Industria Lavoro Sindacale 

Kavo, azienda inamovibile. Non cede su niente e i lavoratori non tolgono il presidio

Kavo promedi

Vuole tutto, non è disposta a mettere niente sul piatto. La dirigenza di Kavo Promedi (l’azienda tedesca che ha lasciato sedici persone a casa da un giorno all’altro) ha rifiutato di andare incontro ai lavoratori e, buon peso, ha chiesto loro di togliere il blocco che impedisce di portare via gli ultimi macchinari dello stabilimento di Nervi, chiuso due sabati fa con un blitz dell’impresa.
L’incontro di questo pomeriggio in Confindustria non ha portato ad alcun accordo. Non c’è condivisione né sulla buonuscita per i 16 lavoratori in mobilità, ne’ sull’eventuale accompagnamento alla pensione per alcuni di loro ormai vicini al termine della vita lavorativa ai quali l’azienda dovrebbe versare i contributi mancanti per il prepensionamento. <Auspichiamo che l’azienda capisca il danno che ha fatto ai lavoratori – ha detto il segretario della Fiom Cgil di genoca, Bruno Manganaro -. Quella che affrontiamo oggi non è  una situazione normale e per questo ci vogliono soluzioni eccezionali>. L’unica cosa che i portavoce della Kavo alla trattativa hanno saputo dire è relativa agli impianti rimasti ancora in fabbrica dopo che lo sgombero non atteso era stato bloccato con un presidio dei lavoratori. Inevitabole il “no” dei sindacati che hanno anche confermato il presidio davanti alla sede Kavo. Il prossimo incotro tra rappresentanti dei lavoratori e azienda in Confindustria è fissato per il 24 febbraio.

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