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Dopo la tempesta, Sant’Ilario ancora isolata, tecnici al lavoro per riattivare la linea ferroviaria – LE FOTOGALLERY

Tutti gli uomini dell’emergenza: assessori, vigili del fuoco, agenti della Municipale, volontari della protezione civile, tecnici, meteorologi al lavoro per minimizzare i rischi e riparare i danni di raffiche di vento tra 110 e 166 chilometri l’ora

 

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(Questa l’impressionante tromba d’aria  – fotografata da Sant’Ilario – che, avvicinatasi alla costa, ha distrutto tetti da Nervi a Recco e fino ad Avegno)

La perturbazione che si è abbattuta sulla città di Genova intorno alle 13.30 di ieri e ha causato, oltre a numerosi disagi, anche diversi danni soprattutto nel levante cittadino. Il territorio del Municipio Levante è stato interessato da forti raffiche di vento associate all’arrivo del fronte perturbato, che – in particolare a Nervi – hanno raggiunto una velocità pari a 110 chilometri orari. Da Sori a Recco la velocità delle raffiche ha toccato i 166 chilometri l’ora.
L’assessore alla Protezione civile Giovanni Crivello, che ha seguito costantemente l’evolversi della situazione dalla Sala emergenze al Matitone, appena le condizioni atmosferiche lo hanno consentito si è recato sui luoghi maggiormente colpiti per verificare l’entità dei danni e coordinare, insieme ai tecnici della Protezione Civile e della Pubblica Incolumità, i primi interventi. Insieme a lui l’assessore ai lavori pubblici del Municipio Levante, Michele Raffaelli.
I sopralluoghi sono stati effettuati a Sant’Ilario dove la furia del vento ha abbattuto diversi alberi, alcuni letteralmente sradicati, altri pesantemente danneggiati. Moltissimi i rami caduti sulle strade – alcuni anche di portata significativa – che fortunatamente non hanno prodotto conseguenze per le persone. Danni anche alle abitazioni con tetti pesantemente danneggiati e tegole divelte. Le case di Sant’Ilario (nelle foto sotto i danni e le condizioni di strade e abitazioni)  sono tutt’ora prive di linea telefonica che dovrebbe essere ripristinata entro 72 ore dalla tromba d’aria, ma che potrebbe essere riparata anche in tempi più stretti.

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Situazione simile anche in piazza Duca degli Abruzzi e in passeggiata Anita Garibaldi con diversi crolli sia di rami che di tegole e il tetto del Castelluccio scoperchiato. Lungo la strada statale Aurelia – in via Donato Somma – è crollata la gru di un cantiere privato rovinando sulle strutture di una serra.

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Anche in serata sono proseguiti gli interventi per la rimozione degli alberi che ostruiscono il passaggio sulla strada che raggiunge Sant’Ilario.

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<I segni del passaggio della perturbazione sono molto pesanti, ma non abbiamo registrato feriti o danni alle persone – dichiara l’assessore alla Protezione civile Giovanni Crivello –. Stiamo lavorando, insieme a tutti i soggetti coinvolti, perché la situazione torni alla normalità nel minor tempo possibile. Vorrei sottolineare la perfetta sinergia tra protezione civile del Comune, gruppi di volontari della protezione civile, polizia municipale, municipi, vigili del fuoco e Prefettura>.

(L’intervento dei volontari di protezione civile a Quarto, presso l’Antica Osteria del Bai)

La giornata dei volontari della Protezione Civile era cominciata con un’auto ribaltata in via Pinetti.

 

Il Comune di Genova ricorda che i Parchi Serra-Gropallo e Grimaldi, Villa Stalder, Giardini di via Bottini, Giardini di via Nullo sono chiusi fino ad avvenuta verifica delle condizioni dell’alberatura.

Per motivi di sicurezza rimangono chiuse con transenne piazza Duca degli Abruzzi a Nervi e Giardini di piazza Rusca a Quinto.

Il maltempo ha determinato anche allagamenti e abbattimento di alcuni alberi ai Cimiteri di Nervi che dovranno quindi restare chiusi fino al ripristino di condizioni di sicurezza per i visitatori.

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Prosegue la sospensione della circolazione sulla linea Genova – La Spezia tra le stazioni di Genova Brignole e Sestri Levante. La linea è sospesa dalle ore 13.40 quando una tromba d’aria ha causato la disconnessione della linea elettrica di alimentazione dei treni e la caduta di alcuni alberi che ingombrano tuttora la sede ferroviaria. Tutti i viaggiatori dei treni fermi in linea sono stati fatti scendere e sono stati assistiti dal personale di Trenitalia e di Rfi, con il supporto delle squadre di soccorso della protezione civile e dei vigili del fuoco.
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In particolare, i viaggiatori del treno InterCity 35370 (Livorno – Milano) hanno raggiunto la stazione di Rapallo da dove hanno proseguito il viaggio con autobus fino a Genova.
I clienti del Regionale 11252 sono scesi a Recco, mentre quelli del Regionale 11245 – fermo tra Lavagna e Cavi di Lavagna – hanno atteso che le squadre dei Vigili del Fuoco e di RFI rimuovessero dalla linea elettrica di alimentazione un telone trasportato dal vento. Il treno poi è ripartito raggiungendo Sestri Levante dove i viaggiatori hanno proseguito il viaggio con autobus.
Trenitalia ha attivato, fra le stazioni di Genova Brignole e Sestri Levante, servizi con autobus.
I treni media e lunga percorrenza (InterCity e Frecciabianca) percorrono l’itinerario alternativo via Pisa – Firenze – Bologna – Piacenza-Voghera, con allungamento del tempo di viaggio fino a 2 ore e 30 minuti.
Un collegamento InterCity è stato istradato da La Spezia sulla linea Pontremolese, con un maggiore tempo di viaggio di un’ora e trenta minuti.
Le modifiche all’offerta commerciale proseguiranno anche nella giornata di domani. I nuovi programmi potranno essere consultati sul sito web di Trenitalia.
I tecnici di Rete Ferroviaria Italiana sono al lavoro per rimuovere gli alberi, per risolvere il guasto e ripristinare la piena funzionalità degli impianti tecnici.

 

Secondo la Regione, il danno maggiore è stato determinato dai forti venti che hanno seguito i temporali nelle prime ore del pomeriggio, che i sono accaniti soprattutto nella zona del Tigullio. Colpiti in particolare i Comuni di: Recco, Sori, Avegno, Uscio, Bargagli. Interessate anche un centinaio di abitazioni con danni alle coperture che sono state divelte per il forte vento che ha raggiunto picchi di 166 km/h che hanno provocato anche molte cadute di alberi sulle infrastrutture viarie.
In tutta la Liguria si sono verificati 3500 disalimentazioni di utenze elettriche, di cui 3000 sull’area metropolitana di Genova e 500 in provincia della Spezia. Inoltre una decina di feriti per cause dovute al maltempo si sono recati al pronto soccorso e sono in codice giallo. Oltre 400 volontari della Protezione civile Regionale hanno lavorato per supportare i Comuni nelle attività di sgombero delle strade.
<Le previsioni del tempo si sono dimostrate all’altezza della situazione, il Centro meteo di Arpal ha fatto il suo dovere e tutto ha funzionato bene, la macchina dell’emergenza ha funzionato, i volontari oltre 400 hanno lavorato bene e anche la macchina dell’informazione, le notizie sono arrivate sempre puntuali a tutta la cittadinanza. Ora la situazione sta tornando alla normalità e ancora una volta devo fare i complimenti a tutti. Non dimentichiamo che le previsioni del tempo avvertono i cittadini e danno una previsione, ma oggi si dimostra che quando si dirama un’allerta di questa importanza non va sottovalutata>. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti ieri sera nel corso del punto sul mal tempo in Liguria nella sede della Protezione civile regionale. <Il massimo grado di allerta ha evitato disastri peggiori, non tanto alle cose, ma alle persone. Quanto avvenuto oggi è una lezione per tutti coloro che, in presenza delle allerte, criticano, senza sapere che è l’unico modo per evitare il peggio. Siamo molto soddisfatti che il comportamento tenuto dai liguri rispetto ai messaggi di allerta sia stato cautelativo e previdente, evitando così, nel momento della massima perturbazione, di mettere a rischio la propria incolumità e quella degli altri>, ha aggiunto l’assessore regionale alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone nel presentare il bilancio di una giornata contrassegnata dall’allerta rossa per piogge con numerosi danni su tutto il territorio. <Il lavoro fatto in questo ultimo anno – ha aggiunto Toti – con anche una centrale operativa unica che dai primi di gennaio sarà aperta ancora più ore di oggi, è un lavoro che va riconosciuto a questa amministrazione e rientra nella cultura della Protezione civile che è stata elaborata dopo due disastri sottovalutati. Se ci mettiamo anche la celerità con cui si stanno portando avanti i cantieri direi che da un anno a questa parte l’aggressione al dissesto idrogeologico è stata massima>.
<La Regione non potrà essere messa in sicurezza totalmente – ha concluso il Presidente – ma la cultura di informare i cittadini e di fornire gli strumenti per poter imparare a gestire le allerte può cambiare il volto del territorio>.

 

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