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Nuovo arresto dei carabinieri a Pre’. Preso un ricercato, un maresciallo finisce all’ospedale

Individuato un senegalese condannato per traffico internazionale di stupefacenti. L’uomo ha reagito per evitare la cattura sapendo che lo attendeva il carcere

pre

Un senegalese, regolare sul territorio nazionale, è finito ieri in carcere per aver mandato all’ospedale un maresciallo dei carabinieri e perché deve scontare un anno di carcere per una precedente condanna. Ieri sera i militari della Cio, compagnia di intervento operativo, che da qualche tempo stanno aiutando i carabinieri della Stazione della Maddalena a intervenire proprio nella zona di Pre’ dove lo spaccio stava diventando padrone della strada e delle vite degli abitanti. In un paio di mesi, grazie agli arresti dei militari di Maddalena e Cio, oltre che del Commissariato di Pre’, le cose sono molto migliorate, ma ancora la criminalità non è sconfitta. Ieri i carabinieri della Cio del battaglione “Veneto” hanno dovuto inseguire un cittadino centroafricano fuggito alla richiesta dei documenti. I militari lo hanno raggiunto e lui ha risposto a calci e pugni. Uno degli uomini dell’arma ha riportato lesioni giudicate dai medici del pronto soccorso guaribili in 7 giorni. Dovrà rientrare a Mestre, dove è di stanza il battaglione, per essere curato. La reazione è parsa strana ai militari della Maddalena e del Cio: in fin dei conti l’uomo aveva un regolare permesso di soggiorno. Così hanno indagato scoprendo che, con uno dei suoi tanti alias, aveva un ordine di carcerazione pendente, emesso dalla Procura della Repubblica di Torino a seguito di una condanna per traffico internazionale di stupefacenti. Non è, quindi, un semplice pusher. Deve scontare ancora un anno di carcere e per questo è stato portato subito a Marassi. A questa condanna si aggiungerà quella per le ferite al militare. È evidente che la presenza della Cio a Pre’ ha portato forti benefici rinforzando la presenza dei carabinieri sul territorio. Per il lavoro delle forze di polizia, nei giorni scorsi l’Osservatorio di Pre’-Gramsci ha scritto una lettera aperta in cui ringrazia pubblicamente dell’impegno carabinieri, polizia, polizia municipale e politici comunali e regionali per l’impegno nella “bonifica” di una zona del centro storico che era diventata il regno della criminalità, soprattutto (ma non solo) senegalese e che era diventata invivibile per gli abitanti e possibile pericolo per i molti turisti che ormai si muovono in zona, tra la Commenda e Palazzo Reale.

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