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M5S. “Lauro scimmia urlatrice”. E “la Lilli” lancia ironica campagna per la salvaguardia dei primati

Diciamo pure che i politici della prima Repubblica, con tutti i loro difetti, una scena così non avrebbero nemmeno ipotizzato di vederla. Parliamo dello scontro nell’aula del consiglio regionale tra la pasionaria di Forza Italia Lilli Lauro e i pentastellati che l’hanno insultata a causa di certe sue intemperanze. Il sindaco Fulvio Cerofolini, quello che buttò fuori dalla sala rossa di Tursi Andrea Tosa “reo” di non essersi messo la cravatta, certo avrebbe fatto cacciare l’una e gli altri. Personaggi ed interpreti, oltre alla Lauro, Alice Salvatore e Fabio Tosi.
Dopo la bagarre “pollaio style”, alle redazioni genovesi è arrivato nero su bianco l’escusatio non petita della grillina: <Attendiamoci ora un suo (della Lauro n. d. r.) comunicato cucito ad hoc e debitamente limato, nel quale la questione punterà sulle offese personali. Rassicuriamo la collega: non ce l’abbiamo con lei. Ci permetta tuttavia di fare un’osservazione: il suo atteggiamento in aula, tra ripetuti interventi fuori microfono durante i lavori e reazioni smodate, è stato ancora una volta sopra le righe e ha causato l’interruzione dei lavori. Ci dispiace anche per l’evidente imbarazzo sui volti dei suoi colleghi di maggioranza>.
Che a volte “la Lilli” esageri un po’ con gli show nei due consigli dove siede (comunale e regionale), sposando la politica dell’ammoina tutta partenopea come le sue origini, è cosa nota. I Cinque Stelle, però, sono passati agli insulti. <La capogruppo dei pentastellati Alice Salvatore mi ha definito “scimmia urlatrice” e il consigliere Fabio Tosi mi ha affibbiato l’etichetta di “pescivendola hanno dimostrato di non avere argomenti di confronto con gli avversari politici. Non sono offesa. Ritengo che essere associata a persone che fanno una vita di lavoro e sacrifici, gente che si sveglia prima dell’alba e va a lavorare, per me non non può che essere un onore>.
<C’è una certa differenza tra chi si lascia andare a intercalari coloriti e chi invece urla, sguaiatamente, mancando di rispetto allo stesso Consiglio regionale e a tutti i suoi componenti, dapprima disturbandone e poi interrompendone un sereno svolgimento> dice “l’Alice”.
“La Lilli”, a cui difetta la misura in aula ma non certo l’ironia, sulla sua bacheca sui social commenta così l’accaduto.

Si può affermare con un concreto margine di certezza che la politica regionale abbia ha visto momenti migliori.
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