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Merella: “Cancellare Navebus sarebbe un grave passo indietro”

Di Giovanni Giaccone –

 

270 mila euro di risparmio rispetto all’enormità del bilancio AMT e al costo della mobilità a Genova cosa sono?” L’ex assessore al traffico del Comune di Genova nelle amministrazioni Pericu dal 1997 al 2007, Arcangelo Merella scuote la testa.

“L’idea Navebus è nostra e arrivava all’interno di una serie di progetti europei per contenere CO2, l’argomento all’ordine del giorno la settimana scorsa a COP 21. Genova era allora capofila (progetto Civitas) di un gruppo di città (Cracovia, Burgos e Stoccarda) per verificare la fattibilità di tutta una serie di accorgimenti per diminuire l’inquinamento. Si trattava di progetti che sarebbero stati esportati nei grandi centri mondiali (Brasile, India etc.) più colpiti dal fenomeni delle emissioni inquinanti.”

merella

 

Allora cosa accadde?

 

Ci fu il progetto e una gara vinta dalla “Lauro”, azienda campana esperta nel settore, per il collegamento tra Pegli e il centro di Genova. Si trattava di avere una duplice serie di benefici. Si alleggerivano i collegamenti stradali su gomma da e verso il centro e si restituiva a Pegli uno smalto che progressivamente si andava perdendo schiacciata com’era tra Cornigliano e Voltri restituendo sia agli abitanti che ai turisti la possibilità di rivivere il centro così come era stato conosciuto per secoli”

 

Ora però sembra che questi valori non abbiano più tanto peso?

 

Non so, mi sembra che molto pragmaticamente la Regione dica: “dove ci sono costi in eccedenza, si tagli” senza alcun pregiudizio verso questo o quello ma alla fine questo che è chiaramente un servizio in perdita perché si tratta di un investimento, ha dei ritorni di valore importanti che non possono non essere considerati.

 

Tipo quali?

 

“Sempre gli stessi: minore inquinamento, minore incidentalità e la possibilità di aprire ai turisti scenari difficilmente irraggiungibili in altro modo come Villa Pallavicini.”

 

Quindi?

 

Spero che ci sia un ripensamento e che il Comune faccia la sua parte. .Ci sono corse di Amt con costi più alti e meno frequentate che vengono mantenute, perché dovrebbe essere eliminata la Navebus. Genova deve continuare a cercare di proporre una mobilità non inquinante.”

 

A proposito, tutto il sistema urbano di mobilità andrebbe rivisto forse?

 

Il problema è a monte in attesa del bando sulla Agenzia regionale unica di trasporto che ha subito uno slittamento per via di una serie di ricorsi sull’ampiezza del bacino.

L’Agenzia al momento esiste ma non ha ancora un ruolo diretto e amministrativo. Ora il parco macchine di Amt è obsoleto e inefficiente, chi lavora nelle officine fa miracoli per tenere in piedi certe macchine di cui ormai non esistono più pezzi di ricambio. Genova, in teoria, ha un sistema di copertura capillare ma oggi è sempre più difficile sostenerlo proprio per questa ragione.

 

Annoso problema quello di Amt, come si risolve?

 

Noi realizzammo due operazioni: cercare di calmierare il costo del personale dividendo l’azienda in due creando Ami che aveva il compito di gestire la manutenzione dei mezzi e l’amministrazione dell’azienda. Da una parte avevamo il personale viaggiante e dall’altra il management che doveva occuparsi della gestione. Ci dissero che avevamo creato una “bad company” ma in realtà si trattava di razionalizzare dei costi, quelli del personale, che per questa azienda sono sempre troppo alti. In questo modo, con due aziende si cercava di creare i presupposti per un’azione che avrebbe visto una gestione separata dei diversi ambiti, da una parte la gestione della mobilità dall’altra quella della manutenzione e dell’amministrazione e magari la possibilità di gestire i parcheggi della città in una visione a 360 gradi della mobilità. Non si poteva, come chiedeva il M5S recentemente, far sì che Amt inglobasse Genova Parcheggi perché un’azienda come questa non può fare profitto ma con due aziende separate si potevano avere maggiori possibilità di manovra.”

 

L’altra questione?

 

E’ quella relativa a Transdev, i francesi che per un certo periodo, durante le amministrazioni Pericu, sono entrati nella gestione di Amt. Secondo me è stato un errore farli andare via. Ritornare indietro come fece dopo di noi la giunta Vincenzi e tagliare i ponti con questa azienda ha pregiudicato la possibilità di mantenere con loro un rapporto e una visione più aperta ai modelli europei dello sviluppo della mobilità urbana dove loro sono leader.

 

Ad esempio?

 

Ad esempio, a Londra ci sono diverse compagnie che si sono aggiudicate con delle gare diversi lotti della città. I servizi funzionano bene e queste aziende si fanno carico a fronte dei ricavi più redditizi delle linee più frequentate anche di quelle più periferiche. Non si può certo pensare che una cosa del genere possa avvenire a Genova che è una città relativamente piccola ma fossero rimasti loro avremmo avuto la possibilità di confrontarci con reali competenze europee del settore.”

 

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