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Arancia Meccanica dei Latin King, cinque in manette per rapimento, violenze e lesioni

Cinque ecuadoriani hanno sequestrato, picchiato e umiliato tre connazionali per uno “sgarbo”. Tra loro c’è anche una ragazza

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Rapiti e pestati, terrorizzati e feriti perché accusati di aver dato il numero di telefono di un componente della banda alla banda avversaria. Stamane cinque persone tra i 19 e i 37 anni, sono finite in galera per aver sequestrato e malmenato tre connazionali. È finita così l’indagine “Latin King” che è nata dalla denuncia di uno dei soggetti vittima di sequestro di persona, lesioni e violenza privata, commessa da un gruppo di giovani di origine ecuadoriana nel febbraio 2016. In particolare, dall’attività investigativa condotta dal nucleo operativo della Compagnia Carabinieri Genova Centro insieme alla Stazione cc di Marassi, sotto la direzione della Procura della Repubblica (sostituto procuratore Federico Manotti) è emerso che il 13 febbraio scorso tre ragazzi originari dell’Ecuador (tra cui un minorenne), abitanti a Genova, sono stati prima rinchiusi per diverse ore in un garage nei pressi della stazione ferroviaria di Brignole e quindi ripetutamente percossi con l’intendimento di procurare loro lesioni di varia natura.
I cinque componenti della banda “Latin King” volevano punire così chi ritenevano responsabile di aver dato a un componente della banda “Neta” il numero di telefono di un membro. Dopo aver attirato la prima delle tre vittime all’interno del garage, minacciandola con un coltello, l’hanno colpita con pugni in faccia e allo stomaco, e poi percossa con un tubo d’acciaio “innocenti”. Successivamente il gruppo, di cui faceva parte anche una ragazza, lo ha immobilizzato legandolo mani e piedi con una corda per impedirgli di muoversi, facendolo sedere su una sedia, coprendogli il capo con un sacchetto di plastica fino quasi a soffocarlo. A questo punto anche l’altro ragazzo accusato di aver tradito la banda e il componente dei Neta sequestrato sono stati picchiati dopo essere stati anche loro attirati nello stesso garage e qui colpiti con calci e pugni, legati e percossi con l’uso di tirapugni e un mattarello da cucina. Inoltre, per incrementare il terrore, i cinque aguzzini hanno infilavato nella bocca delle vittime dei fazzoletti di stoffa e delle manciate di sale. L’incubo per i tre sequestrati è durato dal tardo pomeriggio alla sera dello stesso 13 febbraio 2016. A causa delle percosse le tre vittime hanno riportato lesioni di varia natura su tutto il corpo. Nessuno di loro ha fatto ricorso alle cure mediche nell’immediatezza dei fatti. Soltanto uno dei ragazzi, a distanza di giorni, si è recato presso l’ospedale San Martino . A seguito delle indagini che ne sono conseguire, il Pm, concordando pienamente con il quadro fornito dai carabinieri, ha avanzato richiesta per l’emissione di ordinanze di custodia cautelare in carcere per i 5 maggiorenni, adottate dal giudice per le indagini preliminari Maria Franca Borzone, ed eseguite nella mattinata odierna dai militari della compagnia Genova Centro. Tutti gli accusati sono residenti a Genova. Si tratta di un commerciante, uno studente, due persone in attesa di occupazione e un operaio, indagati a vario titolo per sequestro di persona, lesioni personali, violenza privata, minacce, reati aggravati per essere stati commessi da più persone riunite, mediante l’uso di armi o strumenti atti a offendere, in danno di minore, con premeditazione, per futili motivi.

Nella fase esecutiva sono state inoltre effettuate perquisizione a carico degli arrestati, durante le quali sono stati sequestrati: alcuni telefoni cellulari, dei tubi tipo innocenti, un quaderno contenente elementi informativi riconducibili alla banda e 5 grammi di marijuana.

I cinque sono ora detenuti presso le case circondariali di Marassi e Pontedecimo.

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