Pertini, furto con scass (amento)
Ci volevano Amato e Fernanda Contri – altra socialista degli anni Novanta – per parlarci di Pertini. E nessuno dice niente”. Il titolo, del resto era rivolto ad un evidente scippo del capo dello stato più amato dagli italiani “Si sono rubati Pertini e nessuno dice niente”. Unico neo il tipico settarismo degli anni della prima Repubblica, forse anacronistico a 26 anni dalla scomparsa. Ma del presidente Pertini uomo coerente quanto poliedrico, qui a Genova ognuno può raccontare il suo personale ricordo. Inclusivo o meno. Lo fa Mauro Boccaccio ex capoufficio stampa della Regione Liguria, per una vita al fianco di Rinaldo Magnani, tra Provincia e Regione, appunto. Lo fa sulla sua pagina social al capitolo ” le Moleskine” con il titolo “SANDRO PERTINI/ Memories”. E il post assume i connotati della testimonianza “Credo di essere stato l’ultimo giornalista a fare una chiacchierata con Sandro Pertini nella sua casa a Fontana di Trevi, a Roma, insieme con l’allora presidente della Regione Liguria Rinaldo Magnani. Quel pomeriggio fu Sandro Pertini a fare le prime due domande , rigorosamente in genovese : Il porto come va? E la Rina ( la signora Rina, titolare dell’omonima trattoria genovese di Mura delle Grazie) come sta?” E c’è tutto Pertini in questo aneddoto. L’interesse per la sua città e per il suo fulcro economico e per la buona tavola tradizionale e il suo ristorante trattoria preferito. Mauro acclude una foto d’antan, con un giovane Boccaccio al fianco del Presidente ( Foto dal libro di Lucia Compagnino “Pertini Presidente per sempre”, Fratelli Frilli Editori). Testimoniano con deferenza anche il parlamentare Pd Mario Tullo “A Palazzo Ducale con l’inaugurazione della mostra SANDRO PERTINI direttore del”Il Lavoro ” si aprono le giornate dedicate al Presidente della Repubblica più amato”. Lo fa anche Giuseppe Vittorio Piccini esponente del nuovo Psi che qualche giorno fa era al teatro San Carlo a Milano ad osservare ed applaudire la prima volta di Stefano Parisi. Perché Pertini con il grande carisma del capo partigiano, e del socialista poi diventato presidente della Repubblica ha avuto il pregio di unire la popolazione, cosa che al momento non è stata riconosciuta a molti presidenti della Repubblica. Tanto meno all’odiato Napolitano o Ciampi, scomparso recentemente. Eppure qualcuno titilla anche la sinistra, quella che a parlare del presidente degli italiani pretenderebbe, forse,di avere più diritto di altri. Lo fa con la sua naturale verve sarcastica il professor Francesco Gastaldi che riprende un articolo on line di Genova+Zena News e posta il suo commento.Ad evidenziare che forse, come fu per Pertini non è questione di appartenenza politica ma di uomini. “Celebrazioni per i 120 anni di Sandro Pertini chiuse dal relatore Giacomo (detto Mino) Ronzitti, attuale presidente dell’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza, condannato dalla Corte dei Conti per danno erariale (per l’attività di consigliere regionale) e condannato al risarcimento danni di 46.000 euro …” . Riproponendo poi tutto l’articolo “Celebrazioni per i 120 anni di Sandro Pertini chiuse dal relatore Giacomo (detto Mino) Ronzitti, attuale presidente dell’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza. Giacomo (detto Mino) Ronzitti ex Consigliere Regionale -Unione di Sinistra- attuale Presidente dell’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza, chiude ,come relatore, le celebrazioni per i 120 anni di Sandro Pertini, Ronzitti, già condannato dalla Corte dei Conti, nell’ambito delle indagini ” spese pazze” per danno erariale e “costretto” al risarcimento danni di 46.000 euro, farà rivoltare Pertini nella tomba ?”. Ecco ci sono tanti modi per onorare la figura di Sandro Pertini. Uno fra i tanti poteva essere quello di non lasciare andare in rovina la sua casa natale di Stella che il centro destra in Regione ha avuto la sensibilità e il senso delle istituzioni di far rimettere posto e trasformare in museo. Anche perché i dieci anni precedenti in Regione ha governato un certo Claudio Burlando, senza dubbio più incline a riconoscere i valori della resistenza e di un capo partigiano diventato presidente della Repubblica. Eppero’ ci ha pensato il centro destra. Sempre che non venga fuori, come è accaduto per il trenino di Casella, che la giunta precedente aveva già previsto tutto e che ancora una volta il governatore Toti e la sua giunta, malandrini ci hanno messo il cappello. Un altro furto con scass (amento).


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