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Pinotteide fashion

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È entrata nell’Olimpo, consacrata dall’ultimo numero di Gente, accanto a personaggi al femminile del calibro di Hillary Clinton, candidata alla presidenza degli Stati Uniti, della cancelliera tedesca Angela Merkel – quella che era la passione, croce e delizia, dell’acciaccato Berlusconi – la spice girl Victoria Beckam, manager e stilista, oltre che moglie dell’ex calciatore del Real e della nazionale britannica, nominata imprenditrice inglese dell’anno. E ancora, al fianco della principessa Charlene di Monaco, a Christine Lagarde, capo del fondo monetario internazionale e alla signora delle Tv Maria De Filippi, che ne è quasi coetanea. Inserita in una galleria, tutta al femminile, per illustrare il servizio sulla pettinatura del momento dal titolo “Capelli corti, potere lungo”. “Vi sta a cuore la carriera? Fate come la Clinton o la De Filippi, scegliete tagli decisi” strizza l’occhio l’autrice Raffaella Case.

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La lady de “noantri”, da Sampierdarena, figlia di una ristoratrice e di un operaio, laurea in lettere, capo Agesci, come il premier Renzi, insegnante, runner,  cursus honorum che parte da un assessorato in Provincia, passa per una segreteria provinciale, poi da Montecitorio e da palazzo Madama, fino al viceministero e infine, attualmente, al dicastero della difesa. La lady de “noantri”, dicevo, risponde al nome di Roberta Pinotti. È lei che insieme alle altre cooprotagoniste del servizio giornalistico ha sdoganato il ritorno al caschetto, pardon, all’elmetto. “Il taglio o non il taglio? Se dal parrucchiere siete indecise, la domanda corretta da porvi non è tanto starò bene  con i capelli corti? Quanto piuttosto: voglio fare carriera?” e’ l’incipit deciso dell’articolo, un po’ vetro maschilista, di Raffaella Case. Antesignana dell’ acconciatura minimalista-decisionista, al pari della Merkel, da quando, neo mamma per la seconda volta, ha deciso di accorciare la chioma, subito dopo la gravidanza. Che comunque non le ha impedito di catapultarsi sui sacri scranni di Montecitorio. Con variazioni sul tema dalle lunghe e bionde chiome di un politico incinta alla scrivania della federazione provinciale, alla virata drastica di stile. Per un breve periodo con pettinatura stile pulcino bagnato con tanto di riflessi sul rosso – il colore menopausa – per le prime comparsate nel salotto di Bruno Vespa, a porta a porta, al cambiamento meno aggressivo ma deciso per abbracciare il più femminile e raffinato bob a onde color grano. Occhiali a sottolineare quell’aria di donna che per arrivare li’ ha dovuto impegnarsi sui testi, e qualche ruga in più, giusto accennata, quando sorride. Con quell’espressione che talvolta esalta persino l’imperfezione sexy, e appena percettibile delle borse sotto agli occhi. All’alba delle 55 primavere. Eppero’ il nostro ministro non è nemmeno l’ angusta rappresentante di quel che si usa dire “sotto al vestito niente”. Anzi, in passato le ho abbinato quello slogan un po’ machista “oltre alle gambe c’è di più”, con cui la ho gratificata tutte le volte che si è avventurata nel salotto di cui sopra, accavallando da par suo le sue lunghe estremità inferiori, quasi sempre protette da una gonna di un elegante tailleurino. Mentre nelle occasioni ufficiali, al fianco del presidente emerito Giorgio Napolitano o dell’attuale capo dello Stato Sergio Mattarella, alterna i pantaloni che ne mettono in risalto il portamento nel contempo regale e altero del dignitario di corte. In pantaloni quando passa in rassegna, con fiero cipiglio e elmetto dorato, le truppe sul presentat arm. Fiero cipiglio, dicevamo, che lei esterna sulla sua pagina twitter o su quella facebok, quando commenta nello stesso modo le ultime gesta, per ora vittoriose, degli azzurri impegnati nei campionati europei. Lei che da perfetta e mai dimentica sampierdarenese tifa per i blucerchiati e cinguetta patriottica “Grandissima Italia #Euro2016 #ItaliaBelgio” o “Partita sofferta, ma alla fine vittoria con grande Eder”. Già Eder, attaccante degli azzurri, brasiliano naturalizzato, rimpianto per i sampdoriani e ora in forza all’Inter. Lei che in maniera dignitosa e con un velo di irascibilità risponde per le rime, sotterrando un suo interlocutore su fb che si chiede rispondendo a un suo post del 9 giugno, in occasione della festa per la Marina Militare “Chi? Roberta Pinotti, quella che prende l’aereo militare per andare a fare gli auguri di compleanno a nostre spese alla mamma? Si’, quella”. Lei nell’occasione, si materializza via social e scende dall’olimpo “Non solo lei scrive il falso, ma mi preme comunicarLe che mia madre e’ morta nel 1988. Buona notte”. O che, umana fra i suoi simili, chiarisce “La data dei festeggiamenti dipende dalla disponibilità del presidente della Repubblica. Buona sera”. Lei, che si becca gli applausi e i complimenti della claque, definita, di volta in volta “gentile”, “esaustiva”, semplicemente “brava” o “non volgare”. O ancora “donna di risorse”, “di capacità”, “competente”, di “bell’aspetto”, “solenne”. In un crescendo “Sei la numero uno” e “ti adoro”. Ministro fashion, più e meglio della compagna di scrivania, la “Venere” Elena Boschi. Titolare del dicastero della difesa a cui Pourfemme.it  ha dedicato una sfilza di quaranta immagini attestando il suo look e definendola “Sobria e classica. Un ministro della difesa dallo stile classico e chic, ricercato, ma mai eccessivo, adatto all’età e al ruolo istituzionale”. Lei, attenta alla forma fisica, tanto da partecipare alle mezze maratone per runner e allenata, tanto da costringere la scorta a correre con lei durante i suoi allenamenti mattutini. Fanatica della comunicazione inerente al suo dicastero “Firma cooperazione Qatar forze armate e sistema difesa possono promuovere formazione e capacita’”. Femminista militante come quando scende in campo per la Meloni incinta, messa all’angolo per la gravidanza in periodo di propaganda elettorale, dell’allora avversario e candidato sindaco del centrodestra Guido Bertolaso. O, che, qualche giorno fa, solidarizza sulla tragica uccisione di Jo Cox “Morte di Jo Cox lascia senza parole”.
I detrattori sottolineano l’eccessivo, quasi prezzemolesco, presenzialismo, e poi la sua attitudine a gesticolare con le mani, inoltre mettono in risalto il fatto C he durante i dibattiti televisivi, ma soltanto in quelli, si accalori un po’ sopra le righe. Per carità, sempre seduta, eretta e con le gambe accavallate alla perfezione. Da signora dei salotti bene. E c’è persino, fra le signore, chi fa notare che le rughe, emblema dell’età e dell’esperienza, insensibili, facciano capolino sotto i suoi occhi belli. O addirittura che da Roma si sia già data da fare con endorsement per improbabili successori di Marco Doria come sindaci della sua città. Ma si sa, soprattutto in politica, nessuno è perfetto. E chi pensa di essere senza peccato – dopo un attento esame di coscienza – scagli la prima pietra.

Il Max Turbatore

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