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Polo petrolchimico sotto la Lanterna, Rixi e Pettorino dicono no: “Poca sicurezza per la navigazione”

Un netto no al polo petrolchimico sotto la Lanterna di Genova: questa volta a dirlo non sono solo le Officine Sampierdarenesi, ma anche l’assessore allo sviluppo economico della Regione Liguria Edoardo Rixi, forte del parere positivo del Commissario dell’Autorità Portuale di Genova e Comandante della Capitaneria di Porto di Genova Ammiraglio Giovanni Pettorino. Alla base di questo nuovo capitolo di un trasferimento che aveva destato più di un mal di pancia è la scarsa sicurezza che ne deriverebbe dal punto di vista della navigazione: la vicinanza tra il porto petroli, il porto passeggeri e quello commerciale sarebbe eccessiva. Anche gli spazi di manovra per le navi in quella parte di porto sarebbero insufficienti e inadatti per essere eseguiti in sicurezza. L’intesa con Regione, Capitaneria di porto e Autorità Portuale è stata sancita al termine di un lungo incontro avvenuto tra i rappresentanti delle “Officine Sampierdarenesi” e l’assessore Rixi. Ma non è questo l’unico punto di cui si è discusso, i problemi di Sampierdarena sono molti. Negli uffici della Regione Liguria si è discusso anche di Lungomare Canepa: Rixi si è reso disponibile a convocare un tavolo  con tecnici, commercianti e cittadini per avanzare l’alternativa al transito del traffico pesante con l’utilizzo del by-pass in area portuale. Anche il commercio è stato al centro della discussione, infatti, la debolezza dei patti d’area presentati dal Comune di Genova richiedono – secondo le Officine Sampierdarenesi – il rafforzamento dello strumento ponendo più vincoli sui settori di attività da inserire nelle porzioni di territorio interessate. Rixi ha ipotizzato un incontro con i commercianti per ridiscutere il tema e valutare l’applicabilità dei patti d’area nel quartiere del ponente cittadino. Sul tavolo anche la questione irrisolta dei voltini ferroviari di via Buranello e la difficile situazione in cui versa il Teatro dell’Archivolto, con la richiesta di aiuto alla Regione per uscire dalla crisi fino al 2018, anno in cui è prevista la fusione con il Teatro Stabile.image

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