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L’alba sulla movida, spazzatura, orina e un locale con la serranda ancora alzata

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Sono le 5,40 del mattino di sabato e l’alba sta rischiarando le vie della città. Le prime luci arrivano anche sulla montagna di spazzatura e sui fiumi di orina di cui viene inondata questa parte di Genova il venerdì notte. C’è qualcuno che ancora si aggira ubriaco e ciondolante mentre c’è già chi esce per andare a lavorare o per portare a spasso il cane e non può fare a meno di guardare con disgusto come le strade sotto casa sono state ridotte. C’è chi tutta la notte non ha dormito per le urla che rimbalzano da via San Donato a salita Pollaioli, da via Giustiniani a piazza Ferretto anche alle 3, persino alle 4.

Gli abitanti della zona dicono che questo bar che abbiamo trovato aperto, il “Moretti,  è spesso aperto fino al mattino e invitano a chiedere conferma agli spazzini. Non è un comportamento illegittimo da quando è stata introdotta la liberalizzazione nazionale. Vige appena l’articolo 54 del codice della strada che impone  il divieto in pubblici esercizi e circoli privati di somministrare alcolici dalle 3 alle 6 del mattino, divieto che per i distributori automatici valle dalle 34 alle 7, nelle aree di servizio dalle 22 alle 6.

Stamattina abbiamo fatto un giro per le aree della movida di primissima mattina. In effetti, la serranda in San Bernardo era ancora alzata e le luci, come potete vedere dalla foto, erano accese. La piazza era ormai vuota, ma dentro c’erano delle persone,. Non sappiamo dire se si trattasse di clienti o di dipendenti del locale. Vicino alla porta, al suo interno, c’era una persona africana. Erano le 5,40, si diceva, cioè erano passate 2 ore e 40 minuti dal momento in cui in ogni locale bisogna smettere la somministrazione di alcolici. Presumiamo che nel frattempo il locale abbia venduto coca cola e the freddo. Il bar, ieri sera, aveva aperto dopo le 22 (spesso lo abbiamo visto ancora chiuso a quell’ora) e, prima, era rimasto chiuso tutto il giorno. Questo locale non serve caffè e brioche al mattino, non dà un servizio diurno a chi vive e lavora nella zona, non serve tramezzini a mezzogiorno. Apre (e nemmeno tutte le sere) ben oltre l’ora di cena e resta aperto a lungo, testimoniano gli abitanti della piazza. Insomma, è un’attività che non offre un servizio al quartiere e, come molte altre, apre solo per la frequentazione della movida. Determina il proprio orario come la legge gli consente di fare, ma in una situazione come quella attuale non esistono solo questioni di diritti e doveri, esiste anche una questione di opportunità sociale.

Sempre i residenti spiegano che i ragazzi che frequentano l’area la notte sono tanti e vi rimangono quasi fino al mattino, tanto che è impossibile dormire anche con i tappi nelle orecchie se non si hanno le doppie finestre, circostanza molto comune in questi vecchi palazzi, in cui le vecchie finestrature dei piani nobili sono alte anche più di tre metri e molto costose da sostituire.
Qualche tempo fa eravamo passati a mezzanotte in piazza San Bernardo e avevamo visto (e soprattutto sentito) un concerto di flamenco con chitarre amplificate in piena notte. Poi, sempre, c’è il brusio fortissimo, rotto da urla, strepiti, grida, liti. È vero che nella piazza c’è anche chi va senza consumare nei locali (anzi, aumenta sempre di più il numero di chi fa così), ma i residenti chiedono comunque alle autorità di controllare con costanza che le saracinesche del Moretti vengano abbassate definitivamente all’ora in cui non può più fare somministrazione alcolica. Non esiste, però, un modo a disposizione dell’amministrazione comunale per imporlo e allora la gente chiede che la polizia municipale torni a verificare alle tre e alle quattro del mattino che nella piazza non solo gli esercizi presenti o nel raggio di qualche centinaio di metri, ma anche i frequentatori non si sottraggano al rispetto delle regole.

Emergenza puzza e spazzatura

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Riguarda tutta l’area della movida il problema della puzza di orina che invade ogni strada (ma in particolare le vie laterali), che si sente forte nelle viuzze che portano da San Bernardo a Giustiniani e da Giustiniani a Canneto il lungo. Molti dei frequentatori non vanno in bagno nei locali, ma fanno pipì per strada, contro i cassonetti, contro i muri. Molti sono anche gli ubriachi che vomitano. Con l’arrivo della stagione calda l’aria diventa irrespirabile e ai primi piani delle case si soffoca. È una vera e propria emergenza igienico-sanitaria da affrontare. A questa si aggiunge la spazzatura: bicchieri di plastica, cartoni di pizza, cartacce, interi sacchi pieni di rifiuti che non vengono portati nei bidoni. Oltre al problema del rumore c’è anche questo da affrontare, come in ogni città che abbia la movida. Nel nord Europa hanno risolto con massicci controlli, sanzioni, ma, soprattutto, con una vernice speciale che fa letteralmente rimbalzare l’orina sui piedi e sulle gambe di chi fa pipì. Ma è molto cara (e qui le superfici esposte sono infinite) e, inoltre, non si può usare su edifici storici.

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Qui siamo in piazza Ferretto e, come vedete, anche questo punto vendita di artigianato alimentare è ancora aperto. Il fatto che rappresenti un punto di riferimento dove comperare anche solo un panino (e quindi essere un punto di attrazione) fa sì che, quando tutti gli altri locali sono chiusi, questo diventi un punto di attrazione, situazione che certo non scoraggia le frotte di ubriachi che girano la notte nel centro storico ad abbandonare finalmente l’area consentendo, così, alla popolazione di dormire.

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4 thoughts on “L’alba sulla movida, spazzatura, orina e un locale con la serranda ancora alzata

  1. Scrivo solo per ringraziarvi, vivo in piazza Ferretto e voi siete gli unici a testimoniare davvero cosa succede qui nelle notti della movida. Ho 30 anni, mi sono trasferita qui quasi 4 anni fa, in un’appartento che amo, ma da qualche mese ho iniziato a cercare in altre zone perché non nutro più la speranza che la situazione possa migliorare.. Rumore, puzza, sporco..quelli che raccontate nell’articolo sono esattamente i motivi per cui non è più sostenibile vivere qui. D’altronde, quando i ragazzi rimasti a urlare alle 4 del mattino a cui si prova a chiedere, se non possibilmente di andarsene, almeno di abbassare la voce ti rispondono “vattene ad Albaro i vicoli sono nostri” forse la guerra è già persa..

  2. è vero che il livello di inciviltà è alto ma è anche vero che non esistono bidoni della spazzatura a parte qualche mini cestino e nei paesi del nord piu che la vernice a rimbalzo vengono usati wc chimici piazzati nei giusti punti solo per il fine settimana, le sanzioni senza soluzioni sono stupide

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