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Il Festival di Sanremo in diciassette domande

teatro-ariston tele udenteCredevo, speravo o temevo che dopo il diluvio di spot con melomani sconosciuti e annessa tracimazione dei magnifici quattro: Carlo Conti, Virginia Raffaele, Madalina Ghenea e Gabriel Garko, la nebbia che gravava su Sanremo si dissipasse lasciando il posto alla musica. Invece al termine della prima serata ancora tanta confusione e parecchie domande nella testa che certamente, pur essendo l’ora già abbastanza tarda, mi impediranno di prendere sonno. E continueranno a ronzarmi in capo.
Le annoto, sperando che qualcuno dotato di buona volontà intenda contribuire, inviandomi una risposta. Aiutandomi a risolvere i casi in modo che nelle prossime serate a enigma non si aggiunga enigma.
Prima domanda: dove è stata installata a Sanremo la piscina di Cocoon in cui per diversi giorni e’ rimasto immerso Giuseppe Ottaviani, l’atleta classe 1916, alle soglie dei 100 anni, che ci ha dispensato la sua ricetta di longevità? E dove era nascosto il ventriloquo che  ieri sera ha parlato per lui?
Seconda domanda: Madalina Ghenea, tanta roba, ma meglio in animalier, piumata o sberluccicante? E l’altro valletto-coconduttore Gabriel Garko piu’ “figo” con occhiali o nature?
Terza domanda: il Garko avrà evacuato o no prima della pillolina? Sempre che fosse una antidoto per risolvere problemi intestinali e non un toccasana per non addormentarsi  ed aguzzare la vista.
Quarta domanda: Deborah Iurato e il suo abito in stile Casamonica, tatuaggi sulle braccia veri o stickers da tappezzeria incorporati?
Quinta domanda: Il papà di Madalina Ghenea sarà riuscito ad arrivare alla decima canzone senza assopirsi davanti alla TV ?
Sesta domanda: Parterre de roi, ma Giletti, Cristina Parodi, la Parietti e la Marini pubblico pagante o no?
Settima domanda: la giacca di 22 anni fa della Pausini, e’ veramente quella vintage con cui ha partecipato al suo primo festival o non è stata affidata a un sarto di scena per un’allargatina?
Ottava domanda: ma Virginia Raffaele si è sentita male prima di andare in scena perché Gabriel Garko gli ha raccontato che dopo l’ansia dei giorni scorsi avrebbe preso una pillolina e  anche lei ne ha assunto una anche lei a mo’ di cavia? E Conti da professionista serio all’ultimo momento ha chiamato a sostituirla Sabrina Ferilli? Comunque sia perché non ci hanno detto niente?
Nona domanda: perché Lorenzo Fragola non ha scambiato la sua giacca con quella arabescata di Rocco Hunt?
Decima domanda: il maglione longuette stile casual di Arisa era corredato o no da pantaloncini velati? Non sarebbero bastati i nastri arcobaleno?
Undicesima domanda: Enrico Ruggeri, con quella giacca da motociclista, sarà riuscito a posteggiare la sua Harley Davidson davanti all’Ariston?
Dodicesima domanda: il rapper Rocco Hunt sarà stato consapevole di aver riproposto in musica la questione meridionale?
Tredicesima domanda: perché Noemi ha consentito a tutti di curiosare all’interno della sua borsetta e di rivelare i suoi segreti nel giro di un attimo  mentre continua a nascondere la sua vera identità, Veronica Scopellitti, dietro a uno pseudonimo?
Quattordicesima domanda: perché Domenico Curreri leader degli Stadio ha scelto di interpretare una canzone per i padri separati?
Quindicesima domanda: Elton John  dirigendosi verso le quinte e’ inciampato nella “pirola” che mentre cantava e suonava il pianoforte si era tolta dal naso?
E per finire due questioni serie:
Sedicesima domanda: perché la direzione Rai ha cercato di tenere la politica al di fuori dell’Ariston, una forzatura by passata dai cantanti che hanno sbandierato i nastri arcobaleno, magari con l’intento di razziare qualche preferenza telefonica tarocco do la classifica. La questione è  comunque rientrata dalla finestra mentre Elton John, indomito lottatore sulla questione adozioni gay, a cui si voleva mettere il silenziatore, con tanto di dubbi per il suo invito, ha dovuto forzatamente limitarsi a una strisciatina “Sono un padre felice”. Forse avrebbe potuto parlare con cognizione di causa sul tema. E ancora quel Wake up di Rocco Hunt, svegliati, non ricordava almeno un po’ la manifestazione per diritti civili della sinistra con lo slogan “svegliati Italia”.  Anche se il cardinale Ravasi che si è complimentato con il cantante non l’ha capito e pensava che fosse un omaggio il cd omonimo dedicato al Papà. E infine la canzone Blu di Irene Fornaciari che  affronta con delicatezza il tema dell’immigrazione e dei naufragi davanti alle nostre coste, con tanto di appello fatto proprio da molti dirigenti Rai aderendo al sit-in in studio al grido di “tutti giù per terra” non stanno a dimostrare una volta di più che non sono solo canzonette?
Diciassettesima e ultima domanda: lo spot sulla Liguria con il pescatore che afferma: “dove soffia il vento nuovo” non è un implicito riferimento all’hastag “il vento è cambiato” vicino al centro destra e alla giunta del governatore Giovanni Toti?
Perché Sanremo o no, non si tratta soltanto di canzonette. Parole e musica di Edoardo Bennato che già trentasei anni fa affidò ai posteri l’ardua sentenza.

Il Tele Udente (Max Turbatore)

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