Senza categoria 

L’insostenibile leggerezza di questi nostri politici

Stavolta l’archeologo Lunardon da Vado,  semplice consigliere regionale del Pd con aspirazioni da capogruppo prima che la compagna di partito Raffaella Paita, con ambizioni da presidente della giunta, vista la sorpresa elettorale, fosse retrocessa al suo posto, l’ha fatta fuori dal bulacco, o dal sarcofago, che dir si voglia. Il Lunardon, con quel suo sguardo perso nella contemplazione dell’infinito, che di nome fa Giovanni, il santo che non porta inganni, e da giovane veniva apostrofato come Giovannino, Giuanin come Brera,  con quell’accento un po’ bastardo di chi vive fra Liguria e Piemonte, oppure Giannino, come lo Stoppani  protagonista de il giornalino di Gian Burrasca, popolare personaggio frutto della fantasia del giornalista Luigi Bertelli, in arte Vamba, per una volta, con una sua frase illuminante postata sulla sua pagina Twitter, e’ riuscito a sorprenderci. E a questo punto decidere se in negativo o in positivo mi risulta abbastanza difficile. Sicche’ preferisco lasciare a voi l’ardua sentenza su questo principe della nostra politica.
Intanto la frase, senza ombra di dubbio frutto di un sottile turbamento notturno. Ma il Nostro è padre da poco e chissà se la sua bambina gli concederà il sonno del giusto in modo da permettergli di coniugare, da par suo, il gravoso compito di militante e di consigliere regionale che, con dovizia di particolari, illustra utilizzando i canali social.
Dunque il cinguettio che ci svela il Lunardon umano e non. Quell’Indiana Jones della
politica che i suoi messaggi propagandistici pretendevano di suggerirci. “Preferisco la peggiore e più feroce delle nostre direzioni ad una assemblea di condominio”. Che poi, a rifletterci bene, svela un che di sussiegoso, di malcelata tolleranza verso le misere attività’ di noi comuni mortali, costretti a fare i conti con i bilanci familiari in questo periodo di crisi. Senza poter contare sulle laute prebende elargite a chi siede nelle assemblee elettive. In un posto conquistato a suon di promesse elettorali. Arroganza intellettuale di vecchio stampo comunista. Qualcuno si permetterà anche questo archetipo trito e ritrito, ma io, ad onor del vero, voglio spendere persino qualche giustificazione per questo ragazzo, prestato sin da giovanissimo alla politica, che ha avuto l’avventura di misurarsi come segretario provinciale e poi regionale del nostro Pd prima che venisse sollevato dal commissario David Ermini.  Appena due annotazioni a volo di uccello. Lunardon era reduce da un intervento dai toni alti in consiglio regionale sull’inestinguibile vicenda delle frasi omofobe del consigliere della Lega Nord, il suo omologo Giovanni De Paoli. Il Lunardon nella seduta monotematica di martedì in Regione, riferendosi alle scuse di De Paoli che aveva sostenuto di essere stato male interpretato ebbe a dire: “Non si tratta di considerare le parole del consigliere meno di altri, ma di non mettere la polvere sotto al tappeto”. Con tanto di significativo luogo comune che si riferisce alle pulizie di casa da cui siamo spesso oberati anche noi miseri mortali. Un invito, anche in questo caso “elevato” al governatore Toti a prendere le distanze senza se e senza ma, restituendo dignità’ alle famiglie dei soggetti sbertucciati dal volgare consigliere della Lega Nord avvezzo a descrivere la diversità come una virulenta malattia. Un intervento, quello di Leonardon che aveva preceduto solo di alcune ore lo scritto pubblicato sul Secolo XIX dal suo capogruppo Raffaella Paita. Ecco quindi, dopo tanto lavorio della mente, quella insopprimibile esigenza di riprendere contatto con le cose umili, epperò massimamente tediose con cui le persone comuni devono confrontarsi quotidianamente. Tanto noiose da preferirgli persino come più esaltanti  le gesta di una segreteria politica, seppur probante. Per quanto possa rappresentarle una riottosa riunione fra le sempre troppo agitate correnti del Pd.
Infine la seconda osservazione di carattere ambientale. Il Nostro sarà stato  probabilmente reduce dall’incontro  organizzato presso la sala Chierici della biblioteca Berio in cui il solone comunista Max D’Alema ha spezzato il pane per illustraci e presentare la rivista Italia-Europa. E a volte l’aria che si respira in presenza di un personaggio che se non brilla in simpatia lo fa per lo meno per autocompiacimento, ancorché respirata e inalata senza mascherina ideologica, può avere risvolti gravosi se non addirittura ammorbanti.
Se non che le parole cinguettate da Lunardon potrebbero far registrare la piccata replica dell’associazione degli amministratori di condominio, minoranza di genere, perciò anche questa degna di tutela. E quella degli amministratori gay di condominio, minoranza di genere della minoranza che, in quanto tale, intenderebbe minacciare un seguito giudiziario tutto da vivere nelle aule di tribunale. In ebollizione anche i sindacati degli inquilini, gay e non, e il Sunia. Al di là dei possibili risvolti surreali della vicenda è necessario annotare che  in tal caso non saremo, senza ombra di dubbio e fortunatamente, costretti ad una nuova seduta monotematica sulle parole discriminatorie di Lunardon.  Perché la frase non è stata pronunciata in alcun ambito legato all’attività del consiglio regionale.
Una dimostrazione dell’insostenibile leggerezza della politica che ieri, per dirla tutta, nella sinistra hanno respirato in parecchi. A poche ore dalla presentazione da parte di rete a sinistra, sempre in Regione, di una encomiabile proposta di legge per raggiungere la parità’ delle retribuzioni tra uomini e donne,  al contrario, abbracciando il disimpegno, altri due autorevoli rappresentanti del Pd, il “valletto” del ministro della Difesa Simone Mazzucca e Manuela Arata, compianta presidente del Festival della scienza, fra le quattro mura di casa , ma connessi con il mondo, commentavano  sui social , cinguettando  amabilmente, la vittoria di Erica a MasterchefItalia . E anche a noi, come ha fatto la trionfatrice in compagnia di Joe Bastianich… non  ci resta che piangere. In questa valle di lacrime.
Il Max Turbatore

Related posts