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Terremoto a Santo Stefano d’Aveto. Le zone sismiche, i terremoti “storici” e le leggende a Genova

I terremoti nell’area di Sampierdarena nel 1.182 e nel 1217. Quello del 1536 che consigliò ai genovesi di rinforzare le case con archi e sostegni di pietra (poi, per ordinanza dei Padri del Comune, sostituiti per con le chiavi o catene metalliche)
La lettera, probabilmente falsa, che racconta di un terremoto devastante (forse mai avvenuto o forse colpevole solo di danni minimi) che anticipò di secoli le assurde dichiarazioni di padre Cavalcoli sul terremoto in centro Italia e venne usato per condannare moralmente le case da gioco
La profezia di Nostradamus: <Piango Genova. Sangue, e spada come strenne, Fuoco, terremoti, acqua, per sfortunato rifiuto>. Ma, attenzione, è solo un pezzo della storia del pensiero scientifico e non scienza

epicentro-terremoto

Un terremoto di magnitudo 2.9 con epicentro a Santo Stefano d’Aveto è avvenuto stamane alle 6.46 nella zona di Esola a 5 chilometri di profondità. L’area non è abitata e non si registrano al momento danni a cose o a persone.. Il terremoto è stato localizzato dalla Sala Sismica INGV-Roma. Ingv è l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
Santo Stefano è uno dei 20 comuni della provincia di Genova classificati in classe sismica 3. Gli altri sono Borzonasca, Carasco, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Cogorno, Crocefieschi, Favale Di Malvaro, Fontanigorda, Gorreto, Isola Del Cantone, Lavagna, Mezzanego, Moneglia, Ne, Rezzoaglio, Ronco Scrivia, Rovegno, Vobbia. In provincia di Genova non ci sono aree in classe 1 (che per fortuna mancano in tutta la Liguria) o 2.  In classe sismica 2 ci sono diversi comuni dell’Imperiese e dello Spezzino.

Per capirsi, la classe sismica 1, dove sono inseriti l’Aquila, Amatrice, Messina, l’Irpinia e il Friuli è la zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti. Nei comuni di classe 2 possono verificarsi terremoti abbastanza forti. I Comuni inseriti in classe 3 (è il caso di Santo Stefano) possono essere soggetti a scuotimenti modesti. Le aree in classe 4 (tra queste c’è quella di Genova) sono nella zona meno pericolosa.

Nella mappa sotto, tratta dal sito ufficiale Ingv, sono localizzati i terremoti dal 1985 ad oggi.

terremoti-liguria(Mappa 2 – Clicca sull’immagine per vederla più grande)

Nella mappa sottostante sono localizzati i forti terremoti dall’anno 1000 al 2006 In questa mappa sono riportati i terremoti del catalogo storico con magnitudo stimata superiore o uguale a 5. La grandezza del quadrato indica le diverse classi di magnitudo. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto questa notte a Santo Stefano (di potenza ben inferiore). Come vedete, c’è un solo terremoto, annotato in Valle Stura il 7 febbraio 1767

terremoti-dallanno-mille(Mappa 3 – Clicca sull’immagine per vederla più grande)

Sfiorarono la magnitudo 5 i terremoti del 15 agosto 1182 (4,72 della scala Richter); dell’8 gennaio 1217 (4,51). Avvenirono a latitudine 44.419 e longitudine 8.898. Cioè a Sampierdarena. La magnitudo indicata nei secolo subito dopo l’anno 1000 è indicativa e calcolata secondo i danni riportati nelle descrizioni dell’epoca dai vari scrittori del tempo.

terremoto-sampierdarena
Un’altra scossa di probabile magnitudo 4,72 fu registrata in provincia di Genova il 10 agosto 1536 alle 23. Anche per questo motivo a Genova si prese l’abitudine di rinforzare le case addossandole le une alle altre (molti gli esempi nel centro storico) o collegandole con archi perché si tenessero in sesto le une con le altre. Un’ordinanza dei Padri del Comune del 18 dicembre 1556 prescrive di rimuovere archi di pietra e strutture in mattoni (che privavano della luce i palazzi, se erano bassi impedivano il passaggio dei carri e se erano alti rischiavano di cadere sulla testa dei passanti) con catene metalliche.

genova_molo_massoero

(La facciata del Massoero con le chiavi – o catene – “a tradimento”, molto usate anche dopo il bombardamento di Genova del 1684 compiuto dalla flotta del Re Sole, Luigi XIV)

Il fiorentino Bardi, nel 1581, riporta: <Genova fu travagliata dal terremoto> e il milanese Morigia, nel 1592, scrive che <la città di Genova fu quasi desolata dal terremoto>.
Il geografo Mario Baratta parla dell’evento ispirandosi a un opuscolo in forma di lettera, datato 12 agosto 1536, stampato a Genova nel XVI secolo, ripubblicato in una rivista di storia locale da Vincenzo Promis (1874), utilizzato anche da Mercalli (1897).

Il gran Terremoto tratto nella Città di Genua il quale ha fatto ruinar case, palazzi, torre, e disperdere donne gravide, et morte assai persone, e questo si dice esser stato cagione le gran baratterie, e il gran biastemare che si fa in esse Dio, e santi, et la gloriosa Vergine Maria. Data in Genua alli .XII. d’Agosto M.D.XXXVI., in V.Promis, Descrizione sincrona del terremoto di Genova seguito il X aprile [agosto] MDXXXVI, “Atti della Società Ligure di Storia Patria”, vol.10, fasc.4, pp.809-811.
Genova 1874

Della lettera non si conoscono né il mittente né il destinatario, insomma, potrebbe essere quello che oggi si chiama “fake”, una notizia falsa diffusa ad arte. L’autore si presenta come testimone oculare dell’evento, avvenuto verso la mezzanotte del 10 agosto 1536. La descrizione degli effetti tuttavia è generica e di maniera: il terremoto avrebbe fatto cadere case, palazzi e torri, ma non sono menzionati edifici particolari; avrebbe causato molte vittime, ma non si avanza mai un numero approssimativo; molte persone sarebbero restate fuori dalle case per paura di nuove scosse. Il terremoto inoltre è inserito in una cornice ideologico-religiosa che imputa le catastrofi naturali alla corruzione degli uomini, in particolare al gioco e alla bestemmia: gli unici edifici danneggiati sarebbero stati, sempre secondo l’autore anonimo, le tre baratterie della città, luoghi al chiuso o talvolta all’aperto dove si giocava d’azzardo.
Come potete leggere, le recenti dichiarazioni riguardanti il terremoto del centro Italia per le quali padre Giovanni Cavalcoli è stato sospeso con effetto immediato da Radio Maria (dopo una forte reprimenda del Papa) hanno radici antiche.
La lettera riportata da Promis, perciò resta l’unica attestazione locale del terremoto. I maggiori cronisti genovesi del periodo, assai sensibili agli eventi naturali, non ne parlano.

Ma la più forte delle scosse registrate fu quella che vedete segnata col quadratino rosso (area della Valle Stura, nella mappa 3 soprastante), si registrò il 7 febbraio 1767 alle 3,45 ed ebbe una magnitudo pari a 5,16. Eppure, come vedete dalla mappa sottostante, nè quella zona nè Sampierdarena sono catalogate tra le zone a rischio sismico dalla Regione.

mappa_della_classificazione_sismica_della_regione_liguria

Da tempo l’Ordine degli ingegneri, insieme ai geologi, porta avanti una battaglia per modificare la mappa sostenendo che ci sono luoghi dove si costruisce in barba al rischio sismico, come Diano Castello o Varese Ligure e altri, invece, in cui ci si perde in un mare di autorizzazioni senza alcun bisogno, come Imperia, Sanremo o Sarzana. Secondo gli ingegneri nella classificazione del 2012 ci sarebbero 35 Comuni inseriti in una zona sismica sbagliata. Ci fu anche un ricorso al Tar che fu poi ritirato perchè sembrava che cominciasse l’iter di revisione, cosa che poi non accadde. La Regione Liguria nell’agosto scorso ha lanciato un avviso di selezione per un consulente nell’ambito della prevenzione sismica con l’obiettivo di definire le aree del territorio regionale interessate dalla presenza di faglie attive e capaci (Fac) su cui applicare le relative linee guida per la gestione del territorio. Presto, quindi, ci sarà la revisione.

Ingv scrive nella propria guida regionale “Io non rischio” che <In Liguria i terremoti possono essere piuttosto forti e interessare zone densamente popolate, in cui il numero di edifici costruiti in assenza di un’adeguata normativa antisismica è molto elevato. Infatti la maggior parte del territorio ligure è stata classificata solo a partire dal 2003. La vulnerabilità del patrimonio edilizio dei centri storici liguri è elevata, soprattutto nelle province di Imperia e La Spezia, che sono quelle caratterizzate dalla maggior pericolosità sismica>. Non Genova, dunque.

Val la pena ricordare, infine (ma a scopo assolutamente culturale relativo alla storia del pensiero scientifico e assolutamente non scientifico in senso stretto) la quartina 60 della X Centuria di Nostradamus.

Io piango Nizza, Monaco, Pisa, Genova,
Savona, Siena, Capua, Modena, Malta:
Alle suddette sangue, e spada come strenne,
Fuoco, terremoti, acqua, per sfortunato rifiuto.

Nel corso del tempo le interpretazioni delle “Centuries” di Nostradamus (astrologo, scrittore, farmacista e speziale francese che visse tra il 1603 e il 1566) si sono sprecate e, per fortuna, quella dedicata al nostro territorio non s’è avverata. Almeno per adesso. La geologia moderna parrebbe escludere che possa avverarsi per i prossimi secoli. Sotto la mappa delle faglie attive tratta dal sito dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Come vedete, la provincia di Genova non pare minacciata.

faglie

(Clicca sull’immagine per vederla più grande)

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