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Sciacalli da tastiera

Ieri mattina mi ero accordato per un contributo sul cinismo che viaggia sui social, poi di fronte alla tragedia dello scontro frontale fra due treni in Puglia, tra Adria e Corato, per cui stamane i giornali parlavano di almeno 27 vittime e 50 feriti, ho deciso di lasciar perdere. Nel pomeriggio avevo già fatto il pieno di like con un post sulla mia pagina fb in cui raccontavo che mia figlia sta coprendo a piedi gli 800 chilometri del Camino di Santiago de Compostela, da Bayonne a Finisterre, e “navigando” avevo, comunque già notato salire la temperatura dei commenti, come accade solitamente, di fronte a tragedie di questo tipo.
Così stamane ho dato uno sguardo ai giornali e ho ricominciato ad osservare i social, senza poter fare a meno di rafforzare le argomentazioni che ieri mi avevano portato a indirizzarmi verso una scelta di natura più sociologica che giornalistica. Dico, senza vergognarmene, che sono un neofita e sino ad un certo punto della mia vita sono riuscito a fare tranquillamente a meno di fb, ma anche di twitter. Giustificato però, perché, quanto a tecnologia, persino il telecomando del televisore spesso mi risulta oscuro. Poi, pero’ essendomi eletto a Max Turbatore, per necessità’, leggasi possibilità di osservare i comportamenti dei protagonisti delle gesta che narrò quotidianamente nelle mie acerbe novelle, ahimè ho dovuto adeguarmi. Vi taccio i rimbrotti del signor Facebook di fronte al mio primo logo, quello che era soltanto la testa di Alien, ma ahimè, il più delle volte veniva equivocamente scambiato con una testa di c….. E dagli a spiegare che era lo stesso artista, disegnatore e ideatore del personaggio, Hans Ruedi Giger ad avere a suo tempo scelto quella verosimiglianza con un membro maschile. Risultato: ho dovuto cambiare il profilo fb e financo il logo della rubrica e aggiungere al mio nom de plume quello che portò da 62 anni a questa parte. Perciò dal mio battesimo nel mondo fb, visto che ho una naturale predisposizione voyeuristica, mi sono messo ad osservare i comportamenti di chi delle pagine social usufruisce. In pratica ho cercato e sto ancora cercando di capire quale sia l’atteggiamento di chi si pone davanti alla tastiera. 0rbene, intanto ho compreso che la prima grande divisione e’ fra la categoria di chi si limita a guardare, pur avendo la propria pagina fb, e chi, invece, interviene. Quelli che guardano, solitamente si limitano a postare, frasi, immagini, articoli di riferimento per stimolare la discussione, volendosi legittimare, in questo modo, come super partes. Poi si impongono di osservare i commenti altrui e le condivisioni, ma non dialogano. Fanno il gioco dello psicoterapeuta con il cliente che lo fanno sede sula divano e gli dicono “racconti”. La seconda categoria e’ formata da quelli che intervengono, intendendo avere un ruolo scoperto e mettendosi al pari degli estemporanei interlocutori. Per onestà debbo dire che dei primi non mi fido molto, mentre preferisco di gran lunga coloro che hanno il coraggio di mostrarsi per quel che sono commentando, mettendo in campo, rabbia, ma anche stupore e ironia. Ognuno, insomma, ha un suo modo di interpretare il ruolo e di stare in campo. Con onestà’, strumentalmente, da faziosi, da provocatori, da agitatori, con la capacità di sorridere, con distacco, stemperando, brandendo l’ascia o in punta di fioretto. Come se si fosse costretti ad incontrare tutte le migliaia e migliaia di diverse personalità in circolazione nel mondo. Di più, in un mondo dove non esistono tabù comportamentali, perché in fondo la rete da’ un senso di protezione che nella vita reale fatta di convenzioni diverse, non esiste. E da qui la protesta per una rete che mi costringe a cancellare la mia bella testa di Alien, ritenuta lesiva di chissache’, a me che per definizione cerco di essere scrittore satirico, anzi, scherzoso penivendolo, e poi permette a chiunque di dirne, in ossequio a quella testa, quante è più che ne vuole.
Vabbe’, denunciato anche io il mio disagio personale contro le ingiustizie del mondo, torno a bomba. Riprendo a tessere sulla mia denuncia contro il cinismo via social, territorio in cui ognuno, anzi moltissimi, si sono posti una missione superiore da compiere che è poi quella di imbarcare, amici e non, nella propria missione e personale campagna, dal femminicidio alle coppie e famiglie gay, dal sì o no al prossimo referendum all’ingiustizia vissuta attraverso la dicotomia immigrati italiani, dall’antiislamismo all’antifascismo e chi volesse potrebbe andare avanti all’infinito, a seconda della tendenza del momento, della tragedia del giorno, della legislatura e del governo.
E tutti digitano, con i polpastrelli evidentemente, ma di pancia, senza valutare, riflettendo un momento di più, l’impatto che la loro trance da mouse può avere su chi legge. Così ho personalmente annotato una polemica, lunga e circostanziata, sul fatto che l’uomo che ha ucciso con un pugno, a Fermo Emmanuel Chidi Namdi il nigeriano di 36 anni, scampato a terroristi, mercanti di schiavi e traversata del Mediterraneo, fosse un tifoso ultras e quindi qualcuno lo avesse, a torto o a ragione definito un fascista. Sulla pagina fb del parlamentare dem Mario Tullo, tifoso del Genoa e come tale in prima linea contro la violenza negli stadi compare un post illuminante di tal Sandro Frega, di sinistra ispirazione, evidentemente è a giudicare dall’ospitalità “CONTROCORRENTE. ULTRAS NON VUOL DIRE FASCISTA! Credo bisogna distinguere : un Fascista è un fascista, un ULTRAS intanto non è assolutamente automaticamente un fascista , ma non è neanche un guerrafodaio e un violento a prescindere! Questi accostamenti legati alla vicenda di Fano (che poi sarebbe Fermo n.d.r.) non mi mi piacciono affatto! Quello degli Ultras è un mondo variegato e complesso,da studiare ,certo dentro ci sono frange violente e qualche fascista,ma è un mondo che a volte/spesso esprime valori importanti ! A genova per esempio ci abbiamo costruito un progetto,una cooperativa e tanti posti di lavoro! vero Mario Tullo Roberto Scotto Antonio Tore ? PS Non mi piace neanche la tessera del tifoso!”. Per chiarire il giorno dopo “Gli ottusi( o Trugni) sono pericolosi! Un mio amico portiere mi diceva sempre che i tiri più difficili da parare sono i tiri sbagliati; infatti dall’ottuso non ti puoi difendere perchè è illogico, quindi imprevedibile! L’Ottuso(o trugno) fra l’altro è rigido per definizione e quasi sempre molto autoreferenziale!Ancora più difficile contrastare l’ottuso quando è anche una brava persona,perchè lui è convinto di essere il bene, e legge la realtà solo da un punto di vista : infatti è ottuso!” Ecco, non fa una piega, perché della morte di Emmanuel, della cerimonia funebre a cui si sono presentate di coppia Boschi e Boldrini e la moglie ha accusato un malore anche il signor Frega (omen nome n, diceva qualcuno) non ha recepito altro. Eppure c’è’ stato persino chi è né e’ lamentato, della presenza del ministro e del presidente della Camera, non del malore della vedova. Mettendola in connessione con i funerali delle vittime italiane di Dacca. Protestando per la mancata presenza di autorità dello stato. Quando erano stato lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a ricevere i feretri all’arrivo in Italia all’aeroporto di Ciampino. Fazioni che vanno dritte per la loro strada, inseguendo esclusivamente il loro credo senza perdere un minuto a riflettere, magari, sulla imponderabilità della vita, visione troppo filosofica in rapporto alla più pratica evacuazione sul momento. E quindi meglio dedicarsi anima, corpo e polpastrelli a difendere la categoria di appartenenza, con la visione tipica di una società che non solo non ha memoria, ma pecca pure di personalismo ed egoreferenzialismo.
E poi… poi c’è stato il tragico incidente nel quale hanno perso la vita Anna Parodi e Valentina Schenone le due giovani di Acquasanta, rispettivamente 23 e 26 anni, nelle vicinanze del casello di Piacenza ovest. Le due ragazze stavano andando in vacanza ed erano fidanzate, e proprio sulla distinzione fra compagna e amiche il mondo Lgtb ha imbastito un caso. Un post di Valentina Coppola Gay Post it ammonisce “Anna e Valentina non erano “amiche”: erano compagne e sono morte. L’amore tra donne è ancora un tabù, nell’Italia mediatica del 2016”. Nemmeno un minimo di cordoglio, dritti al problema, in questa Italia bigotta, che magari in omaggio alla privacy o per evitare quell’amore per il pruriginoso che aleggia nelle chiacchiere da bar, ha definito ambiguamente le due come “amiche”. È così, inconsapevolmente Valentina ed Anna post mortem vengono elette testimonial dei diritti del movimento Lgtb.

Anna e ValentinaDello sconcerto dei familiari che magari intimamente avevano accettato il fatto, ma non desideravano tanta propaganda chissenefrega. Chissà se le famiglie acconsentiranno a un funerale unico e a seppellirle insieme, ora che non ci sono più. E chi può dirlo, con quella accusa di ipocrisia che aleggia loro sulla testa? Qualcuno un tempo diceva che la tua libertà finisce dove lede quella degli altri. Ma evidentemente per i nostri leoni da tastiera tutto può essere sacrificato sull’altare delle proprie convinzioni.
Lo sa bene il presidente dell’ ordine dei giornalisti Filippo Paganini che, qualche giorno fa, come ho raccontato in un articolo precedente ha subito una sorta di attacco mediatico a suon di insulti sulla sua pagina fb e non solo, perché avrebbe osato dire che il liceo classico non è adeguatamente al passo con i tempi, commentando l’accorpamento del Lorenzo Costa della Spezia. E al termine della diatriba durata quattro giorni, di cui, comunque non si sono ancora spenti gli ultimi fuochi, constatava come nessuno dei suoi accalorati interlocutori si fosse spinto ad un esame del perché del calo di iscrizioni. Fb e’ così, ognuno va diritto per la sua strada, svolgendo fideisticamente il proprio compito. La storia del dialogo non esiste, ognuno è rigidamente egoriferito. E la palestra dialettica e’ una balla.
Per finire con l’ultima tragedia, quella di cui parlavo all’inizio della mia masturbazione, sui social, con i 27 morti e i 50 feriti della Puglia, fatto per cui ho registrato pochi messaggi di cordoglio, svariati appelli ai donatori di sangue per razionalizzarne gli accessi agli ospedali, un dibattito infinito sull’arretratezza del sistema ferroviario italiano e sulle tratte a binario unico e parecchia disinformazione. Ai tanti giustizialisti, complottisti, amanti della contrapposizione nord-sud ed esponenti dell’immarcescibile “piove governo ladro” Mario Penzo risponde così “Rubo dal mio amico Dario Ballini D’Amato ,ammorbidendo un po !!!!Leggo qui dentro e nei social frasi come…… “Vi ricordate quando nel 2014 il ministro Delrio investì al Nord i soldi delle ferrovie del Sud perché disse che al Sud ci sono le rocce?”NO. NON VE LO POTETE RICORDARE. PERCHÉ DELRIO HA GIURATO AL QUIRINALE DA MINISTRO DEI TRASPORTI E DELLE INFRASTRUTTURE IL 2 APRILE DEL 2015.Edit: “Si ma la legge di stabilità è quella del 2015 quindi Delrio era ministro”.NO La legge di stabilità per il 2015 è la LEGGE 23 dicembre 2014, n. 190 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato con entrata in vigore 1/1/2015.Riferimento Gazzetta Ufficiale: legge di stabilita’ 2015. (14G00203) (GU Serie Generale n.300 del 29-12-2014 – Suppl. Ordinario n. 99) .No. Delrio non era ministro.Tanto per chiarire!!!!”. Ecco, tanto per chiarire.

max delrio
Poi c’è la perla del blogger satirico Dario Ballini D’Amato che parte da un post della collega giornalista e blogger Marina Terragni ” poi dicono dei cattodem….” E dopo il messaggio replica quello della Terragni “Un pensiero per Nichi che- come fanno notare amici pugliesi – al momento tace sulla tragedia dei treni. A 10 chilometri da casa sua. Starà grattugiando una mela”.

max nickyMela o non mela Nichi o non Nichi, casetta in Canada o non casetta in Canada’, io mi trovo d’accordo con Giovanni Sasso e con il suo post del pomeriggio di ieri “Mentre in tanti stanno donando sangue negli ospedali, altri preferiscono donare al popolo della rete le loro imperdibili analisi sulle cause e le responsabilità della tragedia.

max treniOpinionisti, tuttologi e sciacalli da tastiera, a cadaveri ancora caldi. Vomito”. Perché alla fine risulta più facile, e più sicuro, gestire tutto da casa, avendo l’impressione di partecipare, in qualche modo, ma in realtà nutrendo esclusivamente il proprio ego, senza mai rinunciare a ragionare, ascoltare e metterlo in secondo piano. Ma forse, questo tipo di individualismo che nel vontempo
ci fornisce giustificazione con l’effimera, falsa, impressione della partecipazione e’ il male peggiore della nostro tempo.

Il Max Turbatore

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