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“Le prénom”, un gioiello di comicità agrodolce in scena al Duse

LE PRENOM-Gisella Szaniszlò,Alessia Giuliani,Davide Lorino,Aldo Ottobrino,Alberto Giusta-Foto Bepi Caroli.JPG

Di Diego Curcio

Sono essenzialmente due i punti di forza de “Le prénom”, lo spettacolo con la regia di Antonio Zavatteri in scena al Teatro Duse ancora fino a domenica e tra i bestseller della stagione dello Stabile (tanto che verrà riproposto anche dopo Natale, dal 26 al 31 dicembre). Il primo è senza dubbio la storia: una commedia brillante dal retrogusto amaro, che mette alla berlina le fragili certezze della borghesia radical chic, con dialoghi irresistibili e un’ottima scrittura. L’altro sono gli attori in scena: e cioè Alessia Giuliani, Alberto Giusta, Davide Lorino, Aldo Ottobrino e Gisella Szaniszlò. Perché anche se ci troviamo di fronte a un testo molto forte (ne hanno tratto due film di successo e Fausto Paravidino ha curato l’adattamento italiano in scena al Duse), la credibilità dei personaggi, in casi come questi, è fondamentale. E ancora una volta gli attori della Gank – anche se lo spettacolo non è a firma della compagnia ma porta il marchio del Teatro Stabile – hanno dimostrato di essere dei veri e propri fuoriclasse. Le parti sembravano cucite appositamente su di loro, con Giusta e Ottobrino che impersonano due cognati che sono la nemesi l’uno dell’altro. Giusta interpreta Pierre, un professore universitario di sinistra, con pantaloni di velluto, capelli arruffati e una bella casa borghese; Ottobrino invece è Vincent, un agente immobiliare di successo che ama le macchine potenti e il calcio, veste elegante ma sportivo e adora la provocazione e gli scherzi. Ed è proprio da un suo scherzo che si innesca il meccanismo comico-tragico de “Le prénom”: uno spettacolo che si svolge esclusivamente in una stanza della casa di Pierre e nel corso di una cena tra amici. A scatenare la discussione tra i commensali – oltre ai due cognati ci sono anche il musicista Claude, Elisabeth, moglie di Pierre e sorella di Vincent e Anna, moglie di Vincent in dolce attesa – è il nome che i futuri genitori intendono dare al figlio in arrivo. O meglio il nome che Vincent rivela, mentre attende che la moglie torni dal lavoro, agli altri invitati. Senza svelare troppi particolari, visto che i colpi di scena non mancano e rappresentano la parte più succosa dello spettacolo, questo annuncio improvviso accende la miccia di una discussione infuocata, che porta a galla vecchi rancori e segreti inconfessabili, capaci di scuotere i cinque personaggi sulla scena. Come detto in precedenza Giusta e Ottobrino sono il vero e proprio motore di questa commedia agrodolce; anche se è tutto il cast a brillare per bravura e intensità. Lorino è un Claude perfetto, con la sua flemma indistruttibile e i suoi modi sempre gentili e mai sopra le righe; Giuliani interpreta una Elisabeth frustrata e fragile, una sorta di “casalinga disperata” ma con un lavoro che sembra detestare; e poi c’è Szaniszlò che veste i panni di un’Anna molto equilibrata e inflessibile: una tipica donna in carriera che tenere testa molto bene alle intemperanze del marito. La ciliegina sulla torta infine è la regia asciutta e impeccabile – alla John Swanbeck in “Big Kahuna”– di Zavatteri. Insomma “Le prénom” è uno spettacolo assolutamente da non perdere: probabilmente uno dei migliori titoli della stagione dal Teatro Stabile.

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