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Unioni civili, si sposa col compagno il vice presidente delle Famiglie Arcobaleno

Oggi a Genova si sono uniti civilmente il vicepresidente di Famiglie Arcobaleno Michele Coletta e il suo compagno, Esteban Jimenez. Vivono insieme da dieci anni e hanno due figli gemelli di quattro.
Pubblico ufficiale d’eccezione è stata la presidente di Famiglie Arcobaleno Marilena Grassadonia che ha celebrato l’unione e che, nel suo breve intervento, è tornata a sottolineare come la legge Cirinnà sia un primo passo importante per tutte le persone Lgbt di questo Paese, ma assolutamente insufficiente perché non riconosce pienamente la genitorialità omosessuale, scaricando sui giudici il compito di sopperire almeno in parte alle insufficienze della norma attraverso le sentenze di riconoscimento della stepchild adoption.
“La nostra battaglia continuerà per i figli di Michele ed Esteban e per tutti gli altri figli di coppie omosessuali” ha dichiarato Marilena Grassadonia. “Festeggiamo noi e festeggiano i nostri figli, che ci vedono felici e uniti. Ma perché questo Stato si ostina a non vedere che entrambi siamo i genitori dei nostri bambini?” dichiara Michele Coletta.
Da quando la legge Cirinnà è stata approvata, numerose coppie di associati a Famiglie Arcobaleno si sono unite civilmente, altre si apprestano a farlo, altre ancora procedono alla trascrizione del matrimonio o dell’unione celebrata anni prima all’estero. Per tutti quelli che hanno figli, l’unione civile è una delle tappe verso l’obiettivo di ottenere attraverso un pronunciamento del giudice il riconoscimento pieno della propria genitorialità. Per questo Famiglie Arcobaleno continua a chiedere una legge migliore, che non costringa i genitori omosessuali a una lunga via crucis per vedersi riconoscere dallo Stato quelle responsabilità che sono proprie di ogni genitore.

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