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Terza cena di vico Mele, quando la festa porta vivibilità e sicurezza

 

Oltre un centinaio di persone ha partecipato all’iniziativa organizzata, ieri sera, dai residenti della zona. Arrivano i primi risultati

cena mele

di Monica Di Carlo

<Non per alzare muri, ma per abbatterli> sintetizza così Elisabetta Bozzo, una delle anime delle cene dei residenti in vico Mele, un carruggio né piccolo né grande tra le Vigne, la Maddalena e San Luca all’esatta metà tra degrado e splendore. Il degrado dello spaccio e di certi comportamenti non esattamente civili di una parte dei frequentatori della zona, lo splendore di uno dei più antichi palazzi dei Rolli, quello di Brancalone, ambasciatore del papa e del re di Spagna che costruì il palazzo a metà Quattrocento sul luogo dove si trova una domus magna della famiglia. Per l’epoca, un edificio enorme, con la facciata preziosamente ornata dall’alternarsi di marmo e pietra di promontorio (concessa solo alle famiglie più prestigiose) a creare la tradizionale decorazione a strisce bianche nere. Poi, portali di marmo che sembra una trina e, all’interno, tra e tante meraviglie, una scala gotica opera dei magistri antelani che fecero la scultura a Genova in quel periodo. Purtroppo da tre anni il palazzo è stato escluso dal “tour” dei Rolli Days, ufficialmente perché lontano dagli altri edifici (non è vero, si trova a tre o quattro minuti a piedi da via Garibaldi), in realtà perché la frequentazione della via e la percezione di insicurezza fortissima potrebbe terrorizzare i turisti: prostitute ce ne sono tante, spacciatori quattro o cinque. In realtà la maggior parte degli stranieri centroafricani che gravitano nella zona è composta semplicemente da richiedenti asilo che, non sapendo cosa fare, passano lì il tempo a chiacchierare e giocare col cellulare. Non sono pericolosi, ma trovarseli davanti in quella quantità può, effettivamente spaventare. Sono spesso autori di una serie di comportamenti non delittuosi, ma che portano degrado, come orinare in strada. Trovare un contatto con queste persone per la reciproca conoscenza e per incominciare un dialogo con i centroafricani che affollano la zona è uno degli scopi delle cene organizzate dai residenti che hanno già ottenuto un parziale miglioramento della situazione.
Nelle interviste video: le immagini della serata, le istruzioni per visitare il palazzo (per cui i residenti chiedono all’assessore comunale al Turismo Carla Sibilla il reinserimento nel percorso dei Rolli), il bilancio degli organizzatori, la fotografia della “vita da vicinato solidale” di cui può ancora godere la gente della zona e la storia di una famiglia di genovesi che ha vissuto 12 anni all’estero e per tornare ha scelto il quartiere della Maddalena e lo trova molto migliorato.

 

Riproponiamo anche la registrazione della diretta di ieri sera

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