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I Re Magi, saggi zoroastrani, tra storia e leggenda. Il mistero dei nomi e la loro sepoltura a Milano

di Marco Alex Pepé*

Si avvicina il Natale, ricorrenza solenne che ricorda la venuta del Salvatore sulla Terra, portando con sé, non solo il rinnovamento dello Spirito, ma anche tutta una serie di simboli e tradizioni che spesso sono trascurati.
Non ci si riferisce solamente al giorno della sua nascita il 25 dicembre, che coincide con la festa romana del “Sol Invictus”, che i cristiani hanno inglobato all’interno delle proprie festività all’incirca attorno a IV Secolo a.C., ma a tre figure emblematiche, che guidate dalla luce di un possente astro, si misero in viaggio alla ricerca del neonato di cui  le profezie avevano anticipato la venuta: i tre Re Magi, giunti a Betlemme 13 giorni dopo la nascita di Gesù.
Ma chi erano questi sapienti, che mossi da una fede invalicabile, partirono dalla loro terra natia per giungere in Galilea? Quel poco che si sa di loro è appreso dal solo Vangelo di Matteo, il quale ne fa accenno nel capitolo secondo, narrando del loro incontro con Erode e successivamente dei doni simbolici che essi avevano lasciato al Salvatore: oro, incenso e mirra.
Tutte le altre notizie, anche se frammentarie, arrivano a noi dai Vangeli Apocrifi, che narrano di questi dotti conoscitori della scienza zoroastriana e della loro missione. Anche il i loro nomi, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, sono avvolti nel mistero, infatti essi non compaiono nel Vangelo di Matteo e in nessuno di quelli Apocrifi,  ma sarebbero stati rinvenuti in seguito nel monastero di Kellia, in Egitto.
Secondo la tradizione i loro nomi deriverebbero da: Baldassarre dal Re babilonese Balthazar, Gasparre, dal greco  Galgalath che sta a indicare il  signore di Saba  e infine l’ultimo, il più anziano, Melchiorre, il cui nome deriverebbe da Melech, che significa Re.
Sebbene a loro fossero stati attribuiti grandi poteri, come tutti gli umani non possedevano il dono dell’immortalità e dopo la loro dipartita dal mondo terreno la loro storia non cadde nell’oblio. Si racconta che Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, ne recuperò i resti mortali per condurli nella Città di Costantinopoli. Li vi rimasero finché l’imperatore non ne fece dono a Sant’Eustorgio, che li condusse a Milano su di un carro trainato da buoi. Giunti nella città meneghina, forse stanchi per il lungo cammino o forse per qualche altra mistica ragione, gli animali si fermarono e non ne vollero sapere più di proseguire. Il sant’uomo interpretò l’evento come di volontà superiore, che quello doveva essere il luogo dove le reliquie dovevano essere deposte, lo stesso luogo in cui trecento anni prima San Barnaba aveva battezzato i primi milanesi  e perciò in quel punto fu eretta una basilica che potesse custodirle.
Le sante ossa dunque riposarono nella chiesa che porta il nome Sant’Eustorgio fino al 1162, quando la città fu saccheggiata da Federico Barbarossa, che con il suo bottino di guerra le portò via per poi regalarle all’Arcivescovo di Colonia Rainaldo di Dassel.
A Colonia le reliquie sono custodite all’interno del “Dreikönigenschrein”, l’Arca dei tre Re Magi, un pesante sarcofago d’argento dorato del peso di trecento chili.
A nulla valsero le proteste dei milanesi che per più di settecento anni chiedevano a gran voce di riavere le ossa di Dionigi, Rustico ed Eleuterio cosi ribattezzati dai milanesi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, infatti soltanto nell’agosto del 1903, grazie alla mediazione del Cardinal Ferrari, alcune poche ossa fecero ritorno a Milano e deposte vicino all’arca in un’ulteriore urna. Una lapide ne indica la posizione: “sepulcrum trium magorum”.

Marco Alex Pepè è scrittore, show man, studioso di tradizioni magico popolari, organizzatore d’eventi. È il patron del Ghost Tour di Genova, seguito ad ogni edizione da migliaia di persone. Ospite di molte trasmissioni televisive anche su reti nazionali, è stato promotore di diverse iniziative culturali sulle tradizioni genovesi e liguri ed è il direttore artistico del circolo culturale fondazione Amon. Docente a corsi di formazione per promoter turistici e per l’animazione urbana. È l’autore dei libri “Genova Magica”, “Genova Stregata” e “Liguria Magica e Stregata” per i tipi di De Ferrari.

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