Commercio 

Athos, 70 anni in Ascom. Quando Genova portava i pantaloni alla zuava

athos

La famiglia è arrivata a Genova da Milano prima della guerra, quando Sergio, il padre di Giorgio (a sinistra nella foto, insieme al figlio Samuel che ora lavora con lui), l’attuale titolare, venne sulle sponde del Mar Ligure per portare la madre, che aveva problemi di salute, in un luogo più salubre. Aprì l’azienda “Italtex” in via XX Settembre. Era il 1934. All’epoca si portavano i calzoni alla zuava e la stoffa si misurava col metro “bollato” registrato in Camera di Commercio. Nel negozio di piazza Dante, dentro alcune vetrine, si possono vedere sia quei pantaloni sia lo strumento di misura, insieme a capi e oggetti d’epoca. L’azienda si prepara a entrare nelle botteghe storiche e ha già allestito un angolo in cui sono raccolti i “cimeli” di tre generazioni di lavoro. Athos è tra le imprese che domenica 22 novembre saranno premiate ai Magazzini del Cotone del Porto Antico per i 70 anni di fedeltà ad Ascom Confcommercio Genova.

Atmosfera 70 Ascom

Italtex era un negozio di stoffe (all’epoca, spiega Giorgio, si portavano solo abiti confezionati dal sarto, non c’era la “moda pronta”) e si trovava dove oggi c’è “Enrico Carini”. Proprio alla nonna di Luca Carini (attuale proprietario) Sergio vendette la bottega per aprire, nel primo dopoguerra, in piazza Dante insieme al socio Gino.

Atmosfera 70 Ascom

Athos è sempre rimasto lì, affacciato sulla casa di Colombo, sotto i portici e da quando c’è è sinonimo di eleganza. All’inizio, la bottega era sistemata in pochi metri quadri su due piani dove Gino vendeva prima macchine da scrivere. Si decise di chiamare il negozio col nome di uno dei quattro moschettieri. Perché? Perché Gino aveva dei parenti che avevano tre società oltre l’oceano che si chiamavano Dartagnan, Portos e Aramis. L’insegna al neon era tenuta su da questa impalcatura metallica, anche questa esposta nel negozio di piazza Dante.

Atmosfera 70 Ascom

Nel frattempo, dai tessuti si passò alle confezioni. In esposizione, insieme auna delle macchine da scrivere che Gino commercializzava prima di dedicarsi col socio agli abiti e a una storica macchina da cucire, e due bei cappotti anni ’50 originali che potrebbero essere portati tranquillamente anche oggi. Perché per Giorgio, la moda non cambia. Gli abiti nelle vetrine di piazza Dante sono quelli, sobri, eleganti, molto “genovesi”, che si indossano al di là del tempo, che non vengono mai superati: l’abito grigio, la giacca blu, il “principe di Galles”. Si portano fino a quando sono “buoni”, poi, dice il titolare, si sostituiscono con un altro capo uguale. Oggi Athos vende soprattutto abiti da uomo, ma sta cominciando a reintrodurre anche qualche capo per signora, oltre alle scarpe e ai genovesissimi trench. Classici o sportivi, sono comunque sobri e raffinati. Perché l’eleganza è senza tempo e non è solo un modo di dire.
La passione di Giorgio si legge in ogni cosa che dice, che racconta. Ad esempio quando parla del tempo in cui confezionava le divise per la Sampdoria (dal 1983 al 1985).

Athos 70 anni Ascom

<Sono qui dal 1970 a fare gli orli alle persone> dice sorridendo, mentre spiega che proprio in quegli anni affiancò il padre in azienda. Ora, con lui c’è il figlio e l’azienda è arrivata, quindi, alla terza generazione, ma non è invecchiata nemmeno un po’ perché, un po’ come gli abiti classici, la passione non passa mai di moda.

Atmosfera 70 Ascom

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