Senza categoria 

Un Ramones in città. Giovedì al Lucrezia arriva Richie, terzo batterista della storica punk band di New York

 

 

r.jpg

Di Diego Curcio

Quella mente disturbata di Ben Foster, che alla guida degli Screeching Weasel ha scritto alcune delle pagine più interessanti del revival punk degli Anni Novanta, aveva sentenziato, una ventina di anni fa: “Se non pensate che i Ramones siano il più grande gruppo che abbia mai calcato le scene, non siete dei punk. Non ci siete nemmeno vicini. E non avete alcun diritto di mettere in piedi una band”. Insomma un messaggio chiaro e inequivocabile, a cui forse si potrebbe aggiungere, visti i tempi, una piccola postilla: “Se nella vostra città arriva un componente dei Ramones dovete andarlo a vedere a ogni costo: anche se i Ramones sono tutti morti”. Già perché se giovedì sera alle 22 al Lucrezia di vico dei Caprettari è in programma un concerto di Richie Ramone, è altrettanto vero che i quattro finti fratellini newyorkesi che 42 anni fa hanno letteralmente inventato il punk-rock sono purtroppo passati a miglior vita da parecchio tempo ormai: Joey, Johnny, Dee Dee e Tommy, infatti, se ne sono andati uno dopo l’altro nel giro degli ultimi 15 anni. E oggi, a tenere vivo il ricordo di una delle band più importanti della storia del rock, oltre alla loro musica e ai tantissimi seguaci ed epigoni sparsi per il mondo, sono rimasti soltanto i cosiddetti Ramones della seconda ora. Quelli arrivati, tanto per capirci, quanto la formazione storica che ha scritto e pubblicato i primi tre insuperabili album stava via via cominciando a perdere i pezzi. E così ecco Marky, secondo e super attivo batterista che nel 1978 sostituì Tommy; Cj – sbarcato qualche mese fa alla Spezia – che a metà Ottanta aveva preso il posto di Dee Dee al basso e infine il nostro Richie che, in qualità di terzo batterista, suonò in alcuni dei dischi più oscuri e forse meno amati dei Ramones: “Too Tough To Die”, “Animal Boy” e “Halfway To Sanity”. Detto questo bisogna anche ammettere che Richie resta comunque uno della famiglia, visto che con la band newyorkese ha condiviso una buona fetta di strada (500 concerti dal 1983 al 1987). Dopo di lui c’è stata la piccola parentesi, sempre dietro le pelli, di Elvis Ramone, a cui nel giro di una manciata di esibizioni dal vivo è subentrato il redivivo Marky. Come detto prima, però, quando un Ramone viene in città non ci si può certo esimere dall’andarlo a sentire. Tanto più che prima di lui, a scaldare il pubblico del Lucrezia, ci penseranno due ottime band. I primi in scaletta saranno i Goonies, uno dei gruppi più longevi della scena punk genovese, con le loro canzoni suonate a tutta velocità e cantate in italiano. Dopo di loro sarà invece la volta di Lester Greenowski, ex speaker radiofonico, nome caldo della scena punk newyorkese degli ultimi 15 anni e autore di un disco solista (“It’s nothing serious just life”) pubblicato qui da noi dalla sempre celeberrima Area Pirata. L’album, che mescola suggestioni settantasettine e power-pop, merita un ascolto più che approfondito e tutto fa sperare in una gran bella esibizioni live. Tornando invece all’ospite principale della serata, il buon Richie, giovedì sera, sarà accompagnato da Alex Kane e Clare Product degli Antiproduct, già al lavoro con Marky Ramone (il cerchio si chiude, insomma): la promessa è quella di regalarci un mix di pezzi nuovi (l’ultimo e unico suo album solista è datato 2013) e qualche chicca del passato. Non dimentichiamo infatti che al terzo batterista dei Ramones si devono perle minori ma sempre scintillanti come “Somebody put something in my drink” e “Human kind”, canzoni che, col passare degli anni, si sono guadagnate un piccolo posto nella leggenda dei quattro finiti fratellini del punk. La scaletta di giovedì però potrebbe riservare tante altre sorprese.

Related posts