Annunci
Ultime notizie di cronaca

Tra sarcasmo e polemiche, lo scontro Sindaco-polizia locale diventa “questione politica”

Come da tradizione, abbiamo consegnato le doglianze della polizia locale Oggi è un giorno particolare per la città di Genova perché è la ricorrenza del “Confeugo”. Non essendo riusciti ad incontrare l’Abbòu do Popolo (L’Abate del Popolo) che tradizionalmente consegna al Doge le doglianze dei cittadini, ci siamo recati direttamente a Tursi per consegnare al Primo Cittadino la pergamena contenente i problemi della nostra categoria. Un gesto simbolico ma denso di significato che cerca di creare un clima migliore e di buon auspicio per l’anno che verrà. Speriamo che il “Doge” raccolga l’invito e spenda una parola di vicinanza a tutti i colleghi che anche quest’anno si sono prodigati oltre modo per far fronte alle criticità della città. Purtroppo Genova è stata devastata nel tempo da alluvioni e oggi anche dal crollo del Ponte, ma la polizia locale ha sempre risposto alla chiamata di aiuto. Confidiamo che questa abnegazione gli sia riconosciuta nel giusto modo.

 

(Il segretario Diccap Sulpl Claudio Musicò con il collega Claudio Carbone al momento della consegna)

Così il Diccap Sulpl continua sulla falsariga del sarcasmo avviata da giorni sulla situazione della polizia locale genovese ed è andato a portare le richieste su pergamena a Tursi . <È un gesto simbolico – dice il segretario Claudio Musicò – . Lo abbiamo fatto perché dobbiamo dare segnale al Sindaco perché ci dia un minimo di riscontro. Si è parlato di “muro contro muro”, lui ha detto di sentirsi sotto ricatto. Ma non è vero>. Per i lavoratori, quello che Marco Bucci definisce come “ricatto” si chiama trattativa sindacale per il contratto decentrato in atto in diverse città italiane, che a Milano ha visto iniziative ben più plateali dell’astensione dallo straordinario. In molte città d’Italia l’indennità di strada/giorno è a 6 euro e gli agenti di polizia locale lottano decisi per arrivare a 10 euro. A Genova era 4,5 €, due sindacati, Cgil e Cisl, hanno firmato il contratto integrativo proposto dall’amministrazione che la fa scendere a 4. Non ci stanno i delegati Uil e il Diccap Sulpl. La gran parte dei lavoratori si è spostata sulle loro posizioni <Deve esserci un’apertura da parte di entrambi – dice Musicò -. Noi cerchiamo di trovare un punto incontro, ma non può essere l’accettazione incondizionata di tutto da parte della categoria. Noi accettiamo qualsiasi apertura, ma deve esserci un avvicinamento reciproco, non solo da una parte. L’amministrazione, invece, ha manifestato la chiara volontà di non concedere nulla ed è successo anche all’ultimo incontro in Prefettura>.
<Oltre a quello dei delegati Uil – prosegue il segretario Sulpl Genova -, speriamo in un prossimo coinvolgimento della segreteria, perché è quella che poi va al tavolo. E speriamo si uniscano anche altre sigle, indipendentemente dall’appartenenza politica. Perché qui c’è il pericolo che riescano a defraudare la categoria>.

Insomma, per la categoria è come se una manina delle amministrazioni di centro sinistra fosse rimasta in una scatola a Tursi e ora governasse l’atteggiamento dell’Amministrazione nei riguardi della polizia locale più o meno nella stessa direzione di prima <con la differenza – si legge in una delle molte chat Whatsapp della polizia locale dove si viene manifestata tutta la delusione della categoria che ha votato in maggioranza centrodestra sperando in una svolta – che il centrosinistra toccava solo la parte economica e Bucci anche i diritti, che prima chiedevano poco e davano poco e ora danno ancora meno e chiedono tanto>. E tanto i cantuné hanno dato, convinti che le cose stessero per cambiare dalle promesse elettorali e da quelle della giunta, poi trascinati dal senso di responsabilità dopo la tragedia del ponte. Ma alla luce della rigidità sul decentrato e dell’atteggiamento dell’Amministrazione, hanno smesso, cominciando, com’è loro diritto, a negare lo straordinario per provare a Tursi che senza rispetto e collaborazione non si arriva distanti.
Il ribollire di sfiducia e delusione delle chat dei cantuné a pochi mesi dalle Europee e a un anno e mezzo dalle Regionali, arrivata alle orecchie della Lega, non piacerebbe affatto al Carroccio. Non è solo questione di 850 voti, quanti sono gli agenti di polizia locale (a cui si aggiungono quelli di familiari e amici) nel territorio di Genova, ma di una relazione politica e sociale nazionale solida che rischia di sgretolarsi alla luce delle promesse fatte e disattese, svanite come neve al sole alla prova del 9 dell’amministrazione di centrodestra, la prima a Tursi.

La vertenza sindacale assume un pesante significato politico non solo locale

Il Sulpl è tradizionalmente vicino alla parte politica che sostiene l’amministrazione comunale e il governo e, in particolare, proprio alla Lega. Genova è l’unica città governata dal centrodestra dove polizia locale e Amministrazione sono ai ferri corti. Il Sulpl ha già avviato il coinvolgimento del carroccio su base locale e non esclude, se la situazione non si sbloccherà, di porre la questione in ambito nazionale rivolgendosi al segretario Matteo Salvini. In realtà pare aver già mosso i primi passi verso Roma, informando della situazione il vice ministro Edoardo Rixi nella sua qualità di segretario della Lega ligure. Il piano della vertenza è squisitamente politico, riguarda le promesse fatte in campagna elettorale e non mantenute dall’Amministrazione di Tursi. Se le cose non cambieranno, la “questione Genova” potrebbe incrinare i buoni rapporti mettendo in imbarazzo il Carroccio perché l’orientamento del Comune di Genova va in senso esattamente contrario rispetto a quello della Lega in campo regionale e nazionale.
L’agitazione non investe il piano tecnico <Perché col comandante Gianluca Giurato, per quanto gli compete, abbiamo aperto la trattativa. Abbiamo discusso su diverse posizioni su più di un tema, ma abbiamo trovato anche punti di incontro e trovato soluzioni. La discussione sarà ancora lunga, ma è avviata – racconta Musicò -. La rottura della trattativa e lo sciopero proclamato per oggi (e differito dalla Prefettura a seguito della richiesta del Comune che ha manifestato il timore che si verificassero problemi di sicurezza della viabilità in una giornata di manifestazioni, shopping e partita n. d. r.) riguardano la parte economica del contratto decentrato (cioè l’Amministrazione e non il Comando n. d. r.): il buono pasto, la legge 208, le indennità di strada, che hanno anche valenza gestionale e non solo. Perché fanno capire cosa il Comune intenda valorizzare>. Insomma: se Tursi svaluta, come ha fatto, il compenso di chi lavora per strada e non in un ufficio, non intende, evidentemente, ottenere risultato da questo tipo di impegno lavorativo, non privilegiandolo rispetto ad altri. Siccome dice di voler fare esattamente il contrario, ne esce un comportamento incoerente, quello di chi pretende senza riconoscere l’importanza di quanto preteso. Insomma, una situazione davvero curiosa che disincentiva chi fa i turni e non orario d’ufficio, chi lavora anche di notte, si prende i rischi e si fa carico dei problemi. Insomma, per i lavoratori, le decisioni dell’amministrazione guardano solo alla cassa e non al risultato sul territorio.

Fp Cgil: <Si tenta di scaricare sul Comandante inefficienze amministrative>

Intanto nella discussione riemerge anche uno dei sindacati firmatari dell’accordo sul decentrato. Lo fa censurando il comportamento del Sindaco Marco Bucci: <Se l’amministrazione comunale di Genova pensa che gli istituti contrattuali possano sostituire la sicurezza sul lavoro degli operatori e soprattutto degli operatori della polizia locale si sbaglia – dice Antonio Leandro, segretario generale Fp Cgil Genova – Oggi assistiamo, a fronte di una scarsità cronica di personale, che affligge l’amministrazione da anni, ad un utilizzo, da parte del sindaco commissario, anche di operatori da poco assunti su servizi che richiederebbero una maggiore preparazione ed esperienza. Inoltre non credo che delegittimando la struttura di comando si agevoli il funzionamento della struttura e la fluidità organizzativa. Non entriamo nelle diatribe tra amministrazione e Comandante, ma è palese che si cerchi di scaricare inefficienze amministrative su chi ha la posizione di comando, spesso utilizzata in maniera autoritaria e non autorevole. O peggio scaricare le dinamiche politiche sui lavoratori che ogni giorno affrontano, la oramai strutturale emergenza. Noi chiediamo rispetto per i lavoratori tutti e soprattutto in questa fase per chi giornalmente con la propria attività cerca di alleviare i disagi della viabilità e non solo. Non si possono promettere iniziative salvifiche – anche contrattuali, il famoso massimo dell’indennità strada, enunciata da un assessore di questa Giunta -, e poi garantire il minimo servizio con turni massacranti o servizi con personale ridotto. Il contratto decentrato è una risposta a tutti i lavoratori del comune di Genova come lo è lavorare in sicurezza a partire da chi oggi è più esposto. Noi ci batteremo affinché i lavoratori siano in grado di garantire i servizi non solo con sacrificio e disponibilità ma con una organizzazione che tenga conto del benessere lavorativo valorizzando le loro competenze>.

Annunci

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: