Giovanni Lunardon e il mistero della varicella in età adulta
Che sia una persona a cui il coraggio non manca lo si capisce scorrendo il suo curriculum. Laurea in archeologia medievale e specializzazione in archeologia classica. Come archeologo ha partecipato a numerose campagne di scavo, anche per il ministero dei beni culturali, prima di intraprendere la carriera politica. Segretario provinciale Ds e Pd a Savona, consigliere provinciale dal 1999 al 2009, con prima nomina a soli 29 anni. Dal 2010 vicesegretario regionale del Pd, nel 2012 commissario provinciale e segretario provinciale l’anno successivo, fino al ruolo di segretario regionale, due anni fa. Partecipa alle regionali come capolista sperando che Raffaella Paita, la candidata presidente, abbia la meglio su Giovanni Toti. Va male ad entrambi, perché la Paita non vince e lui entra in consiglio regionale per il rotto della cuffia. Ultimo nella lista degli eletti. Si potrà obiettare su quanto possa essere pericolosa una carriera vissuta, almeno per ora, quasi interamente fra le confortevoli mura del partito di appartenenza. Eppero’, anche negli ambienti che, pur dall’esterno, sembrerebbero in stato di stagnazione, alla fine si annidano le insidie. Quelle delle guerre fra correnti da cui il Pd pre e post renziano sembrerebbe essere percorso trasversalmente e longitudinalmente. E fra renziani, di prima o seconda fascia, e la frantumazione della minoranza con area riformista, duri, fassiniani, esponenti di Carta 23 e qualche altro coccio o scheggia impazzita, non solo deve essere stato difficile orientarsi, ma anche posizionarsi, o riposizionarsi. Anche perché una volta compreso che Matteino e i suoi leopoldiani non sarebbero state meteore, al pari di Enrico Letta, la maggior parte dei suoi colleghi di partito ha fatto passi significativi verso il renzismo. Ma Giova no. Il nostro archeologo, che invidia a Indiana Jones la sua saldezza di principi, ha voluto rimanere fedele agli antichi mentori, anche se vista la sua età – ha soltanto tre anni in più del premier – gli sarebbe stato facile firmare un patto con il diavolo e ritrovarsi in maggioranza. Invece è rimasto saldo sui suoi principi che hanno anche determinato un commissariamento del Pd ligure con incarico a David Ermini e le sue dimissioni dalla segreteria regionale. Anche se dopo la sua elezione in consiglio regionale. Cosa singolare in un partito che a livello nazionale consente a Matteo Renzi di assemblare due cariche importanti, quella di premier e di segretario nazionale in una sola persona. Ma l’Indiana Jones “de noantri” e’ in minoranza quindi accondiscende senza fiatare a fare anche in consiglio regionale la seconda voce, a favore della Lella Paita che, a suo tempo, aveva ceduto al fascino del renzismo. A dire il vero l’ex segretario regionale aveva cullato il sogno di svolgere almeno l’incarico di capogruppo, quello che detta la linea, una funzione che, visti i suoi trascorsi nell’organizzazione di partito, gli sarebbe calzata a pennello. Invece no. E tutto perché la Paita dopo aver vinto le primarie, nonostante l’opposizione di Cofferati, non era stata in grado, come da pronostico, di asfaltare Giovanni Toti. E da lì in poi la situazione si era ulteriormente complicata per il Nostro, che era stato persino punito dagli elettori per non aver saputo tenere saldo in mano il timone impedendo anche in Liguria al Pd di sciogliersi in mille correnti l’un contro l’altra armata. Giova era finito ultimo nella graduatoria degli eletti e aveva dovuto cedere di buon grado alla Paita il ruolo strategico che sembrava disegnato apposta per lui. Quello di capogruppo. Ma tutto questo solo per suffragare la mia tesi di un Lunardon dotato di un coraggio simile a quello dell’Indiana Jones dei film di George Lucas e Steven Spielberg. Fin qui la storia di ieri, quella di un ex enfant prodige un po’ annoiato, ma ancora nelle vesti del super eroe, tanto da cinguettare svogliatamente, non più di una decina di giorni fa sulla sua pagina Twitter “Preferisco la peggiore e la più feroce delle nostre direzioni a un’assemblea di condominio”. Poi da segnalare il suo intervento elevato sulla frase omofoba attribuita a Giovanni De Paoli. Al contrario della sua capogruppo Raffaella Paita, sempre pronta a mostrare i muscoli e a portare il confronto sul piano della rissa verbale. E ancora perfetto assente nella polemica, tutta in seno al Pd, alimentata ancora dalla Paita sui presunti brogli alle primarie. Argomento su cui lei disegna la tesi dietrologica del complotto iniziato proprio con Cofferati in Liguria, che cavalcando la strategia del tanto peggio tanto meglio, ha preferito consegnare le amministrazioni nelle mani del centro destra. Dietrologie da salotto dalle quali il Nostro ha preferito estraniarsi interpretando impeccabilmente il manuale del perfetto militante con capannelli alla Kavo di Nervi e ordini del giorno in favore dei lavoratori della Selex.
Senonche’ anche i super eroi hanno un tallone d’Achille e talvolta stimolano persino la nostra simpatia di miseri umani, al punto da commuoverci per le loro temporanee e terrene magagne.
Perciò quel giovane dal viso pulito e lo sguardo assente, rivolto probabilmente all’infinito, quel giovane dal volto imberbe e la montatura di occhiali da nerd che qualcuno, a torto o a ragione, ha in passato accostato, volendo riassumere il suo indubbio fascino, a Johnny Depp (Il Johnny Depp del Pd), proprio a mezzogiorno di ieri ha voluto renderci partecipi delle sue umane sembianze cinguettando sulla sua pagina twitter, non senza un velo di stupore: “Non è affatto vero che alla tenera età di 43 anni non capitano più cose nuove, inaspettate, che fanno sentire giovani. Ad esempio io mi sono beccato la varicella”.
Ed in effetti la malattia esantematica è tipica della pre adolescenza essendo abbastanza comune fra i bambini al di sotto dei 12 anni. Tanto che se ad esserne colpito è un adulto i problemi possono essere di un’altra gravità. Non intendiamo esercitare il ruolo delle Cassandre e facciamo al prode Giova tutti gli auguri del caso, ma risulta presumibile che la malattia infettiva lo terrà lontano almeno per un paio di settimane dagli scranni del consiglio regionale. Senza contare i rischi di contagio, perché il periodo di incubazione è di 2-5 giorni. E solo martedì scorso si è svolto il consiglio regionale. Ed è vero che il contagio si sviluppa soprattutto attraverso le dolorose papule rosee che si insinuano poco a poco in tutto il corpo, ma a questo riguardo i pareri degli esperti sono discordanti.
Comunque il messaggio via Twitter del nostro Indiana Jones, poi rilanciato anche su facebook, ha stimolato una serie di commenti di tutti i tipi. Centoquindici solo nelle prime 12 ore e ben 208 mi piace, con tanto di pollicione rivolto verso l’alto. Ed è anche possibile che il nostro super eroe, ridotto a letto da una semplice varicella, qualche giorno fa abbia volutamente snobbato i primi sintomi, pensando che quella sensazione pruriginosa fosse soltanto ascrivibile al diluvio di tweet della compagna di partito Raffaella Paita contro il complotto ordito all’inteno del Pd dai grandi vecchi anti-renziani . Da D’Alema a Bersani, passando per Cofferati e Bassolino, al fine di destabilizzare la leadershep del premier. Invece un esame medico più approfondito ha escluso che quelle pustoline rosse, che hanno deturpato il bel volto del nostro Johnny Depp, abbiano una qualsiasi attinenza con la battaglia politica fra le faide del Pd.
Così, come dicevamo, di fronte alla presa di coscienza da parte del consigliere regionale di appartenere alla razza di noi tutti, miserabilmente umani, e come tali soggetti alle malattie, i commenti sui social hanno preso il volo. Non tutti confortanti per la verità. C’è per esempio chi contrappone lo stupore di Lunardon per la sua nuova condizione di malato alla propria rabbia per la perdita del posto di lavoro e scrive “Ad esempio essere nuovamente disoccupato a 52 anni? Vale?”. O chi cita le leggi della compensazione con una graffiata lapidaria “C’è un dio”. Chi non può prescindere dalla politica e chiede “Ti avranno mica fatto una macumba?” . O il parlamentare Mario Tullo che ci scherza su, almeno speriamo “Rottamazione subito”. E ancora quello che ironizza alla Moretti “Ma la varicella è di centro o di sinistra?”. O chi accusa gli avversari politici all’interno del Pd con un possibilista “Se lo sa Renzi…”, o “Magari poi scopri che è solo allergia ai vertici del partito”. Senza dimenticare chi sfotte sul gran lavoro del consiglio regionale ” Finalmente un problema vero”. Poi ci sono i messaggi degli amici consiglieri che condividono anche la minoranza nel Pd. Luca Garibaldi posta una immagine della Pimpa di Altan che ha un mantello pezzato in bianco e rosso, quasi che anche lei avesse la varicella, e scherza “Pimpardon” , con tanto di m. Juri Michelucci chiede stupito “Giova che combini?”, Nino Miceli lo terrorizza “Sarà dolorosissimo da adulto. Praticamente vaiolo”. E poi a modo suo c’è chi cerca di infondergli forza “No, Gio’. Posso immaginare da chi sia arrivata”, oppure “Bello Pulin, avessi preso gli orecchioni sarebbe stato peggio”. Sino ai messaggi tra il serio e il faceto e comunque ambiguamente decifrabili “A 43 anni è una goduria. Mio marito è quasi morto” o “I tre giorni peggiori della mia vita”. Infine c’è chi trova il modo si sfotterlo per questa sua forzata regressione. E anche in questo caso le battute si sprecano, tanto che si va dal “Perché sei giovane dentro” al “Forse stai tornando bambino”, dal “Ultimi segni della pubertà'” al “Dopo di che arriva l’acne giovanile”. Fino al folgorante “Tranquillo, oggi ti porto un album da colorare”. Ma da incorniciare è l’entusiatico “Il nostro Johnny Depp con la varicella è il massimo”. A riprova che, nonostante la miseria di 2532 preferenze raccattate da Lunardon nella circoscrizione di Genova alle ultime regionali, quando scende fra noi smettendo i panni del sussiegoso archeologo Indiana Jones e indossando quelli di Indiana Pipps, qualche simpatia riesce ancora a smuoverla. E le disgrazie, anche quelle minime, ci fanno sentire solidali e vicini vicini ai super eroi che per una volta si sono trasformati in perdenti.
Il Max Turbatore


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