appoggio alle persone così discriminate. Gli Assistenti sociali si oppongono a questo clima e a questa politica che sceglie di distinguere tra la persona giustamente bisognosa e la persona indegna di essere sostenuta ed aiutata. Il nostro codice deontologico ci impone di levare la nostra voce contro ogni sorta di discriminazione e di diversità nel trattamento di persone in difficoltà. Siano esse cittadini o stranieri, uomini o donne, siano esse famiglie coniugate o famiglie diversamente composte ma che comunque abbiano difficoltà o bisogni che la società tutta, anche attraverso l’operato degli Assistenti sociali, ha il dovere di intervenire>.
Cabona ricorda, infine, che nella giornata di ieri l’Ordine degli Assistenti sociali della Liguria, in rappresentanza della comunità professionale, ha partecipato ai funerali del giovane Prince Jerry, ragazzo nigeriano di 25 anni che per la disperazione di non aver ottenuto lo status di rifugiato non ha retto e lunedì scorso si è gettato sotto un treno a Tortona.
<Rinnoviamo il cordoglio per la sua tragica morte alla famiglia, alla Comunità Nigeriana di Genova e alla Comunità di sant’Egidio che in questi anni lo aveva accolto nelle proprie strutture e con lui aveva iniziato a coltivare il suo sogno> conclude il Presidente degli Assistenti sociali della Liguria.


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