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Teatro Duse, “nuove” famiglie e scontri fra genitori e figli in “Geppetto e Geppetto”

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“Geppetto e Geppetto” del giovane drammaturgo siciliano Tindaro Granata, è in scena da mercoledì alle 20,30 al Teatro Duse, nell’ambito della XXI edizione della Rassegna di Drammaturgia Contemporanea.La regia dello spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile di Genova insieme al Festival delle Colline Torinesi e a Proxima Res, è di Tindaro Granata che  è anche protagonista insieme ad Alessia Bellotto, Angelo Di Genio, Carlo Guasconi, Paolo Li Volsi, Lucia Rea e Roberta Rosignoli. La scena è di Margherita Paldoni, le luci e i suoni sono di Cristiano Cramerotti.

Tony e Luca stanno insieme da anni ed hanno il desiderio di un figlio. Come il falegname di Collodi, i due “creano” con la pratica di procreazione G.P.A. (Gestazione per Altri) Matteo, il loro bambino. I primi anni di vita del bimbo sono gioiosi e spensierati fino a quando la morte di Tony, il suo padre biologico, cambia repentinamente le cose.
Crescendo, Matteo comincia a rifiutare l’affetto dell’altro papà che lo ha cresciuto e amato ma, con il quale, per legge, non ha nessun legame di sangue e questa condizione di figlio “non riconoscibile” gli fa rinnegare tutto l’amore ricevuto.
“Geppetto e Geppetto” è una storia sulla complessità dei rapporti umani, un testo su un tema quanto mai attuale che propone anche alcuni interrogativi: che cosa vuol dire essere genitore? Ed essere figlio? Cosa intendiamo quando parliamo di famiglia?

Tindaro Granata nasce a Tindari (Messina). Inizia a lavorare con Carmelo Rifici con cui realizza molti spettacoli. Il suo debutto come drammaturgo è “Antropolaroid”, uno spettacolo autobiografico sulla storia della sua famiglia: in seguito mette in scena “Invidiatemi come io ho invidiato voi”. Nel 2014 è diretto da Serena Sinigaglia in “Il libro del buio” tratto dal libro di Tar Ben Jelluon.

 

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