Ambiente regione 

Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, Liguria all’avanguardia

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<Sulla raccolta dei Rifiuti elettrici ed elettronici abbiamo raggiunto un obiettivo importante con un incremento, registrato nel 2015 rispetto all’anno precedente, superiore al 5% che posiziona la Liguria tra le regioni più virtuose in questo settore. La raccolta dei Raee è però una piccola nicchia del settore e questi risultati positivi sono inversamente proporzionali rispetto ai dati sulla raccolta differenziata di tutti gli altri tipi di rifiuto e soprattutto dell’organico per cui la situazione in Liguria è ancora di emergenza. I risultati sui Raee devono essere d’esempio e di stimolo. Per troppo tempo in Liguria si è pensato al rifiuto come un vincolo e non come una risorsa: oggi dobbiamo arrivare ad una svolta, culturale e non solo, su questa partita molto impegnativa>. Lo ha affermato l’assessore all’ambiente di Regione Liguria, Giacomo Giampedrone, nel corso della presentazione del dossier 2015 sulla gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee).

<Con l’approvazione, a novembre dello scorso anno, della nuova legge sui rifiuti – ha aggiunto l’assessore Giampedrone – abbiamo avviato una battaglia, che stiamo ancora combattendo, per cercare di arrivare almeno al 45% di raccolta differenziata così da essere allineati con le altre regioni italiane. È in fase di rinnovo l’accordo con il Piemonte per poter portare fuori provincia i rifiuti genovesi, ma questo costa moltissimo ai cittadini. Io vorrei poter arrivare a trattare in casa, in tutta la Liguria, almeno l’organico, differenziato in modo corretto: questo consentirebbe di abbattere di almeno il 30% il nostro monte rifiuti e conseguentemente far diminuire le tariffe”.

L’assessore Giampedrone ha poi spiegato che <il modello che abbiamo in mente è di un concorso tra pubblico e privato per arrivare a traguardare i nostri obiettivi: una dichiarazione di pubblico interesse da parte delle Province su determinati siti individuati insieme ai Comuni sui quali, come nei casi di Imperia e La Spezia – le due Provincie più avanti sull’impiantistica futura – si fa un project financing per attrarre investimenti privati da affiancare alla quota pubblica. È evidente, infatti, che le società esclusivamente pubbliche non possono, da sole, garantire gli investimenti necessari per arrivare ad una adeguata impiantistica di cui la Liguria ha bisogno. Quando parliamo di impiantistica – ha spiegato – parliamo di biodigestori per il trattamento dell’organico: tutto il resto va recuperato mentre il tal quale continuerà a essere smaltito negli impianti di termovalorizzazione delle altre regioni del nord. Ciò che in Liguria non si può più tollerare – ha concluso – è rimanere fermi proseguendo esclusivamente la politica delle discariche senza aumentare la raccolta differenziata e senza avere un’adeguata impiantistica, al passo coi tempi>.

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