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Hasta la victoria

 

vescoA riportarlo pungente fra noi, comuni mortali, dopo che è lo hanno esaltato come un eroe capace di muoversi controcorrente e ritrovarsi nel limbo degli chef, è stato, Francesco Gastaldi, professore, attivissimo sulla sua bacheca fb, che ieri ho etichettato come il grillo parlante, fustigatore di malefatte ed eccessi dei compagni della sinistra che fu. E la salma che attraverso lui ha ripreso vita politica, come Gesù a Nain, quasi che si trattasse di una tardiva resurrezione è quella dell’ex assessore Enrico Vesco, per due legislature al fianco di Claudio Burlando in Regione, con competenze alle attività produttive. Dice il grillo “L’ex assessore regionale (giunte Burlando) Enrico Vesco si lancia su Facebook in un’ode smisurata e quasi imbarazzante a Fidel Castro …”. Eppero’ il mitico fustigatore, probabilmente, non deve esser andato sino in fondo nella lettura del post. Perché,,oltre al mito per il lider maximo, si tratta chiaramente di un pubblico endorsement per la sua cooperativa di servizi turistici ed accoglienza, a cui ha imposto, vedi caso, il nome di Castro. Verbo che prenderebbe alla sprovvista chiunque sia dotato di virili presupposti consigliandolo a stare lontano dall’azienda di Vesco. Mitico, al contrario, visto che sta ad indicare l’eroe del Granma. Del resto Enrico è uomo di fede inossidabile verso il sol dell’avvenir. E ad indicarlo ci sono una serie di indizi, dal cappello da cuoco rigorosamente e un civettuolamente rosso, sino al profilo facebook in cui compare un disegno raffigurante una littorina rossa, e stella dell’armata rossa, con tanto di bandiera rossa svolazzante. Il tutto in stile realismo sovietico. Rosso, su rosso, su rosso Per un uomo coerente e tutto d’un pezzo, insomma, che avrebbe potuto pietire un qualunque posto di sottogoverno e invece ha preferito darci un taglio netto per dar sfogo alla sua seconda passione, quella per la buona tavola. Amore, del resto attestato dalla stessa sua taglia. Ed ecco il
post entrato nel mirino di Gastaldi ” Dicono che il mito è sbiadito, che Cuba non è più sua, che a 90 anni Fidel Castro non ha più molto da festeggiare. Io invece voglio ricordare e celebrare qui un uomo, un comandante, un condottiero, un grande leader, che ha cambiato il corso della storia, del suo Paese e non solo. Le conquiste politiche, sociali e culturali dalla Rivoluzione a oggi sono di indiscusso valore. Il più alto tasso di scolarizzazione dell’Occidente, la totale assenza di analfabetismo, la riduzione quasi totale della mortalità infantile, l’assenza di pubblicità commerciale su radio e TV, l’inesistenza di fenomeni come squadroni militari e violenza contro il popolo invece piaga di altri Paesi latinoamericani, la lotta contro la corruzione, lo sviluppo della ricerca scientifica a favore dell’umanità, l’impegno internazionalista che ha contribuito alla fine dell’apartheid, le missioni mediche nel terzo mondo. Sono solo alcuni esempi del grande e importante lavoro che Fidel ha fatto a Cuba, restituendo fierezza e dignità a un popolo che certo non è ricco, ma è il più orgoglioso che il mondo conosca. E regalando al mondo intero la speranza che un mondo migliore è possibile. Io, nel mio piccolo, gli ho dedicato la mia cooperativa di servizi turistici e di accoglienza, che si chiama appunto Castro, simbolo della mia nuova vita, certo che sarà divino auspicio. Buon compleanno e buen Camino Fidel, hasta la revolucion siempre!”. E la discussione a questo punto è aperta. Iniziando a concedere al buon Enrico, una volta pacioso personaggio della nostra politica, perlomeno l’onore delle armi, proprio per la sua scelta. Ricordando che, dopo essere stato per cinque anni il segretario particolare di Nerio Nesi, il banchiere rosso, transitato come presidente della commissione attività produttive della camera dei deputati e poi diventato ministro dei lavori pubblici, dopo svariate stagioni di lavoro politico fra Comune e Regione, ha deciso di cambiare attività. Perdoniamogli il reducismo tenendo presente che oltre all’atto di fede Vesco, in qualità di ristoratore, ne ha approfittato per lanciare la sua attivita’, la cooperativa di servizi turistici ed accoglienza dedicata a Fidel Castro, per l’appunto, e il suo ristorante “La locanda del viandante” a Vezzano Ligure. Per la quale oltre a fargli i complimenti gli dedichiamo sin da subito un augurio speciale: Hasta la victoria comandante.
E, in segno di profondo rispetto, riproponiamo anche il menù a tema che gli avevamo dedicato a suo tempo, nel momento dell’apertura. In fondo domani è’ ferragosto. Un endorsement con un po’ di pubblicità gratuita gli farà, senza dubbio, cosa gradita. Quindi menu’.

ANTIPASTI

Insalata russa alla Pastorino
Parol au vent alla Pucciarelli

PRIMI PIATTI
Crema di miglio Bruno con porri stufati alla Antonio
Spaghetti con Alici fresche alla Salvatore
Rixi e bisi alla Edoardo
Risotto alla fiamma alla De Paoli
Ravioli al fois gras con salsa allo scalogno alla Burlando
Ravioli alla puttanesca alla Cofferati
Ravioli alla boscaiola alla Bruzzone
Ravioli con pomodori pelati alla Berrino
Ravioli al sugo di tonno alla Scialfa

SECONDI PIATTI

Merlo arrosto alla Sora Lella
Brasato alla De Paoli
Bollito alla Toti con salsa verde alla Piana
Vorshmak alla Quaranta
Rossetti bolliti con limone
Toti(netti) fritti
Tonno rosso alla Renata Briano
Melone Cavo ripieno di code di gambero alla Ilaria
Trota alla mugnaia Bruzzone

Dolci

Tortini con marmellata alla Burlando
Ciambelle al doppio incarico di cioccolato alla Lilli Lauro
Cassatelle alla Sora Lella
Biancomangiare alla Lunardon
Cannoncino con crema alla Pinotti

Per gli amanti della pizza la specialità della casa: pizza alle tre regioni, Liguria, Veneto e Lombardia. Chef permettendo.

Il Max Turbatore

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