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La banda del buco a Pegli fallisce il colpo alla gioielleria Cicala, salvata dai sistemi di sicurezza

Hanno scavato forse per giorni tra fogne e intercapedini fino ad arrivare, questa mattina alle 5, all’ultimo diaframma che avrebbe permesso l’accesso al caveau. Ma l’allarme si è inserito allertando immediatamente la polizia e i proprietari

La banda del buco questa volta non ce l’ha fatta. E per la seconda volta in un mese e mezzo Antonio Cicala, trentenne gioielliere laureato in Economia e con studi in corso in Storia, dirigente Ascom, membro dell’Associazione gioiellieri nazionale, ha scampato la razzia. La prima volta è accaduto nella notte tra il 12 e il 13 settembre scorso, a casa sua, dove i malviventi si sono introdotti nottetempo e lui se li è trovati davanti mentre dormiva. Ha avuto il sangue freddo di affrontarli e, quando questi sono scappati, ha chiamato subito la polizia che li ha acciuffati dopo un rocambolesco inseguimento. Nella collocazione con uno dei delinquenti un agente era rimasto ferito.
Stavolta, i criminali hanno puntato al negozio di famiglia, in via Martiri della Libertà, a Pegli. Secondo una prima ricostruzione dei fatti hanno scavato tutta la notte, probabilmente anche per diverse notti, per arrivare al muro interno del caveau che, però, è blindato e “coperto” interamente dai rilevatori dell’allarme.

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(Il buco nel caveau dal quale i malviventi pensavano di entrare)

I malviventi hanno tentato il furto con la celeberrima tecnica del buco raccontata nel 1958 dal film “I soliti ignoti” di Mario Monicelli interpretato, tra gli altri, da Gassman, Mastroianni, Totò e Claudia Cardinale. Ma l’azienda aveva appena rinnovato e rinforzato i sistemi di sicurezza e l’allarme ha fatto il suo lavoro, allertando  le forze dell’ordine.

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(Una scena del film di Monicelli “I soliti ignoti”, del 1958)

La Polizia adesso indaga per individuare i responsabili. Le telecamere della zona certamente daranno un valido aiuto.
<La sicurezza in città sta peggiorando – dice Antonio Cicala, anche nella sua veste di dirigente Ascom -. Le forze dell’ordine, quando intervengono, sono professionali e molto competenti. Devo ringraziare la polizia sia per quanto mi è accaduto a settembre, sia per l’intervento di oggi. Però, la scarsa certezza della pena, perché spesso le persone che vengono catturate hanno molti precedenti e procedimenti in corso, sia la scarsità di uomini a disposizione per la prevenzione fanno sì che le condizioni generali si siano deteriorate. Parlo per il mio quartiere, Pegli, ma anche per tutta la città. Certo, le gioiellerie sono più soggette a questo genere di reati e quindi noi siamo più “sensibili”, però esiste un trend generale di aumento dei reati di ogni genere al quale bisogna fare fronte. Il lavoro, ottimo e faticoso, degli uomini delle forze dell’ordine presenti non basta. servono più forze in campo, anche per la sicurezza di tutti i quartieri. Spostare gli uomini dove ci sono le emergenze è necessario, ma non si può scoprire il resto della città. La soluzione sta solo nel rinforzo numerico del personale oltre che, lo ripeto, in una maggiore certezza della pena per chi commette i reati>.

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(Antonio Cicala)

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