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Mercato del pesce, possibile accordo

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Sono arrivati tutti in via Garibaldi, sotto la sede della Camera di commercio, dove ieri si è tenuta la riunione della Commissione mercato ittico a cui hanno partecipato, oltre ai rappresentanti delle imprese, il Comune, la Regione e la Asl. <Ci è stato comunicato che dovevamo traslocare a ca’ de Pitta addirittura un giorno prima di quanto stabilito – dice Sebastiano Pitto a nome del consorzio dei grossisti di piazza Cavour -. Questo perché non sarebbe più possibile assegnare il bollo Cee al mercato per via della chiusura delle celle frigorifere inferiore. Siamo in grado di attrezzare quelle superiori in modo da superare il periodo delle maggiori vendite, quello estivo e spostare il trasloco, cosa che consentirebbe di attrezzare Ca’ de Pitta dove oggi proprio le celle sono insufficienti>. Erano pronti a scendere in strada (come hanno già fatto) anche oggi i grossisti. Poi si è arrivati a un possibile accordo.

È stato deliberato all’unanimità il trasferimento temporaneo del mercato dalla struttura di piazza Cavour a quella di Ca’ de Pitta. <Gli operatori del mercato – dicono a Tursi – hanno condiviso questa scelta prendendo atto dell’impegno del Comune di completare entro 30-60 giorni gli interventi di ulteriore adeguamento dell’impianto di Ca’ de Pitta. Il trasferimento avverrà a lavori completati>. Il Comune ha già effettuato alcune opere essenziali a Ca’ de Pitta, giudicate però dai grossisti insufficienti anche se per Tursi sono. Tuttavia il Comune fa sapere che <Tenendo conto delle esigenze manifestate dai commercianti, l’amministrazione ha esposto un dettagliato progetto di prosecuzione degli interventi per ampliare la piastra e aumentare le bocche di carico>. Nel frattempo, dicono in assessorato <è volontà dell’Amministrazione comunale esperire tutti gli accertamenti e i provvedimenti tecnici nell’edificio di piazza Cavour per consentire l’autorizzazione da parte degli organi competenti ad una proroga d’uso per il mercato ittico entro e non oltre il completamento dei lavori concordati per Ca’ de Pitta>.
<È la prima volta – dice l’assessore allo sviluppo economico Emanuele Piazza – che su questa delicata e annosa vicenda si raggiunge un accordo con tutti gli operatori per il trasferimento del mercato. La situazione di precarietà della struttura di piazza Cavour non può essere ignorata o negata da nessuno. La nostra volontà è mantenere vivo il mercato ittico come fattore economico della città e le decisioni odierne vanno in questa direzione. Mi auguro che il percorso delineato possa essere realizzato con il concorso di tutti i soggetti che oggi l’hanno condiviso in commissione>.
<Finalmente ha prevalso il buon senso e il Comune di Genova ha fatto un primo importante dietrofront – commenta l’assessore regionale Stefano Mai -. Come chiedevamo da settimane, raccogliendo le legittime istanze di operatori all’ingrosso, dettaglianti e associazioni di categoria, il trasferimento nell’ex macello avverrà solo dopo che gli adeguamenti strutturali renderanno funzionale la struttura all’attività del mercato ittico all’ingrosso”.  L’assessore Mai, soddisfatto per l’esito dell’incontro, ritiene “necessaria l’apertura di un tavolo tecnico per studiare un progetto condiviso e dare una sede adeguata e definitiva al mercato del pesce per cui la Regione è pronta a fare la propria parte <attivando anche eventuali risorse europee dedicate al settore della pesca>.
<Il trasferimento dopo l’estate a Ca’ de Pitta – conclude l’assessore Mai – è sicuramente un buon inizio. Tuttavia riteniamo che il mercato non possa perdere il proprio legame col mare e quindi la vicinanza a un polo attrattivo, anche dal punto di vista turistico oltre che di servizio alla città, come quello di piazza Cavour a due passi dal Porto Antico. Inoltre il Comune si è reso disponibile anche a valutare un eventuale progetto di recupero e ristrutturazione della sede di piazza Cavour. Auspichiamo che dal tavolo tecnico che verrà convocato dalla Camera di Commercio possano emergere soluzioni concrete e positive per il futuro degli operatori, dei lavoratori del comparto e per la valorizzazione della pesca ligure in generale>.

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