Cosa fare a Genova Senza categoria 

“Xena Tango”, la magia del tango sulle rotte da Genova alla Boca di Buenos Aires

alloisio-foto

“Xena Tango, le strade del tango da Genova a Buenos Aires” il 5 febbraio alle 18.30 nel Foyer del Teatro con la presentazione del libro “Xena Tango, le strade del tango da Genova a Buenos Aires” a cura di Giampiero Vigorito e Ida Guglielmotti. Con Roberta Alloisio, Miriam Formisano e Marina Pretti, autrici di alcuni racconti, condotti da Giovanni Giaccone. Il secondo, la sera alle 20.30 con il concerto vero e proprio, con Roberta Alloisio guest Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero. Con Fabio Vernizzi al pianoforte, Giampaolo Costantini al bandoneon, Roberto Piga al violino, Pietro Martinelli al contrabbasso e Armando Corsi alla chitarra

Degli innumerevoli fili, tracce di memoria e cultura sparsi un po’ ovunque per Genova, dobbiamo ad una musicista e cantante come Roberta Alloisio che incastoniamo idealmente con cuore e anima,in salita S. Agostino al Teatro della Tosse, l’ennesima prova che viviamo in un luogo che è molto meglio di quello che sembra. Perché Roberta Alloisio, un giorno coglie in una frase del grande scrittore argentino Jorge Luis Borges una sfumatura che attrae la sua attenzione. Lo scrittore nella biografia del poeta Evaristo Carriego dice, sorprendentemente, che il tango è degenerato per colpa degli italiani e in particolare, dei genovesi.
La frase passa inosservata a molti ma non ad Alloisio: <A me l’idea che noi genovesi si potesse avere una colpa così impegnativa nei confronti dell’umanità mi ha sempre fatto sorridere e infatti la usavo come battuta nei concerti quando arrivava il momento di cantare un tango […]. Allenata da lunghi anni passati al Teatro della Tosse a raccogliere materiale su qualunque cosa – che non si sa mai – ho cominciato a indagare>.
Nasce così una storia e un progetto che mettono insieme ricerca storica, quasi archeologica per certi versi, e ricerca musicale. Le tracce del tango prima ancora che danza, sono musica e parole che portano lontano, in quel “Sud America” cantato da Paolo Conte, favoloso e magico, ma anche minaccioso, raggiungibile attraverso rotte tortuose, faticose e feroci, per mari in tempesta e su navi cariche allo stesso modo di speranza e disperazione. Si arriva a Buenos Aires, tappa di molti genovesi perché come dice l’autore di canzoni e grande conoscitore del mondo musicale Giorgio Calabrese < [Quelli] che partivano da Napoli in giù si sono insediati nel nord America mentre quelli che partivano dal settentrione, piemontesi e genovesi soprattutto, si sono riversati in America del Sud.” A Buenos Aires i genovesi si concentrano in una zona che lentamente trasformano in un quartiere dalla forma e dai colori ispirati alla loro terra, nasce così la “Boca” dove si mangia farinata e dove si parla genovese>.
Da dove trae origine il tango? Spiega ancora Calabrese: <Ho l’impressione che prima ancora che il tango nascesse, i genovesi, i liguri, pensassero già in tanghese: infatti, quando sono nate le prime canzoni in dialetto genovese, queste erano inevitabilmente, in forma di tango, di habanera, di milonga>.
Genova e il tango, quindi, una scoperta che sembra andare prima che alla sua rappresentazione formale ovvero ai due ballerini avvinghiati, ad una forma di codice linguistico e di pensiero originale. Roberta Alloisio supportata da grandi artisti (Luis Bacalov, Ivano Fossati, Gian Piero Alloisio, Umberto Bindi, Carlo Marrale) e la produzione di Paolo Dossena – “Cni Unite”, ricostruisce così prima con la ricerca e poi con un progetto musicale una forma di pensiero che è anche un temperamento ben preciso: “Xena Tango”. Il tango parla di amore e gelosia, nostalgia e problemi di vita, tutto il bagaglio umano di chi arrivava in una terra sconosciuta e doveva ricominciare da zero ma anche la traccia nascosta come nella filigrana di un carattere, quello genovese, che decide il timbro e stabilisce il codice. Il tango, quindi, diventa la chiave per una rilettura di Genova in forma “calviniana” una città di musica nella città, tra le mille porte sparse qua e là che sarebbero piaciute anche a Borges a introdurci in universi paralleli di storia, passioni, sentimenti. E ovviamente, musica.

(Le dichiarazioni dell’articolo sono estratte dal libro “Xena Tango”, la fotografia è di Maria Grazia Costa).

Related posts