Commercio Sicurezza 

Movida alcolica, fracassona e poco sicura, i pubblici esercizi contro le istituzioni

Pubblici esercizi pronti a lanciare iniziative di protesta contro il degrado del centro storico.
<Cittadini dei carruggi omertosi? Chiamiamo le forze di polizia e non intervengono>
Fiepet Confesercenti e Fepag Ascom: <L’amministrazione comunale non ha risposto ai nostri appelli>

schermata-2015-07-08-alle-10-30-45

Stanchi di rappresentare il paravento agli occhi dell’opinione pubblica, usato per nascondere problemi ben più concreti e cause ben più reali, i pubblici esercizi, hanno deciso di convocare una conferenza stampa per denunciare quella che secondo loro è la vera causa dei problemi che si verificano nella città vecchia, che vanno dagli schiamazzi ai problemi di igiene, dall’ubriachezza molesta allo spaccio e sono culminati, nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, nell’omicidio in vico dei Biscotti.  Stamattina, in piazza delle Erbe c’erano proprio tutti i rappresentanti della categoria, aderenti a entrambe le associazioni, Fepag Ascom e Fiepet Confesercenti. Nel dehors di uno dei locali, hanno raccontato le difficoltà degli operatori, le continue richieste di aiuto cadute nel vuoto, la criminalizzazione delle attività a fronte della carenza dei controlli sia di sicurezza e ordine pubblico, sia annonari.

12247003_10205196968029888_3488506126418142785_n

<Non si può andare avanti: qualsiasi cosa si chieda non si hanno risposte, qualunque cosa si propone non si hanno risposte> ha detto Cesare Groppi, segretario Fiepet Confesercenti (a sinistra nella foto). Pietro Avvenente (al centro nella foto), operatore Fiepet, ha denunciato ancora una volta <i bar mascherati da negozi di vicinato che vendono alcol>. Poi ha aggiunto: <Quello che noi chiediamo con l’attuazione del regolamento sta già dentro la legge nazioanale. I negozi devono smettere di vendere alcolici a mezzanotte e non possono effettuare somministrazione>. Insomma, basterebbero i controlli.

11254733_10205196968109890_8084731750830900781_n

Alessandro Cavo (al centro nella foto), presidente Fepag Ascom, ha ricordato il ruolo che il centro storico ha per l’accoglienza dei turisti, ormai una realtà <che riguarda tutto l’anno>.
<La cosa migliore che possiamo fare per aiutarlo – ha continuato – è che la nostra sia una città manutenuta, e sicura>.
Marina Porotto (a destra nella foto), vice presidente della consulta Civ Ascom e presidente del Civ “Il Genovino” di piazza delle erbe, oltre che referente per il centro storico della consulta, ha chiesto a nome di tutti <Che contributo vuole dare l’Amministrazione comunale al centro storico?>. Porotto, respingendo al mittente le accuse di omertà per la gente del centro storico, ha voluto sottolineare che <cittadini e operatori economici chiamano e chiamano spesso le forze di polizia> trovandosi però a fare i conti con una risposta <qualitativamente e quantitativamente inadeguata>.

Groppi ha annunciato iniziative pubbliche se le istituzioni non decideranno di ascoltare la categoria.
In una nota congiunta, le associazioni denunciano <l’inesorabile degrado del nostro centro storico, causato da una situazione di “liberi tutti” che è figlia della totale mancanza di controllo da parte delle autorità> e denunciano il <silenzio degli uffici degli assessorati allo sviluppo economico e alla legalità, ai quali ormai più di un mese fa avevamo inoltrato una bozza di regolamento emendata con le loro stesse indicazioni>.

«Il recente fatto di sangue verificatosi a due passi da piazza delle Erbe non ha fatto che rendere evidente a tutti quello che è un dato di fatto – spiegano i rappresentanti di Fiepet e Fepag – e cioè l’inesorabile degrado del nostro centro storico, causato da una situazione di “liberi tutti” che è figlia della totale mancanza di controllo da parte delle autorità. Continuando di questo passo, la “gente per bene” tra quanti compongono il popolo della movida sarà sempre più rara, con grave danno alla vivibilità del quartiere e alle attività economiche oneste che hanno sempre operato nell’ambito della legalità».

«La nostra proposta si basa su pochi punti, ma chiari: il rispetto delle regole da parte di chi oggi opera in regime di sostanziale abusivismo, e più controlli della polizia municipale per identificare e punire i trasgressori – proseguono le associazioni –. A fronte delle nostre richieste, però, registriamo il silenzio degli uffici degli assessorati allo sviluppo economico e alla legalità, ai quali ormai più di un mese fa avevamo inoltrato l’ultima bozza di regolamento emendata con le loro stesse indicazioni. Ma da allora, più nulla».

Quali, dunque, le principali richieste su cui i baristi chiedono a Tursi di pronunciarsi? «La determinazione di un orario oltre il quale i minimarket non solo non possano più vendere alcolici, ma non possano nemmeno esporli; e naturalmente un aumento dei controlli da parte delle forze dell’ordine, tale da rendere efficaci i divieti e punire i trasgressori, compresi i clienti che si rendono responsabili di comportamenti molesti e incivili».

«La situazione sembra essere scappata di mano al Comune ed è necessario porvi rimedio – concludono Fiepet e Fepag – I pubblici esercizi hanno sempre svolto un ruolo di presidio e si sono sempre assunti le loro responsabilità, basti pensare ai servizi di vigilanza che molti bar, da anni, pagano a proprie spese. Affinché i nostri sforzi servano a qualcosa, però, è necessario che tutti rispettino le regole, e che la pubblica amministrazione in primis si faccia carico di questa battaglia per la legalità».

IN SERATA IL VIDEO DELL’INTERA CONFERENZA STAMPA

Related posts

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: