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Divorzio “alla genovese” a 16 euro, “c’è la sua bella convenienza”

divorzioPiù che il livore poté la crisi. Non a caso siamo a Genova, città proverbialmente parsimoniosa. Così, abbandonando ogni velleità conflittuale, i genovesi abbracciano convintamente la pratica del divorzio low cost. In 600, 300 coppie scoppiate, hanno scoperto che il laico vincolo del matrimonio è dissolubile con un paio di gite alla sede alla sede dell’Anagrafe, in corso Torino e sedici eurini, 8 a testa. Roba da cancellare ogni tentennamento e da convincere ad appianare ogni dissidio perché “c’è la sua bella convenienza”. Nessuna spesa per il tribunale, nessuna parcella dell’avvocato: l'”arrivederci e grazie” più economico dall’approvazione del referendum sul divorzi che ben dimostra il proverbio spagnolo “en tempo de hambre no hay pan duro” (nei tempi di fame non c’è pane che sia duro) e anche quello italiano “di necessità virtù”. Insomma, la crisi ha consiglia di rinunciare a litigare su chi debba tenere a casa propria la Tv 47 pollici o il frullatore pur di portare a compimento la divisione degli stracci al costo di un pranzo per una sola persona a un ristorante popolare. La negoziazione assistita in presenza di due avvocati o (per la maggior parte) la conclusione dell’accordo davanti ad un ufficiale di stato di civile del Comune è scesa ai minimi storici, convincendo, appunto 300 coppie contro le 637 che, nel 2015 hanno previsto scannarsi davanti al giudice. Nel 2014 sono state 743 e nel 2013 680 e, quindi, la conflittualità è in calo. La strada della negoziazione prevede che non ci siano figli minori o figli con handicap grave. Nel caso bisogna pagare almeno due avvocati e affidarsi al tribunale civile. In ogni caso, è necessario rinunciare alla conflittualità e così gente che ha passato anni di vita a litigare per il tubetto del dentifricio spremuto male piuttosto che per il telecomando, impara a dividersi il salotto e i mobili della cucina e ad arrivare col sorriso all’ufficiale di stato civile il quale chiederà loro se davvero vogliono fare il passo e li manda a casa, per convocarli ancora dopo 30 giorni perché ripetano che no, con l’ex amore della loro vita non vogliono stare davvero più. Sedici euro, arrivederci e grazie.

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