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Appalti Iren, Cgil: “Comune inerte e complice di 140 licenziamenti”

 

Iren

<Dopo un’altra giornata di mobilitazione dei lavoratori delle ditte di appalto edili Iren, dopo che per l’ennesima volta questi lavoratori sono stati costretti ad occupare il consiglio comunale per farsi ascoltare e per ottenere che l’incontro programmato per ieri si svolgesse, Iren e l’amministrazione comunale continuano ad ignorare le proposte  delle organizzazioni sindacali che puntano a risolvere il dramma della perdita del lavoro per 19 famiglie e per altre 130 che seguiranno tra breve> così recita una nota della Camera del lavoro mentre in città si stanno svolgendo un presidio in Valpolcevera e un corteo in Valbisagno. <A questo punto, è chiaro che Iren, pur avendone la possibilità, intende scaricare sulla collettività le drammatiche conseguenze delle sue scelte aziendali, ma è altrettanto chiaro che chi questa comunità rappresenta, il Comune, il Sindaco, la sua giunta, pur essendo azionisti di Iren, pur contribuendo ad eleggerne i vertici e a gestirne le strategie, sono assolutamente inerti e complici di queste scelte contro il lavoro e la città – proseguono alla Cgil -. Il 12 ottobre, l’Amministrazione ha firmato un accordo in cui si impegnava a ricercare insieme a Iren le soluzioni tecniche per impedire i licenziamenti: dove sono questi impegni? Dove è il tavolo che si doveva aprire “immediatamente” per elaborare un protocollo in materia di appalti che mettesse fine all’ossessiva rincorsa al ribasso sui costi che si traduce in condizioni al limite della legalità contrattuale e in una qualità miserrima dei servizi ai cittadini in tutti i settori, manutenzione, mense scolastiche, ecc.?. Dov’è il “gruppo di lavoro” che avrebbe dovuto insediarsi subito per cominciare un monitoraggio sugli appalti? Ieri, negando assieme ai vertici di Iren qualsiasi spiraglio alla soluzione del problema del lavoro e del reddito a decine di famiglie il Comune di Genova ha fatto carta straccia di un accordo sottoscritto solo pochi giorni fa. Non staremo a guardare ed esigeremo fino in fondo il rispetto di quanto concordato, a partire dal lavoro e dal futuro dei lavoratori del comparto edile e dai prossimi problemi che si presenteranno come, per esempio, nell’ex Servizi e Sistemi per quanto riguarda Amt, dove sono minacciati altri 140 posti di lavoro>.

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