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Maltratta la compagna e la colpisce con una testata al volto. Arrestato a San Martino

La loro relazione è iniziata quattro anni fa e da circa due anni vivono insieme in una casa indipendente nel quartiere di San Martino. Nel settembre 2015 è nata la loro bambina e lui, un genovese di 43 anni, ha cominciato a manifestare un comportamento aggressivo. Ha ripreso a bere alcool ed è diventato molto geloso e possessivo. Vorrebbe che la compagna, una cubana di 42 anni, non uscisse mai di casa, neanche per fare la spesa e, quando questo avviene, le tiene il tempo facendola vivere in uno stato di ansia ed oppressione. Inizia anche ad insultarla e picchiarla sempre più frequentemente. In pochi si accorgono della situazione perché la loro abitazione è piuttosto isolata e tutto è nascosto dalle mura domestiche. Qualche mese fa hanno litigato in strada ma lei, ai poliziotti intervenuti per separarli, non ha raccontato nulla tanta era la paura delle ritorsioni. Fino a ieri sera quando l’uomo torna a casa ubriaco è la colpisce al volto con una testata. Le urla della donna però sono talmente forti che arrivano fino alla strada vicina dove sta passando un giovane che subito chiama il 113. Gli agenti del commissariato San Fruttuoso e dell’ufficio prevenzione generale, immediatamente intervenuti, trovano sul selciato davanti a casa tracce di sangue che arrivano fino alla camera dove si trova la donna in lacrime, con la bimba in braccio ed una vistosa ferita al capo, mentre l’uomo con fare arrogante minimizza l’accaduto. I poliziotti richiedono subito l’intervento di un’ambulanza e nell’attesa cercano di confortare la poveretta che, a quel punto, riesce a trovare il coraggio di raccontare tutte le vessazioni subite nell’ultimo anno. Trasportata presso il pronto soccorso dell’ospedale San Martino viene medicata e poi dimessa con una prognosi di 25 giorni. Il compagno violento, dopo essere stato arrestato per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate, è stato tradotto presso la casa circondariale di Marassi. La donna e la figlioletta saranno seguite da personale della Divisione Anticrimine specializzato al contrasto della violenza di genere e verranno messe in contatto con i centri antiviolenza presenti sul territorio.

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