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Rilancio di Sampierdarena: un patto d’area fatto su misura per il quartiere

Di Michela Serra–Un patto d’aera ad hoc per rilanciare il commercio del quartiere genovese di Sampierdarena: è di questo che si dovrà discutere con gli enti pubblici per dare un futuro a chi vive e lavora nella zona del ponente cittadino. A chiederlo a gran voce sono le “Officine Sampierdarenesi” che, dopo il censimento messo a punto poco tempo fa, hanno illustrato all’assessore regionale allo sviluppo economico Edoardo Rixi il quadro della situazione. Dopo la vittoria sul polo pertrolchimico sotto la Lanterna a cui Regione, Capitaneria di porto e Autorità portuale hanno detto no, è necessario focalizzarsi sul tessuto economico del quartiere: <Su 1978 locali a piano strada, 560 hanno le saracinesche abbassate – ha detto Gianfranco Angusti, delle Officine Sampierdarenesi – la difesa dei negozi di vicinato è il punto di partenza per il rilancio del tessuto sociale e commerciale>. Tema che è stato affrontato con l’assessore comunale al commercio Emanuele Piazza: <I bandi appena nati a cui i commercianti possono attingere sono un primo passo – ha proseguito Angusti – ma noi dobbiamo pensare anche al secondo passo, al terzo e al quarto>. Cosa fare oltre? Il quesito arrivato sul tavolo di Rixi fornisce la risposta: un patto d’area che sia studiato per le caratteristiche di Sampierdarena, molto diverse da quelle del Centro Storico. Sono infatti emersi alcuni limiti che devono essere superati, ma questo può essere fatto solo con un attento studio del quartiere. C’è anche la questione dei voltini di via Buranello, di proprietà delle Ferrovie Italiane. Rixi si è impegnato a convocare i vertici per trovare una soluzione: <Sono 60 le saracinesche abbassate: equivalgono al 10% dei negozi chiusi>. Insomma, non sono di certo poche e non si può attendere oltre per risolvere la questione: <Il patto d’area consentirebbe di individuare quali attività sane far nascere e quali attività “sporcaccione” allontanare>. <Il morale dei commercianti è in fermento – ha proseguito Angusti – anche grazie al Forum del commercio dove si può essere ascoltati. Certo, c’è ancora paura e preoccupazione per il futuro, ma c’è ottimismo>. Insomma, il periodo è propizio affinchè qualcosa di concreto sia fatto per il destino di Sampierdarena: commercianti e cittadini non intendono mollare il colpo. Non adesso. D

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