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Navebus, ferma dal 1º gennaio senza i fondi regionali

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I battellieri al Comune: <Senza fondi regionali non possiamo proseguire in autofinanziamento>
Sono 6.800 le firme raccolte per chiedere alla regione di non condannare la Navebus consegnate ieri all’assessore Berrino

Navebus ferma già dal 1º gennaio senza i fondi regionali. Lo conferma la lettera scritta dal direttore generale Amt Stefano Pesci inviata dell’assessore ai trasporti del Comune, Anna Maria Dagnino, ad Antonio Bruno (l’Altra Liguria) che un’interrogazione in consiglio comunale.
<Come è noto – scrive Pesci – il servizio è finanziato con fondi appositamente stanziati daòòa Regione e viene svolto dal 2007, pur essendo stato ridotto in termini di numero di corse giornalieri durante gli anni, in ragione della diminuzione dei finanziamenti erogati>. Da un milione, si è passati infatti a 270 mila euro, che bastano appena a coprire 4 coppie di corse giornaliere che diventano 2 nel fine settimana, quando al mattino non ci sono partenze anche se, invece, il servizio sarebbe molto utile per i turisti.
<A tutt’oggi – continua il direttore generale Amt – non è stato programmato il servizio per l’anno 2016, risultando da notizie comunque non ancora ufficiali, che la Regione Liguria non abbia destinato specifici stanziamenti per tale tipologia di trasporto. I battellieri che gestiscono il servizio hanno fatto sapere, informalmente, che senza i contributi regionali non sarebbero in grado di sostenere l’attività di autofinanziamento e quindi non potrebbero proseguire nel servizio oltre il dicembre 2015>.
<Non siamo pertanto in grado di assicurare la continuità e la consistenza del servizio per il prossimo anno> conclude Pesci.

<Purtroppo la risposta al mio question time è burocratica -Bruno -, certo è importante che la Regione preveda uno stanziamento, ma non sono affrontati margini di miglioramento e efficientamento servizio e coerenza con la costruzione, molto opportuna, del pontile per l’attracco di Navebus a Pra’, con estensione del servizio scongiurando un servizio “di nicchia”>.

Intanto, continua a Pegli la raccolta di firme avviata dai cittadini e dai commercianti.  La sottoscrizione-appello da indirizzare alla Regione ha già conquistato migliaia di consensi. Sono ben 6.800 le persone che chiedono alla giunta di piazza De Ferrari di non cancellare il servizio.
Le firme sono state presente ieri all’assessore regionale Berrino durante una riunione con battellieri, municipio e Civ. Pare che l’assessore non abbia fornito risposte definitive e che c’è il rischio che una “non risposta” si trasformi di fatto nel modo più diretto e meno faticoso di cancellare il servizio.
<Alla luce degli impegni, e dell’importanza che la nuova governance della Regione pone ai collegamenti
non si capisce come possa pensare di eliminare un servizio sano, che ha anche una valenza turistica molto accentuata. Pegli ha musei e ville storiche. È nelle guide, vede l’arrivo di turisti da tutto il mondo. Va promosso per incrementare le persone che ne usufruiscono, cosa che non è mai stata fatta – dicono i promotori della petizione -. Sono stati spesi 150mila euro per la realizzazione del pontile di Pra’ che è quasi pronto e che consentirebbe di migliorare il servizio. Sarebbero soldi pubblici gettati via>.

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