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Tursi, approvato il bilancio di previsione: “No all’aumento Tari e agevolazioni alle imprese”

Ma il M5S e il Pd criticano le scelte dell’ammministrazione

l Consiglio comunale di Genova ha approvato il bilancio previsionale per gli anni 2019-2021. Presenti 36 consiglieri, è stato approvato con 24 voti favorevoli e 12 voto contrari. Il volume complessivo di parte corrente ammonta a circa 800 milioni di euro. La quota per investimenti è superiore a 200 milioni di euro.
<Sono state introdotte nuove agevolazioni tributarie come quelle sui capannoni delle imprese e sull’imposta di pubblicità, che viene drasticamente ridotta – fa sapere la giunta -. Sono mantenute inalterate le contribuzioni alle società del Comune. La Tari non viene aumentata. Oltre 30 milioni di euro sono stati deliberati a favore di AMIU al fine di rendere più solida l’azienda nella delicata fase di rinnovo del contratto di servizio e di avvio della costruzione impiantistica. Il Comune, inoltre, potrà assumere oltre 300 persone>.
<Sono molto soddisfatto per essere riusciti ad approvare il bilancio con grande anticipo rispetto agli ultimi anni – dichiara l’Assessore al Bilancio Pietro Piciocchi – e ringrazio i nostri uffici per l’enorme lavoro svolto. Introduciamo agevolazioni fiscali, finanziamo nuove assunzioni, continuiamo a sostenere le nostre aziende, accompagnandole in un percorso tangibile di miglioramento. Ora lavoreremo senza sosta per acquisire nuove risorse e rendere sempre più virtuose le nostre politiche di bilancio>.
Il gruppo consiliare del  MoVimento 5 Stelle Genova ha votato contrario all’approvazione del Bilancio triennale del Comune di Genova <dal quale emergono – dicono i pentastellati – dati preoccupanti: da un lato il taglio evidente delle risorse per le politiche sociali e della famiglia, dall’altro una serie di rinegoziazioni dei prestiti attualmente in essere, a vantaggio esclusivamente degli istituti di credito>.
<Stiamo parlando di una riduzione del 10% sulle risorse per gli interventi per gli anziani e del 70% per le politiche di sostegno ai disabili.  – 11%  anche sulle risorse per l’infanzia e gli asili nido. Solo questo sarebbe sufficiente – dice Stefano Giordano che ha esposto la dichiarazione di voto del M5S in Aula – per opporsi a questa macelleria sociale. A questo aggiungiamo delle incomprensibili operazioni di rinegoziazione obbligazionaria che, seppur con l’obiettivo di ridurre l’importo delle rate, incrementano enormemente gli interessi sul prestito, con il risultato che si  aumenta il debito e lo si carica sulle spalle dei nostri figli>.
<Difficile comprendere il vantaggio economico per i cittadini nel trasformare un prestito ad interesse zero in un prestito con un tasso di interesse fisso dell’1,58%, mentre è chiaro  il vantaggio per gli istituti di credito e le banche – continua Luca Pirondini capogruppo M5S. Il modo per ottenere liquidità non può essere nemmeno quello di richiedere la sospensione del pagamento dei mutui, come ha fatto questa Giunta oggi, con il  conseguente aumento degli interessi e quindi del debito complessivo. E nemmeno si dovrebbe fare cassa tagliando le risorse ai Municipi. Ricordo bene quando Bucci in campagna elettorale – continua Pirondini – prometteva più autonomia per i Municipi. Di fatto con il taglio di 400.000 € è evidente come si stia cercando di accentrare il potere decisionale a Tursi>.
<Manca una visione di città, altro che Genova Meravigliosa” – dice Maria Tini –  “Questa è l’unica cosa chiara di questo piano di Bilancio triennale. I tagli sul sociale e per le famiglie sono un segno preoccupante di un’amministrazione cinica che pensa soltanto al “business”, come ha sempre detto Marco Bucci, ma il business di chi? Quello dei suoi amici e degli amici imprenditori del vero sindaco della città, Giovanni Toti, forse. Rispetto al 2017 c’è stato un aumento delle richieste  di indennità di disoccupazione del +8%, altro che 30.000 posti di lavoro in più.  Nascosto dal tunnel di luci, – conclude Maria Tini – tra mercatini e  fuochi d’artificio, il declino economico della città prosegue inesorabile ed in continuità rispetto alle giunte precedenti>.
<Quello presentato dalla giunta Bucci è un bilancio mediocre, privo di strategia per la città. Il sindaco ha sempre affermato con orgoglio che i suoi bilanci avrebbero dato una nuova visione per Genova. Ma così non è stato – dicono al gruppo consiliare Pd Comune di Genova -. Nel dettaglio il bilancio della giunta Bucci prevede al netto 131 milioni in meno sul triennale (2019-2021), 58 milioni al netto in meno su Aster, due milioni in meno sulla cultura e due milioni in meno sul sociale. Oggi non vengono aumentate le tasse grazie a un recupero di fondi arrivati con la vittoria di una causa intentata in passato dall’Amministrazione e non per merito della politica di investimento che Bucci aveva promesso. Ad esempio su Amt non c’è alcuna misura per rilanciare l’azienda e fornire un migliore servizio ai cittadini. Questa città ha perso lavoro e molte vertenze, ma nel bilancio del Comune non troviamo nessuna politica per invertire la tendenza di crisi. Si cerca soltanto di stare a galla. E non si può dare la colpa al ponte, considerato che il sindaco Bucci ha più volte dichiarato che dal Governo sono arrivate le risorse richieste. Ci pare evidente che questo bilancio non vada bene. E crediamo che anche le opposizioni trovino molti elementi di criticità, visto che proprio dalla maggioranza di centrodestra sono arrivati 88 ordini del giorno per richiedere interventi non inseriti nel bilancio. Il Pd oggi in Sala Rossa ha presentato una serie di ordine del giorno ed emendamenti seguendo un progetto organico sulla città, tracciato insieme ai Municipi e partendo dalle esigenze del territorio. Molti di questi documenti non sono stati approvati a differenza di quelli del centrodestra che avevano gli stessi contenuti. Noi vogliamo il bene della città e questo bilancio non la aiuterà>.

 

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