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“Sì, Genova vuole sviluppo!”, si avvicina la manifestazione di domenica

Dopo il grande successo del “flash mob” di Torino, lo scorso sabato, anche a Genova viene organizzato un momento di mobilitazione, domenica prossima, per ribadire temi analoghi, anche se adattati alla realtà locale.
La mobilitazione prevista per il 20 gennaio si chiama “Sì, Genova vuole sviluppo!”. <Parla dunque della necessità di ritrovare un cammino di sviluppo che da troppi anni manca a questa città – dicono gli organizzatori: Riprendiamoci Genova, Che l’inse!, EmerGente e Generazione Antigone. Certo, le infrastrutture costituiscono una parte importante del discorso, sono una condizione dello sviluppo, ma non sono tutto. A differenza di Torino, dove il tema è più circoscritto, la piazza di Genova esprimerà la necessità di ripensare globalmente la direzione della città e del suo territorio, ed è perciò che nei tre punti del nostro Manifesto, oltre al tema delle infrastrutture, inseriamo anche la necessità di rivedere il finanziamento delle istituzioni locali, prevedendo che una parte delle imposte generate dal Porto restino in loco, e di dotare la città di un “Piano di Sviluppo Strategico” in grado di disegnare un percorso di sviluppo a medio-lungo periodo. I motivi per cui partecipare sono dunque ampi, e persino quei cittadini che serbano maggiori dubbi riguardo ad alcune delle infrastrutture ritenute necessarie dal mondo economico genovese, possono comunque sostenere l’iniziativa. La responsabilità di rilanciare lo sviluppo di questo territorio deve essere condivisa da tutti coloro che non si rassegnano al declino, che non riescono ad assuefarsi a una realtà impoverita e con sempre meno prospettive. Cambiare è possibile, ma bisogna cominciare a farlo. Questo è in sostanza il senso della partecipazione alla piazza del 20 gennaio. Una partecipazione semplice – la mobilitazione durerà dalle 12 alle 12.45, in piazza De Ferrari -, non strumentale a nessun interesse privato, di parte o di partito, che serva a riaffermare la volontà delle genovesi e dei genovesi di guardare avanti e di chiedere i mezzi per poterlo fare. Chiediamo così a tutti, dai cittadini ai rappresentanti delle istituzioni, delle categorie produttive al mondo del lavoro, di ritagliarsi una mezz’ora domenica prossima per fare un atto di presenza il cui significato va ben al di là del supporto puntuale a questa o quella istanza, a questa o quella infrastruttura, ma segna invece simbolicamente la ripresa in mano da parte della comunità del discorso sulla costruzione del suo futuro. Un discorso che affonda le sue radici nell’esperienza storica di una città che è stata capitale di Repubblica, e che nel rapporto aperto con l’Europa e col mondo trova uno dei suoi tratti identitari più marcati. Per questo sarebbe bello che la piazza, libera come quella di Torino da insegne di parte, fosse piena di bandiere di Genova e bandiere dell’Europa. Contiamo che per una volta i distinguo, le titubanze – che ancora vediamo in certe dichiarazioni pubbliche – lascino spazio a un momento di unità, laddove l’attenzione non sarà posta sui temi divisivi ma sulla generale volontà di risorgere, di tornare ad affermare che “Sì, Genova vuole sviluppo!”>.

La mobilitazione è organizzata dalle associazioni Riprendiamoci Genova (Camilla Ponzano), Che l’inse! (Andrea Acquarone), EmerGente (Filippo Biolé), Generazione Antigone (Lorenzo Tosa).

La mobilitazione ha il sostegno aperto di: UIL, Spediporto, CULMV, Comitato “Sì, Torino va avanti!”

Ha inoltre al momento il sostegno dei Comuni di: Mele, Bolano, Pigna, Valbrevenna, Arenzano, Vado, Terzorio, Serra Riccò, Sant’Olcese, Mignanego, Campomorone, Ceranesi, Ventimiglia, Albenga, Arenzano.

Il presidente della Liguria Giovanni Toti e l’amministrazione regionale fanno sapere <che sostengono ogni iniziativa relativa all’incentivo di infrastrutture volte alla modernizzazione della nostra Regione e del Paese nel suo complesso>.
<Pur apprezzando il lodevole impegno>, il presidente Toti non potrà prendere parte alla manifestazione per impegni precedentemente assunti”.
Il sindaco-commissario Bucci, invitato, per il momento non ha risposto all’invito.
Alcuni partiti politici hanno annunciato la loro presenza senza bandiere in manifestazione; si tratta di: PD, +Europa, VOLT, Italia in Comune.
Domenica saranno in piazza a Genova anche le “madamin” di Torino.

Dato che la manifestazione e civica, trasversale e apartitica, le bandiere benvenute saranno la croce di San Giorgio e la bandiera europea, a rimarcare la connessione verso l’esterno, <di cui Genova ha bisogno>.

La piazza osserverà un minuto di silenzio per ricordare l’assassinio del sindaco di Danzica, per l’uomo e per i valori democratici da lui rappresentati

 

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