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Un supermercato in via Piave? Sarà paralisi per il traffico

 

Gli esperti dello studio tandem di Milano prevedono enormi disagi ad Albaro. La viabilità non può sostenere un afflusso di veicoli pari a quello che manda in tilt il traffico a Campi, nella zona di Ikea
Cavo (vice presidente vicario Ascom) preferisco corso Italia come un boulevard della Costa Azzurra, non come Serravalle

di Monica Di Carlo

Il giudizio “di pancia” lo ha dato il vice presidente del Mercato Orientale, Sandro Galletti: <Rischiamo di vedere via XX Settembre come via Cantore, che era la seconda strada della città per il commercio, ma dopo la Fiumara è finita nelle condizioni in cui è>. Perché il raggio di azione di undici super e iper mercati, tanti ne vuole far insediare la giunta regionale, moltiplicheranno in maniera esponenziale sulla città l'”effetto Fiumara” e, come ha detto il presidente della rete dei mercati, Mario Enrico, a patine saranno botteghe e mercati rionali. Il giudizio commerciale lo ha tratteggiato Marco Poggi, imprenditore genovese della distribuzione moderna, proprietario di medie superfici di vendita: la “guerra” non è più tra supermercati e negozi, ridotti al lumicino (anche se Genova e la Liguria fino ad ora erano riuscite a salvaguardare la capillare rete delle botteghe sul territorio), ma tra supermercati e supermercati, tanto che oggi, quando in una zona apre un punto vendita, subito ne chiude un altro. Quindi: nessuna nuova occupazione e cannibalizzazione tra marchi della grande distribuzione. Di Alessandro Cavo, presidente regionale Fipe, vice presidente vicario Ascom e membro della Camera di Commercio per il Turismo, il giudizio “turistico”: <Quando penso al futuro di corso Italia lo vedo più come la passeggiata a mare di una cittadina della Costa Azzurra e non al “modello Serravalle”>. Secondo i commercianti di Ascom Confcommercio la decisione della giunta Toti di spalancare le porte alla grande distribuzione sarà il colpo definitivo per la città. E, in effetti, l’idea di ridurre tutte le strade cittadine come la Fiumara ha ridotto via Cantore non può certo considerarsi un buon futuro per Genova. Quello che fino ad ora siamo riusciti a salvaguardare potrebbe essere distrutto in un sol colpo con la legge regionale che Giovanni Toti vuole imporre per aprire la porte ai grandi gruppi commerciali, cosa della quale i genovesi, al quanto pare, non sentono affatto il bisogno se non in funzione ideologica “anti Coop”, anche se ormai la cooperativa di consumatori è stata superata per superficie di vendita dalla genovesissima Basko mentre Carrefour (il primo gruppo mondiale della grande distribuzione), con i suoi supermercati di vicinato, ha saputo approfittare della congiuntura economica che ha modificato i consumi rendendo molto meno competitivo il formato “ipermercato” e molto più performante la “superette” (al di sotto dei 250 metri d superficie) dove si compera meno e più spesso, senza investire in carrelli pantagruelici pieni di cose che vanno poi a male in dispensa, cosa che i genovesi non possono più permettersi.

Oltre alle posizioni delle diverse categorie di commercianti, ci sono i numeri, i fatti, che dimostrano come aprire le porte alla grande distribuzione rischi concretamente di essere solo un gran favore ai giganti del commercio e non ai consumatori che quel che risparmieranno sulla mozzarella o sui biscotti lo pagheranno con gli interessi in termini di perdita di vivibilità e degrado. Uno dei prezzi che noi cittadini genovesi dovremo pagare a causa della decisione regionale di far aprire una quantità irragionevole di medie e grandi superfici di vendita riguarda il traffico e sta non nelle parole, ma nei dati, quelli dello studio commissionato da Ascom Confcommercio allo  Studio Tandem – Mobility&Transport di Milano. L’attività, ha spiegato il vice presidente Ascom Oscar Cattaneo, è stata svolta per verificare le conseguenze reali dell’apertura di una nuova struttura di vendita commerciale in via Piave, con una particolare attenzione alle ripercussioni sul traffico viabilistico già attualmente in sofferenza. Lo studio trasportistico ha evidenziato infatti la presenza di forti criticità nel caso di un nuovo insediamento a causa di una situazione di traffico già non particolarmente fluida, cui si aggiungerebbe un significativo flusso indotto dei futuri clienti. Lo studio è stato effettuato ad aprile, in un periodo di media affluenza. Facile immaginare, ha detto Cattaneo, cosa succederebbe in estate, con gli stabilimenti balneari aperti. Tutto il quartiere sarebbe ostaggio delle code e delle auto.

L’analisi si è concentrata sulle fasce orarie di picco previste a valle dell’apertura della nuova struttura di vendita che sono risultate essere quelle delle 18:00-19:00 del venerdì e 16:30-17:30 del sabato. Sono stati effettuati i conteggi delle manovre di svolta nelle ore risultate più significative, di venerdì 1° aprile e di sabato 2 aprile, nelle 9 intersezioni, mediante il coinvolgimento di circa 20 operatori. Sono stati effettuati anche conteggi automatici dei veicoli in transito, su 16 sezioni (12 monodirezionali e 4 bidirezionali), mediante apposita strumentazione (sistemi radar e tubi pneumatici) che, in modo continuativo, dal 1 aprile al 5 aprile 2016 ha rilevato i flussi in transito sulle relative sezioni, distinti per senso di marcia e per categoria veicolare. Sono stati infine rilevati i tempi dei cicli semaforici dei 4 impianti che circoscrivono la zona presa in esame. Le criticità ovviamente aumentano al crescere della superficie di vendita. Dall’analisi condotta si evince che già l’apertura di una media struttura di vendita comporterebbe un forte aggravio sulle condizioni del traffico, che permangono critiche anche nell’ipotesi di interventi mitigativi compatibili con lo scenario urbanistico attuale. Carlo Caruso di Tandem ha illustrato i risultati della ricerca.

In particolare risultano critiche le seguenti intersezioni:

  • INTERSEZIONE 1 – Rotatoria tra via Piave, via Rosselli e via Amendola Si tratta di una rotatoria a 5 braccia con tutte le svolte a destra nei principali rami. Già nello scenario attuale risulta molto carica, inoltre, negli scenari progettuali riceve oltre la metà dei veicoli attratti dalla struttura commerciale.

  • INTERSEZIONE 2 – incrocio semaforizzato tra Corso Italia e via Piave

Le fasi semaforiche sono molto penalizzanti per chi proviene da via Piave, soprattutto nelle svolte a destra a causa del semaforo pedonale su Corso Italia: tale manovra viene fatta anche da tutti i veicoli indotti diretti a Ovest su Corso Italia.

È interessante guardare l'”effetto supermercato” in via Piave nelle simulazioni dello studio Tandem.

Via Piave e corso Italia ora (rilevazioni di aprile) di venerdì

Situazione del traffico con la simulazione dell’apertura di un nuovo supermercato

Situazione attuale del traffico di sabato

Ecco cosa accadrà di sabato dopo l’apertura del super o iper mercato

Possono, ora, giudicare i cittadini se val la spesa pagare un pacco di pasta qualche centesimo in meno per poi pagare questo prezzo.

<Un’analisi puntuale – ha commentato Oscar Cattaneo – che evidenzia l’attuale sofferenza della mobilità, prospettando, su base oggettiva, l’aumento del traffico con il nuovo insediamento. A questo si aggiungono le ripercussioni sulla viabilità causate dalla logistica per l’approvvigionamento quotidiano della struttura commerciale. Entrando nel merito del disegno di legge relativo alla nuova programmazione commerciale e delle specifiche aree individuate, ritengo che, a fianco alle legittime indicazioni di sostenibilità ambientale, quali rischio idrogeologico e presenza di polveri sottili, debbano essere considerate le evidenti criticità da un punto di vista della mobilità, della logistica e della viabilità di determinate aree individuate come compatibili con l’insediamento, anche per trasferimento, di grandi strutture di vendita, centri commerciali, parchi commerciali, distretti commerciali Tematici, polo enogastronomico>.
E, in effetti, lo sbandierato studio del blasonato istituto Tagliacarte (lo stesso che una quindicina di anni fa prevedeva a Genova un solo punto vendita della grande distribuzione alimentare in più, a Levante e nel frattempo hanno aperto altri punti vendita e la popolazione è diminuita di quasi un quarto, invecchiata e impoverita) manca, per ora, dell’analisi trasportistica, oltre che quelle dell’aria e della condizione idrogeologica). Toti ne vorrebbe 8 certi e 3 con prescrizioni per la messa in sicurezza dalle alluvioni. Facile immaginare l’impatto che avrebbero sulla città undici Fiumara, insediamento che da solo è riuscito a distruggere Sampierdarena.

 

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