Champion al Real Madrid, c’è chi rosica e chi gioisce
Undecima al Real Madrid, finalissima Champion dai mille volti e qualche emozione. Soprattutto dopo i calci di rigore, in cui un Ronaldo, latitante durante i novanta più supplementari, è riuscito a inserirsi nel tabellino dei marcatori solo nella lotteria dei rigori andando a realizzare dal dischetto la rete che ha determinato la vittoria finale. Suggestioni che non hanno risparmiato nemmeno alcuni nostri politici ed ex politici.
Michele Scandroglio ex parlamentare del centro destra che gravita nella riviera di levante si divide sulla sua pagina social fra il tifo, egualmente partecipato, per la squadra della sua città, la Virtus Entella, e quello per i campioni blancos del Real Madrid.
Viva l’attesa per la finalissima con l’atletico Madrid del Cholo Simeone. Al termine della gara inserisce un’immagine di Nacho e Carvajal, due giocatori del vivaio Real, mentre sollevano la coppa dalle grandi orecchie.
Già, il Cholo, allenatore dell’Atletico per cui alcuni irriverenti tifosi milanisti hanno coniato il nuovo soprannome di “Il ciula”, che in dialetto lombardo sta per sprovveduto. Come dar loro torto visto che per il tecnico dei biancorossi si tratta del secondo appuntamento fallito nel giro di tre anni. Due finalissime in cui sono stati sconfitti sempre dallo stesso avversario. La prima volta nei secondi finali dei supplementari, dopo aver condotto la gara in lungo e in largo, ieri ai rigori. Dopo sette tiri dal dischetto tutti realizzati, ha deciso l’errore di un difensore biancorosso Juan Fran.
E Luca Garibaldi, consigliere regionale dem, con simpatie juventine, tanto che il 13 maggio aveva celebrato l’addio al calcio italiano, avvenuto quattro anni fa, di una leggenda bianconera come Ale Del Piero, super partes, l’ha gettata in politica. Con indubbia ironia ha ritwittato sulla sua pagina facebook il messaggio dei “socialisti gaudenti”. Una riflessione irridente per la seconda squadra di Madrid “L’Atletico Madrid è come la rivoluzione. Oggi no, domani forse, dopodomani sicuramente”. Perché per un post comunista, in cui, probabilmente, batte ancora un cuore rivoluzionario la speranza è sempre l’ultima a morire.

Il terzo politico tifoso non è né un post comunista ne’ un rivoluzionario, viste le origini democristiane che lo hanno segnalato come allievo di Claudio Scajola, anche se poi parrebbe, anche lui, aver dimostrato simpatie renziane. Pierluigi Vinai, direttore generale dell’Anci genovese, ècomunque da sempre juventino doc. Si è commosso per il quinto scudetto consecutivo e per la vittoria nella finale di Coppa Italia a spese del Milan. E, da buon juventino, non può sopportare i nerazzurri dell’Inter di Bobby-gol Mancini. A distanza di tanto tempo non deve aver ancora digerito, come tanti tifosi bianconeri del resto, la vicenda dei due scudetti di legno assegnati d’ufficio all’Inter dopo lo scandalo di calciopoli di dieci anni fa. Uno sfregio che stenta a guarire, evidentemente. E l’acrimonia e’ una brutta bestia da cui si stenta a guarire. il Cholo Diego Simeone, argentino, sbarcato in Italia come calciatore, prima fra le fila della Lazio e poi fra quelle nerazzurre, diventa perciò il nemico da battere. A maggior ragione perché la sfida di ieri a Milano, fra i due allenatori, sembra essere un Inter – Juventus dei tempi che furono, con Zinedine Zidane, quello della testata a Materazzi nella finale di coppa del mondo fra Italia e Francia del 2006, sulla panchina del Real. Zinedine, ex stella del Real, ha disputato parecchie stagioni proprio nella Juve. E quindi il cuore di Vinai, a maggior ragione, batte tutto per i blancos. Il suo ringraziamento per la vittoria, per un personaggio solitamente così pacato, rasenta un po’ la caduta di stile. E dimostra che Vinai ne’ perdona ne’ dimentica. “Grazie Zinedine Zidane che hai negato la vittoria all’interista Cholo Simeone e ai companeros dell’Atletico Madrid. E per fortuna anche il Barcellona e al Fc Bayern Munchen sono rimasti a bocca asciutta. Ora speriamo che la maledizione finisca ed il prossimo anno tocchi alla Juventus”. Livore juventino che però vive solo sulle sfortune recenti della sua squadra sconfitta nell’ultima finale, quella dello scorso anno, dal Barcellona e negli ottavi di questa edizione dal Bayern Monaco.
Perché in effetti dal punto di vista della maledizione la società bianconera parrebbe essere più vicina a quell’atletico Madrid per cui i socialisti gaudenti hanno voluto scomodare la rivoluzione. Quella che… oggi no, domani forse, dopodomani sicuramente. Perché la Juventus è la società che ha il record delle finali di Champion perse. E senza andare alla notte dei tempi di Atene, sconfitti 1 a 0 dall’Amburgo o a quella più recente dello scorso anno, vinta dal Barcellona di Suarez, Messi e Neymar, ci sono le due consecutive di Monaco di Baviera e di Amsterdam in cui i bianconeri, nonostante i favori del pronostico, vennero piegati dal Borussia e, appunto, dal Real Madrid. Per non parlare della beffa di Manchester. Con il Milan di Ancellotti, vittorioso ai rigori. Insomma la maledizione di cui parla Vinai si perde nella notte dei tempi. E per noi juventini la Coppa dalle grandi orecchie e’ davvero come la rivoluzione. Una utopia di cui si parla sempre. Irrimediabilmente a portata di mano. Oggi no, domani forse, dopodomani sicuramente.
Il Max Turbatore



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