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Nastro trasparente teso in via Cassanello, uno scherzo di pessimo gusto rischia di mandare all’ospedale i motociclisti

Le conseguenze della caduta potrebbero essere anche molto gravi. L’allarme nel gruppo Facebook di Pegli dove è stato denunciato l’accaduto

 

Non si sa se sia uno scherzo di pessimo gusto o un attentato consapevole alla vita di qualche motociclista: un nastro trasparente, scarsamente visibile, è stato steso in via Cassanello, a Pegli, tra la ringhiera e un paletto. A dare l’allarme è stato Alessio Gaiolo che ha postato la foto su Facebook nel gruppo dedicato al quartiere e aver reso visibile il nastro (di quelli alti, da pacchi, ma trasparente) appendendo dei fogli di carta in modo da avvertire chi dovesse sopraggiungere. Un altro nastro è stato posizionato in via Antica Romana di Pegli che però è pedonale.

via-cassanello

Per la precisione, i nastri su via Cassanello erano due. <La decisione di non toglierli direttamente è derivata dal fatto che mi sono accorto che c’erano una striscia di nastro prima del cavalcavia e una dopo – racconta Gaiolo -. Ho pensato che, magari, qualcuno avendo visto cadere qualcosa da sopra avesse cercato di impedire l’accesso fino all’intervento di chi di competenza.  Ci ho un pò pensato. Se fosse caduto qualcosa in testa a qualcuno dopo che io avevo tolto il nastro mi sarei sentito colpevole, idem se qualcuno in moto ci fosse finito contro. Quindi ho deciso di segnalare la cosa>.
Se fosse arrivato un motociclista, complice anche il buio, avrebbe rischiato di andare a finire dritto nel nastro che se, come sembra, è ben assicurato da entrambi i capi, ne provocherebbe la caduta>.
<Vi assicuro che se qualcuno fosse passato in moto sarebbe caduto – conclude Gaiolo -. Lo scotch era ben saldo da entrambe le parti, assicurato al paletto e alla ringhiera, ed era anche di qualità. il nastro era marchiato col logo di un saponificio>.
L’episodio è inquietante e fa pensare a un atto di teppismo simile, in qualche modo, al lancio di sassi dai cavalcavia. Chiunque si trovasse a passare in moto o in scooter sarebbe la vittima casuale e sfortunata del brutto scherzo, una vera e propria trappola tesa proprio sotto al viadotto dell’autostrada. Le conseguenze della burla potrebbero diventare anche molto gravi se il centauro cadesse malamente.
Una cittadina ha chiamato i vigili del fuoco che hanno girato la segnalazione, per competenza alla polizia municipale che è intervenuta sul posto.
Pare che la “tecnica” sia già stata usata in passato in strade di campagna dove qualcuno degli abitanti, scocciato del rombare dei motori, ha pensato bene di creare trappole per dissuadere i motociclisti. In Francia una coppia cuneesi ha rischiato i morire a causa di un filo d’acciaio teso a 80 centimetri da terra. Recentemente fili di ferro sono stato tesi nei boschi di Dossena, nella Bergamasca, per fermare i motociclisti che facevano enduro. In passato si sono registrate anche due vittime: nell’aprile del 2007, Marco Badiali, 48 anni, ingegnere di Vignola, era rimasto sgozzato da un cavo nel Modenese. Sotto inchiesta era finito un contadino della zona. Nel 2011, a Frosolone (Isernia), era invece deceduto Manuel Colantuono, 19 anni: con un gruppo di amici percorreva un sentiero e non ha notato un filo di ferro piuttosto resistente, che gli ha reciso la carotide. Lo scotch non è fil di ferro nè un cavo d’acciaio, certo, ma se è ben assicurato e il motociclista va veloce può riuscire almeno a fare cadere chi sta in sella prima di rompersi.

 

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