Raccolta differenziata, frode e traffico illecito di rifiuti: 7 arrestati in Amiu e Switch

Indagati anche alcuni vigili del fuoco che accettarono di non denunciare un incendio alla Switch in cambio di sponsorizzazioni per una squadra sportiva e altri favori

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Il pasticciaccio della “rumenta”, seconda puntata: oggi trenta indagati e sette arrestati per frode sulla raccolta differenziata dal Nucleo per la tutela dell’Ambiente dei Carabinieri di Milano e dai comandi provinciali dell’Arma di Genova e Alessandria su ordine della procura di Genova. Si tratta di dirigenti e dipendenti di Amiu e della principale appaltatrice del servizio, Switch 1988 Spa. Molto pesante l’accusa: associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione ed al traffico illecito di rifiuti. Ai domiciliari sono finiti Maurizio Dufour, socio e presidente del cda di Switch, Roberto Curati e Stefano Ionadi, socio e dipendente della società, Massimo Bizzi, dirigente di Amiu Genova e i dipendenti Roberta Malatesta, Tonito Magnasco e Claudio Angelosanto. I nuovi arresti sono la prosecuzione dell’indagine che nel 2014 portà all’arresto dei fratelli Mamone e dei Raschellà insieme a Corrado Grondona, in quel momento dirigente dell’Ufficio acquisti di Amiu. Anche lui, oggi, è stato denunciato a piede libero per associazione a delinquere, corruzione e reati ambientali oltre che nei confronti della pubblica amministrazione.

<La magistratura genovese ha scoperchiato  un collaudato e diffuso sistema truffaldin che avrebbe permesso ad alcuni di realizzare consistenti ed illeciti profitti e, dall’altro, all’azienda municipalizzata di far figurare percentuali di raccolta differenziata ben più elevate di quelle effettivamente realizzate> dice Antonio Bruno, capogruppo Fds in consiglio comunale, che chiede a Tursi di costituirsi parte civile e di interrompere le gare al massimo ribasso, oltre a cessare <ogni azione per cedere ai privati l’azienda pubblica che opera in un settore così delicato>. Per ora, la procura ha sequestrato un milione di euro di beni.
<Pare che i vari appalti, in alcuni casi vinti da “Switch 1988 Spa” perfino quando la stessa società non era in possesso dei requisiti richiesti dal bando di gara – prosegue Beruno -, venissero aggiudicati con ribassi vertiginosi, fuori mercato (in alcuni casi verso il 50%), salvo poi compensare con assegnazioni extra per garantire profitti alla  società privata.
Si sarebbe arrivati a simulare centinaia di ritiri di rifiuti ingombranti a domicilio in realtà inesistenti, falsificarela relativa documentazione, aumentare sistematicamente i quantitativi di rifiuti smaltiti per conto del Comune, effettuare smaltimenti di rifiuti gratuiti nei confronti di vari enti pubblici istituzionali e forze di polizia, facendo poi figurare falsamente tali rifiuti come se fossero stati rinvenuti abbandonati sul territorio comunale, incassando così indebitamente il previsto compenso per bonifica straordinaria del territorio>.

Grazie all’analisi incrociata di quanto emerso dalle attività tecniche e dai servizi di osservazione e pedinamento posti in essere dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Genova – che hanno condotto tutte le fasi delle indagini, avviate nel 2012 – oltre che dagli atti acquisiti in occasione delle numerose perquisizioni, sono stati accertati innumerevoli episodi di gestione illecita della raccolta differenziata operata da “Switch 1988 Spa”, relativamente a plastica, carta, cartone, rifiuti ingombranti e rifiuti pericolosi, che hanno generato un considerevole traffico illecito di rifiuti con i conseguenti profitti fraudolenti per la società, a danno delle aziende “sane” operanti nel settore, e la truffa nei confronti dei cittadini – sottoforma di maggiori oneri tariffari – e del Comune di Genova, il tutto con la compiacenza e la collaborazione di numerosi dirigenti e dipendenti di “Amiu Genova” collusi.

Le indagini hanno infatti permesso di scoprire un collaudato e diffuso sistema di frodi, truffe ed abusi posti in essere da un ormai consolidato sodalizio di persone al centro del quale si trovava il Corrado Grondona – oggi licenziato e non più appartenente ad “Amiu Genova” – che da un lato permetteva a “Switch 1988 Spa” ed ai membri del gruppo criminale di realizzare consistenti ed illeciti profitti e, dall’altro, all’azienda municipalizzata di far figurare percentuali di raccolta differenziata fasulle e ben più elevate di quelle effettivamente realizzate.

Il meccanismo fraudolento applicato era tanto semplice quanto efficace: i vari appalti – in alcuni casi vinti da “Switch 1988 Spa” perfino quando la stessa società non era in possesso dei requisiti richiesti dal bando di gara – venivano aggiudicati con ribassi vertiginosi ed assolutamente fuori mercato (arrivati in taluni casi alla soglia del 50%), salvo poi attuare successive modifiche ovvero assegnazioni extra per rendere comunque ben profittevoli le attività svolte dalla società appaltatrice facente capo al Dufour. Proprio a questo proposito, tra i numerosi sistemi artatamente messi a punto per falsificare i servizi effettuati, gonfiando a dismisura i relativi profitti, si procedeva a simulare centinaia di ritiri di rifiuti ingombranti a domicilio in realtà inesistenti, falsificando la relativa documentazione e richiedendo, di conseguenza, i relativi rimborsi ad “Amiu Genova”; in altre circostanze, invece, venivano decuplicati sistematicamente i quantitativi di rifiuti smaltiti per conto del Comune, e si è arrivati perfino ad effettuare smaltimenti di rifiuti gratuiti nei confronti di vari enti pubblici istituzionali e Forze di Polizia, facendo poi figurare falsamente tali rifiuti come se fossero stati rinvenuti abbandonati sul territorio comunale, incassando così indebitamente il previsto addendum contrattuale per bonifica straordinaria del territorio.

“Switch 1988 Spa”, inoltre, aveva il proprio parco clienti costituito da svariate aziende private i cui rifiuti venivano però in gran parte smaltiti a spese di “Amiu Genova” – e quindi del Comune – in quanto venivano conferiti gratuitamente presso gli impianti di smaltimento facendoli passare come materiale proveniente dalla raccolta urbana, sempre grazie alla “collaborazione” dei dipendenti della municipalizzata corrotti.

L’ingegnosa macchinazione descritta consentiva così di violare sistematicamente le normative a garanzia dei subappalti, tra l’altro mediante l’impiego assiduo di manodopera proveniente da una cooperativa di lavoratori “di facciata”, creata appositamente per avere un’indebita riduzione del costo del lavoro a discapito dei dipendenti.

Il sistema criminale era ormai talmente collaudato e consolidato da potersi applicare anche in circostanze non prevedibili; in occasione di un incendio sviluppatosi presso lo stabilimento della “SwitchH 1988 Spa” a causa della rimozione intenzionale dei sistemi di sicurezza di alcuni macchinari allo scopo di permettere il funzionamento oltre i limiti previsti dal progetto, infatti, il Dufour, con l’appoggio e l’intercessione dei propri sodali in “Amiu Genova”, riusciva addirittura ad evitare la denuncia alla Procura della Repubblica con la compiacenza di alcuni appartenenti al Comando dei Vigili del Fuoco, in cambio di una sponsorizzazione per la loro squadra sportiva ed altri favori. Nei confronti di questi ultimi, indagati anch’essi a piede libero nell’ambito dell’operazione, è in corso il procedimento per l’interdizione dai pubblici uffici.

Nel corso delle attività odierne, si è inoltre proceduto al sequestro per equivalente di beni vari, per un ammontare complessivo pari ad 1.000.000 di euro.

Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso le proprie abitazioni, con il divieto di comunicare con l’esterno.

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