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Artegenova alla Fiera, quattro giorni di mostre, eventi e presentazioni dedicati all’arte moderna e contemporanea

Dal 15 al 20 febbraio la personale di Sergio Fermariello e Giappone in primo piano con il gruppo Gutai, Yoko Ono, la corrente Mono-Ha e la Pop Art

TOMOKO NAGAO, Hokusai-The Great Wave of Kanagawa with mc, cupnoodle, kewpie, kikkoman and kitty, 2012, Digital Art, 50 x 70 cm- 70 x 100 cm.jpg

Dal 12 al 15 febbraio con ArteGenova la città ospita, per il dodicesimo anno consecutivo, nel padiglione Blu del quartiere fieristico, quattro giorni di mostre, eventi, presentazioni per un’immersione totale nell’arte moderna e contemporanea: quella più celebrata e quella emergente con opere capaci di solleticare i collezionisti più scafati e l’istinto alla scoperta di molti appassionati. Più di centottanta gli espositori complessivi, novanta le gallerie, oltre 3000 opere in esposizione, un’intera sezione, CATS-Contemporary Art Talent Show, alla quale partecipano quasi un centinaio di realtà tra gallerie, associazioni, artisti indipendenti e collettivi, con opere dal costo inferiore ai 5000 euro.

Tra le “mostre nella mostra” la Galleria Tonelli di Milano presenta una personale di Sergio Fermariello (1), la cui ricerca parte dal recupero dei modelli, memorie familiari che si estendono poi ad una ricerca più approfondita di archai universali nel recupero di un’inconscia memoria collettiva.
Il motivo che percorre l’intera ricerca dell’artista è la figurazione essenziale dei Guerrieri.

Compagnia dell’Arte propone una selezione di artisti giapponesi attivi dal secondo dopoguerra, con particolare riferimento al Gruppo Gutai (2), movimento artistico fondato da Jiro Yoshihara ad Osaka nel 1954, e ad altri artisti che non hanno fatto parte del movimento suddetto, ma rappresentano una parte importante della storia dell’arte contemporanea nei diversi continenti: Toshimitsu Imai, Yayoi Kusama, Toshinobu Onosato, Masaaki Yamada e Yoko Ono. Viene inoltre presentata una selezione degli artisti nati nella corrente Mono-Ha (fine anni ’60-metà anni ’70) Lee U Fan e Nobuo Sekine.

La Pop Art Giapponese sarà protagonista dello stand della galleria Deodato Arte, raccontata attraverso le opere di tre artiste particolarmente rappresentative del movimento: Tomoko Nagao, Hiroyuki Takahashi e Hikari Shimoda. Le loro opere saranno esposte in fiera per la prima volta, diventando portavoce della ricerca artistica perseguita dalla generazione di artisti successiva a Takashi Murakami e Yoshimoto Nara. I riflettori si accendono così sul Superflat style, sull’estetica manga e su quel mondo fluttuante (ukiyo) di cui il celebre Hokusai tra la fine del ‘700 e gli inizi dell‘800 fu il principale esponente. (3)

 

E sempre ad ArteGenova Deodato Arte annuncia la prossima preparazione del catalogo ragionato di Marco Lodola (4) e l’istituzione del nuovo archivio dell’artista pop di fama internazionale. Aperto al pubblico dal 1° gennaio 2016, il nuovo archivio darà la possibilità ai collezionisti di registrare le opere di Marco Lodola in loro possesso, ottenendo così non solo un’ulteriore certificazione di autenticità ma anche la loro pubblicazione sul catalogo in preparazione.

 

Lady Be, artista internazionale apprezzata per i suoi “Mosaici Contemporanei” realizzati con materiali di recupero, presenta la performance “Marilyn Mouse” dove gli spettatori sono chiamati a fotografare la “Marilyn Mouse” e a pubblicarla su Facebook sulla pagina fan di Lady Be, in questo modo parteciperanno al “Lady Be Art Contest“: l’autore della foto che avrà più Like vincerà un’opera originale di Lady be di misura 40 x 40 cm.

 

L’area CATS-Contemporary Art Talent Show è il progetto di Arte Under 5000 messo a punto dagli organizzatori di ArteGenova per favorire la produzione artistica e incentivare tra il pubblico di collezionisti la conoscenza dei talenti emergenti, dinamizzare il mercato dell’arte attuale proponendo opere d’autore ad un prezzo contenuto e generare spazi nuovi e altamente comunicativi in cui ogni realtà artistica possa valorizzare le proprie creazioni. Contemporary Art Talent Show si rivolge in particolare a un pubblico giovane essa, offrendosi come laboratorio creativo capace di offrire una visione più ampia sulla realtà artistica contemporanea. CATS rappresenta il cuore delle iniziative di ArteGenova con un fitto programma di incontri e performance (v.allegato).

 

ArteGenova, organizzata da NEF|Nord Est Fair, è aperta al pubblico da venerdì 12 a lunedì 15 febbraio. Orari: da venerdì 12 a domenica 14 febbraio dalle 11 alle 20, lunedì 15 febbraio dalle 11 alle 14.

Biglietto intero: € 8,00. Ridotto: € 4,00 Riservato a gruppi (minimo 10 persone), Forze dell’Ordine, persone over 65, agli studenti (gli interessati dovranno presentarsi alla biglietteria muniti di documento per l’accertamento dell’appartenenza ad una delle categorie di utenza dianzi individuate e di un documento di riconoscimento personale), ai diversamente abili con invalidità inferiore all’80% (NO accompagnatore), ai ragazzi dai 13 ai 17 anni

Biglietto ridotto speciale: € 1,00 scaricabile dal sito www.artegenova.com e per i titolari e accompagnatore Carta Più e Carta MultiPiù de La Feltrinelli, soci Coop Liguria, soci Arci, ArciGay Genova, Carta Giovani, Touring Club, FAI.

Ingresso gratuito: Ingresso gratuito per i ragazzi fino a 10 anni compresi, e per tutte le scolaresche, compresi gli accompagnatori, previa richiesta alla Segreteria Organizzativa via mail o fax. Info: www.artegenova.com

 

 

Segreteria organizzativa:         NEF | Nord Est Fair

Via A. Costa, 19 – 35124 Padova

  1. (+39) 049 8800305 – fax (+39) 049 8800944

 

 

1 – Sergio Fermariello nasce a Napoli il 29 aprile 1961. Dopo gli studi scientifici e il diploma di Liceo Scientifico della sua città frequenta i corsi di Scienze Naturali presso l’Università di Napoli. Dall’età di vent’anni decide di dedicarsi esclusivamente all’attività artistica.
La sua ricerca parte dal recupero dei modelli, memorie familiari che si estendono poi ad una ricerca più approfondita di archai universali nel recupero di un’inconscia memoria colletiva.

Nel 1989 espone per la prima volta in una personale alla Galleria Lucio Amelio con la quale intraprende una lungo collaborazione di lavoro. Nello stesso anno ottiene il “Premio Internazionale Saatchi & Saatchi per giovani artisti” in occasione della prima edizione del premio tenutasi presso il Palazzo delle Stelline di Milano. In seguito espone in diverse mostre personali tra le quali quella alla Galleria Il Capricorno di Venezia nel 1990 e alla Galerie Yvon Lambert di Parigi nel 1992. È anche presente in alcuni importanti appuntamenti internazionali quali la mostra Metropolis alla International Kunstausstellung di Berlino del 1991 e la mostra Les pictographes al Musée de l’Abbaye Sainte-Croix di Les Sables-d’olonne dove Didier Ottinger lo invita ad esporre i suoi lavori accanto a dipinti di Klee, Miró, Picasso, Penck, Sanejouand. Nel 1993, ad appena 32 anni, è chiamato da Achille Bonito Oliva a partecipare alla XLV Esposizione Internazionale Biennale d’Arte Venezia con una sala personale nel PAdiglione Italia all’interno della mostra Opera Italiana – Trittici. Per l’occasione presenta due grandi opere costituite da tre pannelli in cui sviluppa la figurazione essenziale dei Guerrieri, motivo che percorre l’intera ricerca dell’artista fin dall’89. Nel 1995 espone nella mostra Opus Alchemico alla Galleria In Arco di Torino alcuni lavori a carattere tridimensionale, a metà strada fra la pittura e la scultura che costituiscono una tappa ulteriore nel giovane percorso dell’artista.

 

2- Il Gruppo Gutai, fondato nel 1954 da Yoshihara e Shozo Shimamoto che ne suggerì il nome, il cui significato è “concreto”, in opposizione ad astratto/teorico rappresenta il contributo più originale e profondo dato dalla cultura giapponese all’arte del Novecento. Probabilmente, anzi, ha ragione chi sostiene che il Gutai è stata una delle massime espressioni di libertà artistica espresse da tutto l’orizzonte artistico novecentesco. Fin dalle sue prime prove, non presenta il proprio progetto di “gruppo” come un codice rigido di nuove regole creative. Il gruppo non impone ai suoi membri una serie di leggi artistiche né l’uso di tecniche o medium obbligati. Nell’ambiente artistico dei fondatori, che oltre a Yoshihara e Shozo Shimamoto furono, tra gli altri, artisti come Kazuo Shiraga,Saburo MurakamiYasuo Sumi,  attivi a partire dal 1954-1955, prevale piuttosto una morale espressiva di libertà estrema, ai limiti della giocosità creativa. Per questo, attraverso i decenni il Gutai si è espresso attraverso una pluralità di forme e generi che oltre alla pittura informale contano esperienze sperimentali con il suono, il teatro, il film, l’installazione in interni ed esterni e naturalmente la performance e la concettualizzazione.

Il Gutai inoltre ha saputo spostare, come forse nessun altro movimento artistico, tutto il fuoco dell’attenzione sull’artista nella sua concretezza di essere fisico e naturale. Il senso del concreto è racchiuso già nel suo misterioso nome, “Gutai” che secondo alcuni significa proprio “concreto”, “concretezza”, ma che secondo la testimonianza di Shimamoto, che lo scelse come nome del gruppo, significherebbe più precisamente “personificazione”, “incarnazione”, proprio per sottolineare come l’identità dell’arte dipenda soprattutto dalla presenza fisica dell’artista che genera l’opera, che esprime la propria libertà di movimento nell’ordine e nel disordine delle materie.

Come avviene in quasi tutte le forme di avanguardia artistica che hanno costellato la storia del Novecento, anche nel Gutai ciò che entra immediatamente e definitivamente in crisi è il sistema di un’arte fondata sul disegno, sulla figura e sulle qualità squisitamente pittoriche del lavoro artistico. Le tecniche della pittura e i virtuosismi della raffigurazione del reale, cioè la vecchia esigenza di mimesi e di rispecchiamento del mondo, nel Gutai risultano impulsivamente sostituite da una sensibilità compositiva radicalmente concentrata sulla fisicità dei materiali, delle cose e degli oggetti convogliati nel processo costruttivo delle opere, siano esse tele, azioni corporeeo entità di altra natura.

L’hic et nunc, il qui e ora del Gutai è un luogo, uno spazio, un vertiginoso gettarsi nella fisicità dei fenomeni, un gioco cinetico e interattivo fra l’artista e il mondo di cose e di sostanze che lo circonda, come avviene per esempio nell’icona forse più famosa delGutai, la performance “PassingThrough”, realizzata da Murakami Saburo nel 1956, in cui l’artista, vestito normalmente e con tanto di occhiali, si lancia attraverso una fila di tele di cartone lacerandole a mani nude.

 

3) Dalla nota onda di Hokusai, che influenzò intere generazioni di artisti europei, sono passati circa due secoli e il mondo ha subito epocali trasformazioni, che Tomoko Nagao racconta nella sua “The Great Wave of Kanagawa with mc, cupnoodle, kewpie, kikkoman and kitty”. L’artista inserisce nell’opera prodotti del consumo di massa e attraverso di essi scaglia una critica sottile e ironica alla società, addolcendola con il tipico linguaggio giapponese “kawaii” che rende ogni elemento raffigurato carino e amorevole. Tomoko Nagao è nata nel 1976 a Nagoya in Giappone ma attualmente vive e opera a Milano ed è riconosciuta come la più importante esponente della MicroPop Art e del SuperFlat in Italia. Nei suoi lavori rivivono capolavori dell’arte classica: iconiche opere di Caravaggio, Botticelli, Velazquez, Tiziano rivisitate in chiave pop e rilette secondo l’estetica “kawaii”. Esse si dividono in dipinti ad olio, opere digitali e stencil. Tra le opere selezionate dalla Deodato Arte per Arte Genova spicca “Botticelli – The Birth of Venus with baci”, recentemente esposta alla Gemalde Galerie di Berlino nella mostra “The Botticelli Renaissance” e prossimamente in mostra al Victoria & Albert Museum di Londra. Saranno inoltre proposti in fiera “Gioconda”, “Candy-Candy Blue MicroPop Superflat” e “Canestra di Frutta MicroPop Superflat Yellow”.

 

Dall’estetica “kawaii” di Tomoko Nagao si passa al linguaggio “mood shōjo” delle opere di Hiroyuki Takahashi. Particolarmente affermato a Tokyo, dove è considerato una vera star, Takahashi realizza opere digitali che incarnano i principi della tradizione Shōjo, ovvero una cultura neo-femminista e dai tratti trasgressivi. Lanciando forti messaggi di emancipazione, l’artista ritrae ragazze di ispirazione manga e spesso affette da profonde crisi d’identità, inserendole in contesti urbani. Takahashi è inoltre molto popolare anche nel mondo della moda e del design. Con le sue grafiche, vengono infatti realizzati capi d’abbigliamento e gadget di vario genere molto apprezzati in Giappone.

Hikari Shimoda sarà la terza punta di diamante della galleria Deodato Arte ad Arte Genova. Anche Shimoda si ispira al mondo dei Manga e delle Anime, ricollegandosi allo stile chiamato “irasuto”, termine col quale in Giappone si indica l’illustrazione. Nelle sue opere già esposte in Giappone, in Canada, negli Stati Uniti e in Italia, realizzate con una straordinaria abilità tecnica, la realtà incontra il mondo fantastico e elementi di tenerezza e di orrore convivono dando vita ad un linguaggio artistico innovativo e contemporaneo, denso di significati simbolici. I protagonisti delle tele di Shimoda sono spesso bambini in veste di supereroi o magiche ragazze, i cui occhi diventano specchio delle problematiche sociali contemporanee. La loro innocenza e semplicità è per Shimoda occasione per sottolineare l’importanza della crescita e della formazione delle nuove generazioni. Con l’auto degli adulti, i bambini dovrebbero imparare a guardare questo mondo caotico, conoscerne la storia e auspicare un futuro migliore. “Children of this planet 18” e “Children of this planet 24” saranno tra le opere di Shimoda presenti in mostra.

 

4 – Nato in Provincia di Pavia nel 1955, Marco Lodola ha studiato all’Accademia di Brera e a quella di Firenze. Negli anni ’80 è il fondatore del Nuovo Futurismo, movimento con cui inizia una rigogliosa carriera artistica che lo vede protagonista di molteplici esposizioni in ogni parte del mondo (Italia, Pechino, Hong Kong, Singapore, New York ecc…).

Artista di fama internazionale, Marco Lodola è oggi molto apprezzato dal pubblico per il suo inconfondibile stile Pop che unisce arte, musica, cinema e design. Le sue opere, in particolare le sculture luminose in perspex e neon, si compongono di colori vivaci e di sagome ben definite. Tra i suoi soggetti prediletti compaiono Pin Up, Vespa, automobili e personaggi dello spettacolo e dello sport.

Il nuovo archivio di Marco Lodola si distingue da altri tipi di archivi d’artista grazie ad un nuovo metodo tecnologicamente avanzato messo a punto dal team di 2do.it srls composto da informatici e studiosi di algoritmi incaricati dallo stesso Marco Lodola. Questi hanno ideato un nuovo modo univoco di archiviazione che impedisce un’eventuale clonazione della documentazione. Quella utilizzata è un’avanzata tecnologia PUF (Physical Uncloneable Function), basata su due tecnologie inclonabili parallele, di cui una basata su chip di silicio. I tag PUF saranno consegnati ai proprietari dell’opera in una busta sigillata pensata per durare nel tempo senza limiti, accompagnati da una documentazione fotografica certificata da quattro timbri, di cui due ad inchiostro, uno a pressione e uno a ceralacca.  Il metodo di archiviazione messo a punto da 2do.it si dimostra particolarmente efficace con le nuove tendenze artistiche dell’arte contemporanea che comprendono opere sempre più concettuali e realizzate con materiali che mutano poco nel tempo, come i metalli e le materie plastiche.  Attraverso la documentazione rilasciata i falsi saranno infatti facilmente riconoscibili e non autorizzati alla vendita.

 

 

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