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Viaggio nell’inferno degli ecopunti Amiu, tra spaccio e degrado

I magazzini dove si può depositare la spazzatura sono certamente una migliore soluzione rispetto ai cassonetti, ma alcuni, particolarmente defilati o in zone “a rischio criminalità” sono vere e proprie bolge dantesche dove si concentrano spaccio e consumo di droga

porta ecopunto
Spaccio, consumo di droga, prostituzione delle tossicodipendenti, nascondiglio per chi ha appena perpetrato uno scippo a una rapina, gabinetto. Gli ecopunti del centro storico risolvono un problema igienico-sanitario, ma ne creano degli altri. Soprattutto la notte (se rimangono aperti) e la domenica. Grazie ai “magazzini” Amiu la spazzatura nel centro storico non è in mezzo alla strada e si evitano la puzza e l’assalto della popolazione murrina, dei piccioni e gabbiani. Sotto i cassonetti messi in mezzo alla strada si creano colonie di topini, sorci e pantegane che sembrano gatti. Quei pochi che sono rimasti creano tutti questo genere di problema. Gli ecopunti eliminano alcune di queste grane, però, ne propongono altre perché si prestano, appunto, a spaccio, consumo di droga, prostituzione e varie attività criminose. Lo scorso inverno una donna che portava la spazzatura alle 21,30 ha denunciato di essere stata aggredita nel magazzino di vico Indoratori. Negli ecopunti della zona delle Vigne e in quelli tra via della Maddalena e la situazione più critica. Persino in vico del Trogoletto, traversa tra vico del Duca e vico Angeli, a una quindicina di metri da Palazzo Tursi.

trogoletto

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La “roba” si acquista lì e altrove, anche in via della Maddalena (dove c’è un altro magazzino, che viene usato per lo spaccio, e non per il consumo perché è in una zona troppo affollata), ma il consumo avviene nei magazzini meno esposti. È tornata l’eroina, ma il consumo prevalente è di cocaina sotto forma di crack. Per questo la luce blu, detta “anti vena perché impedirebbe agli eroinomani di individuare “a vista” dove iniettarsi la dose, è totalmente inutile perché questa sostanza si aspira e non si inietta.

vico del trogoletto
Soprattutto nelle zone più vicine a corso Quadrio, per magazzini, come per i cassonetti all’aperto, c’è anche il problema delle persone, prevalentemente straniere, che vanno a cercare cose da rivendere, preferibilmente (ma non solo) al mercatino del Progetto Chance. La gente della zona lo sa e appoggia il vestiario sui bidoni. Ma i venditori cercano anche dentro ai cassonetti, a volte aiutandosi con una gruccia di metallo o entrandoci proprio dentro e buttando fuori quello che non serve. Il risultato è che attorno ai contenitori, alla fine, è un campo di battaglia con spazzatura ovunque.
In attesa dei contenitori “autosigillanti”, proprio in uno dei gruppi dei contenitori di corso quadro è stato utilizzato il metodo fai da te “lucchetto e catena”.

bidoni amiu lucchetto

La cosa migliore sarebbe che fossero accessibili solo ai residenti e ci vorrebbero dei sistemi di apertura a scheda, ovviamente non particolarmente economici.

Gli ecopunti del centro storico sono in totale 41 dei quali 22 aperti al libero acceso. Sono, quindi, di due tipi: aperti (come si è detto) e chiusi con sole bocche di apertura che consentono di gettare i rifiuti. Quello di vico degli Stoppieri, vicolo che congiunge via San Bernardo a via Giustiniani, è proprio così. Il sistema dovrebbe servire a evitare che vengano introdotti rifiuti ingombranti, ma , come è facile intuire dalla foto, l’unica cosa che si ottiene è che chi vuole abbandonare rifiuti in grande quantità oppure ingombranti li lascia, semplicemente, in mezzo alla strada. Non si tratta solo di stranieri.
vico stoppieri
Il bilancio tra positività ed “effetti collaterali” dei magazzini Amiu è a netto vantaggio delle prime, tuttavia qualche problema c’è e non è di poco conto, soprattutto per i punti aperti. Una delle complicanze è determinata dal fatto che in alcune zone la chiusura, che dovrebbe avvenire alle 22, non è puntuale e a volte non avviene affatto. Così, soprattutto nelle ore notturne, quei i magazzini vengono usati come dormitori nei giorni freddi o di pioggia e, più spesso, luoghi dove spacciare o consumare droga ed estemporanei bagni pubblici. Notti e domeniche, soprattutto quelle assolate, in cui la città si svuota, rendono gli ecopunti inavvicinabili e, talvolta, pericolosi.
Nove i “magazzini” individuati a Amiu e dall’Amministrazione comunale (anche su segnalazione dei cittadini e della polizia municipale) come quelli maggiormente esposti al degrado. Vengono chiusi da un servizio di sorveglianza commissionato da ami per evitare gli abusi notturni. Altri nove ecopunti sono sorvegliati da telecamere per ragioni di sicurezza. Perché non capita di rado che gli utenti o i lavoratori Amiu si trovino a dover affrontare situazioni di pericolosità anche consistenti dovendo affrontare gruppi di persone, in prevalenza straniere, spesso ubriache o drogate, qualche volta malintenzionate.
Quattro i “magazzini” Amiu  che sono veri e propri gironi danteschi senza rimedio. Quelli di vico dietro il coro delle Vigne, di vico Teatro delle Vigne, di vico Scienza e di vico al Trogoletto.

magazzino vigne

L’installazione di telecamere potrebbe aiutare, ma è costosa. Se non ci si vuole limitare a osservate le registrazioni quando  si cercano i responsabili di un reato, bisohna anche tenere in conto anche della necessità di avere chi possa guardare in diretta le immagini. Per fare fronte a  questo servirebbe personale che non c’è.
Per risolvere la questione certo servono pulizie più frequenti da parte degli addetti Amiu, ulteriori controlli della polizia municipale, ma soprattutto un intervento delle forze dell’ordine nei locali più a rischio.  Il Comune ora cercherà di chiudere la maggior parte dei magazzini e di installare le bocchette che consentono di introdurre la spazzatura dall’esterno mentre il locale resta inaccessibile tentando di sintetizzare, così, i vantaggi dei bidoni e quelli dei magazzini eliminando i rispettivi svantaggi.

vico stoppieri 2
Nel magazzino di vico De Marini, tra Sottoripa e piazza Banchi, oltre agli spacciatori si rifugiano i borseggiatori a verificare ed eventualmente sortire il bottino.
Altri magazzini ingovernabili sono all’ex Ghetto ebraico, a monte di via del Campo. Quello di vico Santa Sabina è stato chiuso recentemente. Ufficialmente è stato sigillato perché non funziona il sistema di scarico delle acque dei lavaggi. In realtà è lì che giovani tossicodipendenti si prostituivano agli spacciatori magrebini per avere lo sconto. Il tutto in uno dei territori più problematici della città vecchia. Il magazzino, poi, è costruito in modo tale da consentire a chiunque di nascondersi e c’è una comoda nicchia dove appoggiare tutto il necessario per farsi di crack. In via Luccoli i magazzini mandano totalmente, probabilmente perché tutti i locali al piano strada sono affittati. La via è ancora fortemente commerciale e i proprietari preferiscono farsi pagare un affitto più alto dai negozianti. Nelle vie immediatamente a est della strada, però, lo spazio ci sarebbe. In via Pre’ i magazzini sono poco usati: perché fare la fatica di raggiungerli con la spazzatura quando questa si può tranquillamente abbandonare in mezzo alla strada? Così fanno diversi commercianti stranieri, lasciando la spazzatura soprattutto in vico del Gallo.
vico del Gallo

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