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Movida, serve una vodka a un minore di 16 anni, bengalese denunciato dalla pm del reparto Commercio

Come se nulla fosse, ha servito a una ragazza minore di 16 anni un vodka lemon. La giovanissima avventrice è arrivata con un’amica al bancone e insieme hanno ordinato 2 chupiti del liquore (20 gradi) pagandoli un’euro ciascuno. Il cittadino bengalese che stava dietro al banco nel pubblico esercizio sito al 20 rosso di via San Donato non ha esitato un attimo e le ha servite senza preoccuparsi né delle loro condizioni né dell’età. Quello che stava facendo non è passato inosservato agli occhi della pattuglia del reparto commercio della polizia Municipale che ogni sera sorveglia l’area e il rispetto sia dell’ordinanza del sindaco, sia il regolamento approvato dal consiglio comunale. In questo caso, però, si tratta della violazione di una legge nazionale. Secondo l’articolo 689 del codice penale <L’esercente un’osteria o un altro pubblico spaccio di cibi o di bevande, il quale somministra, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcooliche a un minore degli anni sedici, o a persona che appaia affetta da malattia di mente, o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un’altra infermità, è punito con l’arresto fino a un anno>. Per questo chi ha somministrato è stato denunciato.
Purtroppo, mentre una serie di locali rispetta le regole, ci sono ancora titolari (anche di gastronomie e negozi), soprattutto stranieri, in particolare modo bengalesi (che hanno smesso di comprare mini market visto che è stata disposta la chiusura alle 21, e stanno comperando molti locali), che non lo fanno. Nei giorni scorsi, nella movida, sono state elevate sanzioni a chi ha servito bibite o alcolici in contenitori di vetro da portare all’esterno e a locali chiusi in ritardo (l’ordinanza prevede la chiusura all’una in settimana e alle 2 nel fine settimana), anche se solo di una decina di minuti. San Donato è certamente tra le zone peggiori, insieme a salita Pollaiuli, due strade dove, al contrario del resto della movida, l’ordinanza è servita a poco, anche perché ci sono ragazzi che si portano da casa l’alcol in bottiglie di plastica e restano a bere fino al mattino nella città vecchia. Per questo, oltre al controllo della polizia municipale del reparto commercio, serve una maggiore presenza di forze di polizia che controllino la zona anche dopo l’orario di chiusura dei locali, come chiesto anche dalla petizione avviata dai titolari dei pubblici esercizi della movida i quali hanno deciso per martedì prossimo, 8 novembre, di organizzare una manifestazione di protesta in consiglio comunale per chiedere che l’ordinanza venga cambiata e le misure adeguate a quanto accade adesso in centro storico.

 

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