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Anatomia di una cicciottella

 Chiedo scusa a tutti, ma ieri nel mio lungo pezzo-post su quella che avevo definito una spy story da operetta, mica tanto poi, però, visto che si attendono radiazioni, nel senso di epurazioni, non di raggi X, nel Pd. Avevo, nell’incomincio – dicasi incomincio gergalmente l’avvio di un pezzo giornalistico – furbescamente inserito una mia personale graduatoria dei tormentoni dell’estate. Una hit parade così concepita per un lasso di tempo che sarebbe stato ricordato come la stagione dei Pokemon, del funerale professionale di Bianca Berlinguer. A cui aggiungere, buon peso, anche il medagliere azzurro e la nomea di iellatore affibbiata al premier Matteo Renzi dopo la disastrosa prima giornata di giochi olimpici per i nostri atleti. E, del tutto involontariamente, oltre alla Spy story di cui sopra, mi ero dimenticato di completare la classifica con l’anatomia delle cicciottelle. Definizione giornalistica per le tre azzurre impegnate nel tiro con l’arco e terminate per un soffio fuori dal podio, forse concepito anche per sopportare pesi assolutamente maggiori. Eppero’ non è stato il loro aspetto a fregarle, quanto il risultato sportivo, ancorché- va detto – di straordinario valore per la nostra nazionale. Beh, su quell’anatomia lì’, large e nemmeno extralarge, ci ha perso il posto un direttore di un quotidiano sportivo, reo, a quanto pare, di essersi lasciato prendere un po’ la mano nel titolo che decretava, comunque la straordinaria prova di valore del nostro trio di atlete. Naturalmente, il mondo social, e non solo, ha cavalcato la vicenda creandone un caso. Con molti risvolti, non ultimo quello che le nostre cicciottelle, fossero cicciottelle e non cicciottelli, e quindi con il mancato politically correct nei confronti delle pari opportunità. Luca Bottura, che abitualmente fa satira, ha postato la foto dei ridotti costumi di alcuni maschi da piscina a coprire… attributi vari, provando a smontare alcune femministe adirate con il titolo “Cicciottelli”.
Mentre arsenale Kappa ha tentato di mettere pace… a modo suo ” Se dici cicciottella a una che ti potrebbe centrare un occhio da cento metri, te la stai cercando”.
Qualcuno, pochi per la verità, hanno provocato a stemperare gettandola in battuta per addolcire l’ira dei leoni della tastiera. Cosi ha fatto il segretario nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Paolo Pirovano. “Prendo atto che ‘cicciottelle’ è una gravissima offesa, costata il posto di lavoro al direttore di QS. A coloro i quali chiedono la radiazione del collega, rivolgo un quesito: quali sanzioni applicare ai giornalisti che si rendono responsabili di gravi violazioni del codice deontologico? Tagliamo loro la mano destra? Ora dai sacerdoti della verità, dai censori dell’hashtag e dalle maestrine dal click facile (la penna rossa non è più politically correct) mi aspetto, per coerenza, una petizione alla ‘Giochi Preziosi’ per cambiare nome al bambolotto Cicciobello con cui dal 1962 hanno giocato, giocano, sono cresciute e crescono intere generazioni. È offensivo e anti educativo. Si accettano, come al solito suggerimenti”. Chiusura, ovviamente con un pelino d’ironia
E quella di
El mio omonimo, che di cognome fa Pirovano, è una posizione, nella quale mi ritrovo integralmente. C’è’ anche chi dice che il direttore di QS allontanato sia stato una delle tante vittime dei social, oltreche’ di quella gabbia ormai calata sulla lingua italiana che con un codice deontologico ferreo ci dice e ci impone che cosa sia corretto e cosa no, a seconda che si abbia la sfortuna di incappare in qualche genere protetto più delle specie in estinzione, leggasi donne e gay, fondamentalmente, ma ultimamente anche animalisti, profughi o immigrati e vegani. E l’attenzione per queste cadute del linguaggio è assai diffusa soprattutto fra le frotte di supporter della sinistra. Sentite per esempio Grazia Gaggero che ironicamente getta lì’ ” Tutte cicciottelle, nessuna cellulitica ? Tante donne di sinistra sono perfette e silenziose”. Anni folli con questa storia del politicamente corretto che è diventata come una malattia genetica, con codici etici che valgono magari in televisione, ma di cui nella vita reale alla fine non c’è’ traccia.
Per esempio, nel 1979, anni diversi, per carità, periodo di benessere in cui la pancia piena aiutava alla tolleranza, Loretta Goggi, cantava una canzone che era la sigla della trasmissione “Bis” della lotteria di capodanno. Canzone che allora, alla faccia del politicamente corretto, che non era evidentemente ossessivo come adesso, si intitolava per l’appunto cicciottella. E diceva “cicciottella è’ una bambina fatta a forma di bignè, i capelli son di zucchero filato e le braccia di candito. Beve sempre Malvasia ma consuma per mangiare tutta quanta l’energia. E il ritornello ripeteva Cicciottella e’ una bambina fatta a forma di bignè’ che non vuole diventare un grissino come te”. Ed allora mi viene in mente la campagna contro l’anoressia, che mise in ambasce i giornali di moda, quella si’ giudicata politically correct. Eppero’ adesso scopro che nemmeno cicciottella. E non so più che cosa fare dei miei chili di troppo. E ancora noto, per esempio che il mondo social si è consumato tanto i polpastrelli sul caso del trio di tiratrici cicciottelle e molto molto meno con “La vignetta sul Fatto dedicata a Maria Elena Boschi e intitolata “Lo stato delle cos(c)e” … e poi si dichiaravano paladini dell’antiberlusconismo …” Come ha fatto notare il professor Francesco Gastaldi in un suo post. Potere dei social. Così ho fatto la seguente riflessione: se il direttore di QS le avesse definite solamente curvy come fanno le più scafate direttrici di periodici femminili, non sarebbe successo niente. E potremmo discutere per giorni sulla differenza tra cicciottella e curvy. Più affettuoso il primo, più sensuale il secondo. Ecco le avessero definite un trio curvy, probabilmente tutta questa bagarre non sarebbe successa. Anche se, magari, curvy, per tre tiratrici con arco e faretra, probabilmente non sarebbe stato nemmeno troppo adatto. Quello sport li lo pratichi molto vestita, mica come per le pallavoliste, le nuotatrici o le tuffatrici che mostrano il possibile. Lasciamo perdere, perché sennò scado nello spollitically scorrect. E non è ‘ bello. Quindi io avrei tranquillamente sdoganato il cicciottelle come si trattasse di un buffetto affettuoso. Sulle guance rubiconde. Da cicciottello a cicciottelle. Percio’ morale doppia. Cicciottella per l’appunto. Ad abbundantiam.

Morale 1) Una fissazione culturale sulla magrezza femminile non è un ossessione sulla bellezza, bensì un ossessione sull’obbedienza femminile … Le diete sono il sedativo più potente di tutta la storia delle donne: una popolazione fatta di pazzi tranquilli è molto manipolabile. (Naomi Wolf).

Morale 2)Fammi vedere una donna che vuole essere magra per salute e ti farò vedere un uomo che legge Playboy per le interviste. (Ellen Goodman).

 

Il Max Turbatore

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