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Contraffazione, ora le false griffe si ordinano sul catalogo. Non più solo senegalesi nel business illegale – LE FOTO

Ora i falsi griffati si ordinano come si faceva con Postalmarket. Il catalogo è stato trovato dagli agenti del Commissariato Pre’, con gli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Liguria proprio a Pre’

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Non più solo africani nell’ultimo anello della filiera del contraffatto. Ieri, nell’appartamento di vico Monachette 1/10, uno dei civici maggiormente segnalati dall’Osservatorio di Pre’ quali ricovero di spacciatori e di venditori ambulanti di merce contraffatta, la polizia ha trovato un cittadino originario dell’Ecuador che custodiva3 macchine da cucire ed una timbratrice/etichettatrice a caldo. Otre 25 mila tra etichette, bottoni e cursori effigianti griffe prestigiose e oltre 600 pezzi tra, borse, scarpe, giubbotti, maglie ed occhiali di rinomate marche, ovviamente tutti fasulli.

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Lo straniero è stato denunciato per i reati di contraffazione e ricettazione in concorso con persone da identificare, nonché per la normativa sull’immigrazione. Si ritiene che il suo compito fosse quello di custodire e vigilare la merce, affidatagli da commercianti e sarti senegalesi, che speravano così di eludere i controlli di polizia presso le loro abitazioni. Il mancato guadagno delle organizzazioni senegalesi ammonta, solo per quanto riguarda le etichette, a circa 30/40 mila euro ai quali vanno aggiunti i proventi dovuti alla vendita del contraffatto.
Soddisfatti i cittadini riuniti nell’Osservatorio che ringraziano le forze di polizia. I cittadini collaborano attivamente con le Divise. L’ultimo esposto alla procura della Repubblica è targato 2016. L’associazione chiede che vengano messi in atto gli esporpri ai proprietari (italiani) degli appartamenti che per guadagnare non esitano a dare spazio al degrado e alla criminalità nel quartiere. Segnalano, inoltre, che ora il business di contraffato e Droga s’è esteso al Lagaccio.

Durante i propri controlli, ieri, la polizia ha arrestato anche un ragazzo italiano di 20 anni incensurato, bloccato all’atto di cedere stupefacente ad un cittadino del Ghana. La successiva perquisizione a casa del giovane ha consentito di ritrovare oltre 250 grammi di hashish, più di 100 euro in contanti e il materiale necessario alla vendita.

Insomma, a spacciare tornano gli italiani (è il secondo arresto in pochi giorni da parte delle forze dell’ordine), mentre nel magazzino dei falsi è stato trovato un cittadino sudamericano. Una svolta di cui bisogna prendere atto e che mette in luce le nuove modalità operative del crimine. Normalmente ad essere indicati come responsabili della rete di confezionamento e vendita sono stati fino ad ora solo africani e cinesi.

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